11 Ottobre 2026
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Attacco Houthi sull’aeroporto di Riad: strage allo scalo “King Khalid”. Trump non esclude l’intervento al fianco dei sauditi

Un missile scagliato dai ribelli filo-iraniani colpisce il Terminal 3 provocando 12 morti e oltre 300 feriti. Le cancellerie occidentali e la Farnesina limitano gli spostamenti, mentre l'Onu condanna la grave escalation nel Golfo

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Un violento boato, il panico tra i passeggeri e l’immediata evacuazione delle strutture hanno segnato un drammatico attacco missilistico sferrato dai ribelli Houthi contro l’aeroporto internazionale “King Khalid” di Riad. Il bilancio ufficiale fornito dall’Autorità per l’aviazione civile saudita parla di almeno 12 morti – tra i quali figurano quattro cittadini sauditi e otto stranieri, compreso un cittadino statunitense – e di 309 feriti, diversi dei quali versano in gravi condizioni. L’impatto ha centrato direttamente il Terminal 3 dello scalo, provocando ingenti danni materiali e paralizzando le attività aeroportuali. Squadre di soccorso, ambulanze ed elicotteri sono intervenuti sul posto per trasferire d’urgenza i feriti presso l’ospedale “King Fahad” della capitale.

“Mi trovavo al gate 403” del terminal voli nazionali, ha raccontato il testimone all’Afp. “Ho visto il gate 401 colpito e persone ferite davanti ai miei occhi. Tutti correvano”.

La reazione di Trump e gli allarmi delle diplomazie internazionali

L’innalzamento della tensione ha spinto le diplomazie internazionali ad adottare repentine misure di sicurezza. La Farnesina ha raccomandato ai connazionali di evitare spostamenti non essenziali verso la zona dello scalo, un’indicazione subito allineata a quella inoltrata da Paesi come Germania, Canada e Spagna. L’ambasciata statunitense a Riad ha innalzato il livello di allerta per i propri cittadini e disposto restrizioni per il personale governativo, la cui nota recita: “I dipendenti del governo statunitense che lavorano in Arabia Saudita necessitano di un’autorizzazione speciale per utilizzare l’aeroporto internazionale Re Khalid di Riad, così come gli aeroporti di Gedda e Dammam”.

Sul fronte politico, il presidente americano Donald Trump ha definito l’attacco “terribile e non accettabile”, lasciando aperta la porta a un coinvolgimento diretto degli Stati Uniti: “Prenderemo una decisione” ha spiegato il tycoon, aggiungendo che vi sono comunicazioni in corso con gli Houthi e chiosando con un laconico “Vediamo cosa succede”.

La condanna dell’Onu e i rischi per la stabilità economica regionale

Dura la presa di posizione dell’Organizzazione delle Nazioni Unite di fronte al riacutizzarsi delle ostilità. L’inviato speciale dell’Onu per lo Yemen, Hans Grundberg, ha censurato formalmente l’operato dei miliziani filo-iraniani: “Azioni del genere rappresentano una grave minaccia per la sicurezza regionale, perpetuano i cicli di violenza e complicano ulteriormente gli sforzi di pace per lo Yemen” esortando contestualmente la fazione armata a “porre fine a questi attacchi” rivolti contro infrastrutture civili e strategiche.

L’escalation rischia di compromettere gravemente i flussi turistici e gli impegni economico-finanziari del Regno, proprio alla vigilia della Future Investment Initiative, l’atteso vertice internazionale programmato a Riad entro la fine del mese.

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