5 Ottobre 2026
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100 milioni per il porto di Reggio: dal vecchio scalo alla nuova porta del Mediterraneo

Nuovo terminal crociere, cold ironing, aliscafi, sicurezza, pista ciclopedonale e riqualificazione delle banchine: presentato un maxi-programma di interventi

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Un programma da 100 milioni di euro punta a cambiare progressivamente il volto del porto di Reggio Calabria, mettendo insieme interventi molto diversi tra loro: nuove infrastrutture per il traffico crocieristico, riqualificazione delle banchine, servizi per gli aliscafi, elettrificazione, sicurezza, mobilità ciclopedonale e recupero degli immobili portuali. Il piano è stato illustrato a Palazzo Alvaro durante la conferenza “Porto di Reggio Calabria – 100 milioni per una nuova destinazione nel Mediterraneo”.

All’incontro hanno partecipato Francesco Cannizzaro, Federico Basile, sindaco di Messina, e Francesco Rizzo, presidente dell’Autorità di Sistema Portuale dello Stretto. Il confronto è stato inserito nella più ampia prospettiva di collaborazione tra le due sponde dello Stretto e di rafforzamento della proiezione internazionale dell’area portuale. Un punto viene chiarito sin dall’impostazione del progetto: la cifra complessiva di 100 milioni rappresenta il quadro degli interventi e delle prospettive illustrate, ma non significa che ogni opera disponga già della relativa copertura finanziaria.

La grande scommessa è il nuovo terminal per le crociere

Uno degli interventi destinati a incidere maggiormente sulla futura funzione dello scalo riguarda il traffico crocieristico. La soluzione presentata prevede lo spostamento del terminal dalla configurazione precedentemente ipotizzata a Levante verso una nuova area sulla banchina di Ponente, attraverso la rettifica della banchina. Il terminal dovrebbe svilupparsi su una superficie di 6.192 metri quadrati, con un fronte d’ormeggio di 308 metri e 30 stalli per autobus.

Gli scenari preliminari indicano la possibilità di accogliere una nave fino a 254 metri oppure due unità fino a 142 metri. L’accesso a navi di dimensioni superiori dipenderà invece dalle caratteristiche batimetriche dell’area. Il valore previsionale dell’intervento è di 40 milioni di euro, ma il finanziamento deve ancora essere reperito.

La nuova collocazione nasce anche dopo l’esito non favorevole della conferenza dei servizi relativa al precedente progetto di fattibilità del terminal previsto sulla banchina di Levante. I 5,8 milioni di euro collegati ai fondi indicati nelle slide come “Emendamento Cannizzaro”, originariamente destinati a quella soluzione, saranno ora utilizzati per il terminal nella nuova area di Ponente.

Security e aliscafi, gli interventi già sostenuti dai finanziamenti

Nel piano una parte rilevante delle risorse è legata agli interventi parlamentari richiamati come “Emendamenti Cannizzaro”.
Per la nuova security portuale sono previsti 3,35 milioni di euro. Il cantiere è già aperto e la conclusione viene indicata entro il 30 giugno 2027. Il progetto prevede nuovi varchi e sistemi di protezione, una centrale operativa e strumenti digitali per controllare persone, veicoli e unità navali.
Sul fronte del traffico passeggeri, altri 3,1 milioni di euro sono destinati alla riqualificazione degli ormeggi degli aliscafi. Il piano comprende il rifacimento dei due pontili, il collegamento del secondo pontile alla stazione marittima attraverso un ponte metallico e la realizzazione di passerelle e pensiline per creare un percorso protetto verso gli imbarchi.
Sempre nell’ambito di questi finanziamenti rientrano il recupero della vecchia banchina di Levante, con 5,1 milioni di euro, e dell’ex Cementir, per altri 3,55 milioni. L’edificio dovrebbe ospitare servizi portuali, attività legate alla nautica da diporto e strutture dedicate ai passeggeri delle navi da crociera.

Il porto prova a riavvicinarsi alla città

Una parte del progetto punta a ridurre la distanza tra l’infrastruttura portuale e il tessuto urbano di Reggio Calabria.
Sono previsti 6,65 milioni di euro per realizzare un percorso ciclopedonale capace di attraversare il porto dall’ingresso sud a quello nord, accompagnato dalla riqualificazione degli spazi della zona di Levante. Il progetto comprende anche nuovi parcheggi per utenti e personale e interventi sul verde.
Altri 3 milioni di euro dovrebbero essere destinati alla riqualificazione dell’area di Pentimele, con il recupero di spazi oggi inutilizzati da destinare alla comunità portuale e cittadina. Una quota analoga, sempre pari a 3 milioni, riguarda invece l’ammodernamento degli arredi portuali, comprese bitte, strutture di servizio e scivoli d’imbarco.

