La Guardia di Finanza di Catanzaro è tornata negli uffici Aterp Calabria per una nuova acquisizione di atti nell’ambito dell’inchiesta contabile su presunte irregolarità nella gestione dell’Azienda territoriale per l’edilizia residenziale pubblica che coinvolge, nove persone tra vertici e dirigenti Aterp che si sono succeduti in un arco temporale che va dal 2016 al 2025, destinatari lo scorso mese di luglio di un invito a dedurre. Si tratta dei commissari straordinari pro tempore l’ingegnere Ambrogio Mascherpa 61 anni, di Cosenza e l’avvocato Paolo Petrolo, di Vibo; l’attuale commissario l’avvocato Maria Grazia Iannini, 50 anni, di Corigliano Calabro, il direttore amministrativo Aterp Pasquale Cannatelli; i direttori amministrativi Mario Talarico ed Eugenia Rita Minicò, 68enne i dirigenti amministrativi Domenico Albino, 68 anni, di Lamezia; Giuseppe Barilaro, 37 anni, di Catanzaro; Luciano De Pascali, di Vibo Valentia.
“Canoni di locazione non riscossi e inquilini non sfrattati”
Nell’invito a dedurre, che costituisce il primo atto formale con cui la Procura contabile ha comunicato ai presunti responsabili l’avvio di un’azione nei loro confronti, si ipotizza un presunto danno erariale complessivo di circa 4 milioni e quattrocentomila euro per non aver proceduto, alla riscossione dei canoni di locazione degli inquilini morosi o per non averli sfrattati in seguito al mancato pagamento dei fitti, a spese dell’Aterp stessa e della Regione Calabria. In particolare a Mascherpa viene contestato un presunto danno erariale di 533.00,58; a Petrolo 847.918,82; alla Iannini 149.188,62; a Cannatelli, 664, 738, 29; a Talerico 33.356,78 euro. E poi ancora ad Albino 1.073.345,11; a Barilaro 124.303, 38 e a De Pascali 223.787,03.
Il giallo delle carte mancanti
Le nuove carte prelevate dagli uomini della Guardia di finanza, riguarderebbero documenti relativi a morosità e, soprattutto, agli atti interruttivi della prescrizione dei crediti. E la notizia potrebbe essere non tanto l’acquisizione di nuovi atti, ma il fatto che questi documenti sarebbero stati sempre in possesso dell’Ente e non trasmessi prima agli investigatori. È questa la circostanza che trasforma una vicenda amministrativo-contabile in qualcosa di molto più delicato. A luglio l’Aterp aveva consegnato i documenti richiesti dai finanzieri, aggiungendo una dichiarazione precisa: “Agli atti non risulta altra documentazione ad eccezione di quella fornita in data odierna”. E invece mancavano all’appello altre carte, oggi nelle mani degli uomini del Nucleo di polizia economica- finanziaria di Catanzaro e che potrebbero spostare le responsabilità tra i vari livelli dell’Ente. Saranno gli investigatori a stabilire se si sia trattato di una semplice dimenticanza o di una sottrazione voluta del carteggio. Ma una cosa è certa qualora dovessero emergere atti interruttivi della prescrizione, diffide, costituzioni in mora, piani di rientro sottoscritti dagli inquilini, il danno erariale da mancata riscossione e da prescrizione dei crediti, oggi quantificato complessivamente in 4,37.909,80 dalla Procura contabile, potrebbe risultare diverso, e la catena delle responsabilità che oggi vede coinvolti nove persone, potrebbe essere ricalibrata o sovvertita.
Dall’inchiesta contabile a quella penale
L’inchiesta della Procura contabile è scattata in seguito a quella penale, nome in codice “Minosse“, sull’illecita gestione delle case popolari in seno all’azienda per l’edilizia popolare di Catanzaro ai danni anche di famiglie bisognose, indagine che ha poi portato a quattro rinvii a giudizio e a 13 non luogo a procedere per 17 imputati che hanno scelto di proseguire l’ordinaria udienza preliminare e a 4 assoluzioni per coloro invece che hanno optato per il rito abbreviato, tra cui anche quella di Domenico Albino, l’unico nome che compare anche agli atti dell’inchiesta della magistratura contabile. Ma la Procura della Corte dei conti segue regole diverse, parallele e indipendenti da quella penale e il fascicolo trasmesso alla magistratura contabile, nella persona del sostituto procuratore generale Gianpiero Madeo, che coordina le indagini, delegata ai finanzieri, si è poi allargato a macchia d’olio fino ad estendersi a vertici e ad altri dirigenti Aterp. Ricordiamo che per tutti vige il principio di non colpevolezze e al momento si può parlare solo di presunte responsabilità ancora tutte da dimostrare.














