17 Settembre 2026
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Scontro tra barca e gommone al porto di Vibo Marina, l’odontoiatra indagato per omicidio nautico si affida a Giulia Bongiorno

La penalista che ha difeso Andreotti e Salvini affianca Simone Romano nell’inchiesta. Agli atti il video dello scontro che ha provocato la morte del giovane Domenico Campana: accertamenti su velocità, traiettorie e condizioni di visibilità

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Ha affidato la propria difesa anche a Giulia Bongiorno l’odontoiatra di origini calabresi residente a Bologna indagato per omicidio nautico nell’inchiesta sulla morte di Domenico Campana. La penalista affianca l’avvocato Simone Romano nell’assistenza al professionista che il 14 agosto era alla guida del gommone coinvolto nella collisione con la piccola imbarcazione sulla quale il giovane di Mirto Crosia viaggiava insieme agli amici, nelle acque di Vibo Marina. La nomina si inserisce nella fase degli accertamenti tecnici: ricostruire le rotte, misurare le velocità, stabilire le condizioni nelle quali i due mezzi si sono avvicinati fino all’impatto. È su questi elementi che dovranno essere valutate le eventuali responsabilità. Il professionista è indagato e la sua responsabilità penale resta da accertare.

La penalista dei processi Andreotti e Salvini

Bongiorno porta nel collegio difensivo l’esperienza maturata in alcuni dei procedimenti più conosciuti della storia giudiziaria italiana. Ha fatto parte della difesa di Giulio Andreotti e ha assistito Matteo Salvini, anche nel processo Open Arms. Alla professione forense affianca l’attività politica: è senatrice della Lega e presidente della commissione Giustizia del Senato. A Vibo Valentia il lavoro della difesa si confronterà con una ricostruzione ancora da completare, nella quale le immagini della collisione dovranno essere esaminate insieme ai rilievi sulle imbarcazioni e agli accertamenti medico-legali.

Le 19.18 e la telecamera che registra lo scontro

Un orario compare nella registrazione di una videocamera privata che ha ripreso lo scontro: le 19.18 del 14 agosto. Il filmato, acquisito dalla Capitaneria di porto, documenta l’avvicinamento dei natanti e il momento del terribile impatto. Secondo le ricostruzioni, l’incidente avviene nelle acque antistanti lo scalo, alle spalle del molo verde: il gommone procede verso l’esterno, mentre la barca dei ragazzi sta rientrando. Nelle immagini a disposizione degli inquirenti, si vede il gommone con un motore da 300 cavalli procedere a velocità sostenuta e una piccola barca in vetroresina con un motore da 40 cavalli che viene colpita in pieno. La collisione provoca ferite gravissime a Domenico, che morirà in ospedale. Nell’impatto rimangono seriamente feriti anche Maria Francesca Mazza e Giovanni Beraldi. La differenza di potenza dei motori è uno degli elementi descrittivi dei mezzi coinvolti. La velocità effettiva al momento dello scontro dovrà essere ricostruita attraverso gli accertamenti.

I consulenti incaricati dalla Procura

L’inchiesta è coordinata dalla sostituta procuratrice Viviana Punzo, che ha delegato le attività investigative alla Capitaneria di porto di Vibo Valentia Marina. Entrambi i natanti sono stati sottoposti a sequestro. Per ricostruire la dinamica e la cinematica della collisione, la magistrata ha conferito l’incarico al capitano Giuseppe Falcone e all’ausiliario tecnico di elettronica navale Paolo Antonio Galdino. La difesa dell’indagato ha nominato come proprio consulente l’ammiraglio Salvatore Carannante. I familiari di Domenico e i due feriti si sono invece riservati la nomina dei rispettivi consulenti.

Velocità, rotte e visibilità: le risposte ancora da trovare

Le immagini dovranno essere confrontate con i danni riportati dalle imbarcazioni, le testimonianze e i rilievi già effettuati. Il lavoro tecnico dovrà chiarire le posizioni dei mezzi, le direzioni seguite, la velocità di avvicinamento e il punto della collisione. Tra gli aspetti valutare figurano anche la distanza dalla costa e le condizioni di luce. L’eventuale influenza del sole sulla visibilità dovrà essere verificata: non può essere considerata una spiegazione già accertata dell’incidente. Anche l’ipotesi di una velocità del gommone non adeguata, emersa nelle prime ricostruzioni, resta sottoposta alle verifiche degli investigatori. Il confronto tra filmati e rilievi dovrà consentire di stabilire quali manovre siano state compiute nei secondi precedenti all’urto.

Il telefonino che continua a registrare

C’è poi una seconda registrazione, realizzata dall’interno della barca. Uno dei ragazzi a bordo aveva avviato il video sul proprio smartphone pochi secondi prima della collisione, per raccontare sui social il ritorno in porto e magari filmare le immagini del tramonto. Dopo l’impatto, il telefono sarebbe caduto, continuando a registrare per diversi minuti. Nell’audio rimangono le voci dei ragazzi e i momenti concitati successivi allo scontro. L’avvocato Giorgio Raffaele Loccisano, nell’interesse di Beraldi, depositerà il filmato per metterlo a disposizione degli inquirenti.

La famiglia e i due amici feriti

I familiari di Domenico Campana sono assistiti dall’avvocato Giovanni Castagnaro. Maria Francesca Mazza è rappresentata dagli avvocati Maria Boccuti e Francesco Nicoletti, mentre Giovanni Beraldi è assistito da Giorgio Raffaele Loccisano. Entrambi i feriti stanno ancora affrontando la convalescenza: Maria Francesca dopo più interventi chirurgici a Catanzaro, Giovanni dopo l’operazione eseguita a Vibo Valentia per l’asportazione della milza. Il padre di Domenico, Valentino, ha raccontato che l’allarme arrivò anche attraverso il messaggio automatico inviato dall’iPhone del figlio. Da allora, alla perdita si accompagna l’attesa delle risposte dell’inchiesta. Nelle parole affidate alla stampa, la richiesta della famiglia è precisa: “Vogliamo che la verità venga scolpita sulla pietra della giustizia”.

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