Cold ironing, il porto punta sull’elettrificazione

La trasformazione dello scalo passa anche dalla transizione energetica. Sono già in corso i lavori per il Cold Ironing, il sistema che consentirà alle navi e agli aliscafi di ricevere energia direttamente dalla rete durante la permanenza in porto, evitando di mantenere accesi i motori e contribuendo così alla riduzione delle emissioni.
Per il solo porto di Reggio Calabria l’importo appaltato è di circa 6,5 milioni di euro. La potenza prevista raggiunge i 9,5 MW, attraverso cabine elettriche, percorsi per i cavi, prese sulle banchine e relative infrastrutture. Il completamento dell’intervento è indicato entro il 31 dicembre 2026.

Fondali e Banchina Margottini: i cantieri sono già partiti

Il programma non guarda soltanto agli interventi ancora da realizzare. Alcuni lavori sono infatti già entrati nella fase operativa.
Il livellamento dei fondali, con un investimento di 340mila euro, è stato avviato per migliorare l’operatività dello scalo e agevolare le manovre delle navi da crociera di medie dimensioni.
Ancora più consistente è l’intervento sulla Banchina Margottini, per il quale è previsto un quadro economico di circa 10,76 milioni di euro. Le opere comprendono ristrutturazione, adeguamento sismico, rifacimento degli impianti e degli arredi e consolidamento della struttura. Anche in questo caso la conclusione è indicata entro il 31 dicembre 2026.

Ex Onda Marina e stazione degli aliscafi, altri tasselli del piano

Nel progetto rientra anche il recupero dell’edificio ex Onda Marina, per il quale è stato indicato un importo previsionale di 2,5 milioni di euro. Prima di definire la soluzione definitiva sarà necessario stabilire se l’immobile possa essere adeguato sotto il profilo sismico oppure se risulti più conveniente demolirlo e ricostruirlo mantenendo la volumetria esistente.
L’Autorità portuale sta inoltre lavorando per acquisire da RFI, per circa 50mila euro, la parte residua dell’immobile destinato alla stazione marittima degli aliscafi. Una volta completata l’acquisizione, sono previsti ulteriori 150mila euro per il rifacimento del tetto e il successivo potenziamento dei servizi ai passeggeri.

Le crociere sono il settore su cui Reggio vuole accelerare

I dati presentati durante la conferenza spiegano perché il traffico crocieristico occupi una posizione centrale nella strategia. Nel 2024 il porto aveva registrato 3 navi e 638 crocieristi. Nel 2025 gli approdi sono diventati 10, con 1.457 passeggeri. I dati aggiornati al 10 luglio 2026 indicano 9 navi e 3.594 crocieristi. Per il 2027 la previsione riportata nelle slide è di 15 approdi e 3.530 passeggeri, mentre per il 2028 sono indicati 14 approdi e 2.756 crocieristi.
La strategia punta anche sui vantaggi logistici dello scalo: la vicinanza al centro urbano, la presenza dei Bronzi di Riace e di altre attrazioni, il collegamento diretto con l’autostrada e la posizione sulle direttrici mediterranee Est-Ovest e Nord-Sud.

Un itinerario turistico che unisce Reggio, Taranto e Agropoli

La dimensione crocieristica viene inserita anche in un progetto più ampio denominato “Magna Graecia Coast to Coast”, che coinvolge insieme i porti di Reggio Calabria, Taranto e Agropoli. L’iniziativa mira a costruire un’offerta comune soprattutto per i segmenti premium e luxury. Lo studio di fattibilità, il sito e il logo risultano già realizzati; il progetto è stato presentato a Miami nel 2026 e sono in fase di organizzazione attività di fam trip rivolte alle compagnie crocieristiche nei tre territori.

Reggio e Messina, la sfida è costruire un sistema dello Stretto

Il progetto del porto viene infine inserito in una visione che supera i confini della singola infrastruttura. L’obiettivo dichiarato è rafforzare la collaborazione tra Reggio Calabria e Messina, mettendo in rete le rispettive potenzialità per aumentare il peso dell’intera Area dello Stretto e la sua capacità di inserirsi nei grandi flussi del Mediterraneo.
Il quadro resta però articolato: accanto a cantieri già aperti e interventi finanziati convivono opere ancora in progettazione e proposte che necessitano di ulteriori risorse, come la nuova rettifica della banchina di Ponente e il terminal crociere da 40 milioni.

Da punto di transito a porta d’ingresso della città

Il progetto presentato a Palazzo Alvaro non è quindi una singola grande opera, ma un insieme di interventi destinati a modificare progressivamente la funzione del porto. Crociere, aliscafi, sicurezza, elettrificazione, fondali, mobilità ciclopedonale, aree verdi e recupero degli edifici compongono una strategia che punta a fare dello scalo non soltanto un’infrastruttura di transito, ma una vera porta d’accesso a Reggio Calabria e, insieme a Messina, uno degli snodi della nuova visione mediterranea dello Stretto.

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