Un’associazione a delinquere finalizzata al narcotraffico con base logistica a Cortale, dove erano dislocati vari depositi e da il gruppo controllava un fiorente traffico di cocaina e marijuana che riforniva piazze di spaccio in tutta la provincia di Catanzaro. E’ quanto emerge dalle carte dell’ordinanza vergata dal gip distrettuale del Tribunale di Catanzaro Mario Santoemma nell’ambito dell’inchiesta della Dda, nome in codice Social Card, che conta complessivamente 21 indagati (LEGGI) e che ha portato i carabinieri a notificare 24 misure cautelari, di cui 12 in carcere, 9 agli arresti domiciliari e 3 all’obbligo di presentazione alla pg.
Le misure cautelari
Vanno in carcere Raffaele Bertuca, 49 anni, di Cortale; Davide De Santis, 29 anni, di Cortale; Rocco Grenci, 29 anni, di Cortale; Nicola Lombardo, 39 anni, di Vallefiorita; Aurelio Rocco Petrilli, 55 anni, di Girifalco; Santino Puccio, 65 anni, di Botricello; Davide Riga, 43 anni, di Cortale; Antonio Saraceno, 48 anni, residente a Longi (Messina) e domiciliato di fatto a Girifalco; Giovanni Saraceno, 33 anni, di Girifalco; Nadia Squillacioti, 33 anni, di Girifalco; Giuseppe Strati, 33 anni, di Sant’Andrea Apostolo dello Ionio; Manuel Suppa, 30 anni, di Cortale. Vanno ai domiciliari Danilo Aloisio, 37 anni, di Badolato; Francesco Bressi, 36 anni, di Isca sullo Ionio; Brunello Mario Cristofaro, 60 anni, di Cortale; Luigi Mancuso, 43 anni, di Catanzaro; Mariano Mancuso, 54 anni, di Catanzaro; Kledjan Perja, 33 anni, di Girifalco; Giovanni, Johnny Saraceno, 23 anni, di Girifalco;Nicholas Scerbo, 30 anni, di Caraffa; Danilo Domenico Tassone, 34 anni, di Sant’Andrea Apostolo dello Ionio. Disposto l’obbligo di firma nei confronti di Patrizio Bevilacqua, 43 anni, di Catanzaro; Mosè Vono, 43 anni, di Sant’Andrea Apostolo dello Ionio e Giuseppe Ferro, 24 anni, di Borgia.
Il capo dell’organizzazione e la rete dei collaboratori
Un’organizzazione con ruoli precisi, una struttura stabile e un volume d’affari imponente, ricostruita attraverso mesi di intercettazioni telefoniche e ambientali, servizi di videoripresa e riscontri sul territorio. Al vertice, per gli inquirenti, Davide De Santis, descritto come promotore, dirigente e organizzatore. Sarebbe lui ad acquistare a credito grosse partite di cocaina, a custodirle nell’abitazione presa in affitto a Cortale, a rivenderle a intermediari sparsi tra Catanzaro e Lamezia Terme, a curare i rapporti di dare e avere e il recupero dei crediti, fino all’assistenza ai familiari dei sodali arrestati. Petrilli Aurelio Rocco, secondo l’accusa, è il corriere incaricato dei trasporti dal fornitore a De Santis. Raffaele Bertuca l’uomo di fiducia addetto alla custodia e all’occultamento dello stupefacente nel deposito di Cortale, al confezionamento in dosi e al recupero delle somme. Rocco Grenci e Davide Riga si occupavano di riscuotere e trasportare i proventi dello spaccio. Poi la rete di spacciatori al dettaglio: Santino Puccio, attivo con cocaina a Botricello in un bar da lui gestito; Antonio Saraceno e la compagna Nadia Squillacioti, attivi tra Amaroni, Cortale, Vallefiorita, Squillace e Girifalco, anche dopo l’arresto di lui; Manuel Suppa a Cortale; Giovanni Sraceno con marijuana a Girifalco e dintorni; Nicola Lombardo a Vallefiorita.
Il deposito di droga
Il deposito di via Giuseppe Barilà a Cortale è stato individuato grazie al tracciato Viasat della Fiat Panda usata da De Santis. Gli investigatori hanno notato che vi si recava quasi ogni giorno. La notte del 18 marzo 2023, durante un servizio di osservazione, notano due persone che armeggiano davanti all’ingresso e poi si allontanano. La porta, chiusa con catena e lucchetto, è semiaperta. Dentro, un borsone nero che stona con l’ambiente polveroso: al suo interno una borsa termica con sacchetti di polvere bianca e buste sottovuoto con sostanza vegetale verde. Verranno sequestrati 2,6 chili di cocaina, 4,4 chili di marijuana, 190 grammi di hashish e la pistola. Il giorno dopo De Santis torna sul posto, non riesce ad aprire il lucchetto, chiama Raffaele Bertuca e, secondo quanto emerge dalle intercettazioni, simula uno scambio di denaro per riavere la merce, ammettendo implicitamente la paternità del carico. Il giorno successivo organizza con Bertuca e Riga un viaggio a Rende per incontrare il figlio della proprietaria dell’immobile per chiedere spiegazioni. Per inquirenti e investigatori questa è la prova di un metodo commerciale stabile e consolidato. Nonostante i sequestri e gli arresti, tra cui quelli di Petrilli con oltre un chilo di cocaina, Puccio, Squillacioti, Saraceno, Lombardo, il vertice non ha mai cessato l’attività, anzi l’ha incrementata per rifarsi delle perdite, secondo le ipotesi di accusa, con crediti di spaccio di diverse decine di migliaia di euro ancora da riscuotere.














