5 Ottobre 2026
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Capitale Italiana della Cultura 2029, Corigliano Rossano in corsa: ufficiale il dossier “Della pietra e dell’oro”

La città ionica supera lo sbarramento iniziale e rientra tra le 16 candidate al titolo nazionale con un progetto incentrato sull'identità e la valorizzazione della parola. In corsa anche Amantea, Marcellinara e Rosarno

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Corigliano Rossano compie un passo decisivo verso il titolo di Capitale italiana della Cultura 2029, entrando ufficialmente nel lotto delle 16 realtà nazionali che si contenderanno il prestigioso riconoscimento.
Il ministero della Cultura ha infatti recepito il dossier ufficiale depositato dalla città ionica, intitolato “Della pietra e dell’oro. La lunga vita della parola”, consegnato entro la scadenza del 23 settembre per delineare una visione strategica capace di mettere a sistema il patrimonio artistico e la storia del territorio, dal Codex Purpureus Rossanesins, al Castello ducale.

Il progetto ionico tra partecipazione, sviluppo e sostenibilità

La proposta avanzata da Corigliano Rossano prevede un programma di iniziative distribuito su un’intera annualità, strutturato attraverso un cronoprogramma dettagliato e un piano economico-finanziario volto ad assicurare la piena sostenibilità degli interventi.
L’obiettivo centrale del dossier è fare della cultura una leva di partecipazione civica, crescita e innovazione, facendo leva su un titolo che evoca la ricchezza storico-artistica e la tradizione millenaria della parola e dei codici che caratterizzano la comunità rossanese e coriglianese.

La sfida per il 2029 e la pattuglia delle candidate calabresi

Con la chiusura dei termini di presentazione dei dossier, il quadro delle partecipanti si è assestato su 16 candidature ufficiali rispetto alle 17 manifestazioni d’interesse registrate in prima battuta, a seguito della rinuncia del comune di Cutro.
Corigliano Rossano si attesta come una delle punte di diamante della corsa al titolo, all’interno di una rappresentanza calabrese che vede in lizza anche le proposte di Amantea, Marcellinara e Rosarno. La parola passa ora alle valutazioni della commissione ministeriale, che dovrà esaminare i piani finanziari e la qualità progettuale delle città in gara per definire le fasi successive della selezione.

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