13 Ottobre 2026
13 Ottobre 2026
Pubblicità – facebook.com
Pubblicità

Camera semivuota, Giorgetti sbotta: “Non vogliono lavorare”. Ma lo scostamento passa

Il ministro dell’Economia critica le assenze in Aula. Via libera al deficit con 219 voti favorevoli alla Camera e 109 al Senato

Pubblicità – lnx.calabriasposi.com
Pubblicità – autobencivenni.com
Pubblicità

Pochi deputati in Aula, un richiamo alle assenze e uno sfogo che diventa subito terreno di scontro politico. La mattinata del ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti alla Camera si è aperta con un’emiciclo semideserto, mentre il titolare del Mef presentava il Documento programmatico di finanza pubblica (Dpfp) e la relazione sullo scostamento di bilancio. Erano circa le 9.10 e tra i presenti si contavano appena sei deputati della maggioranza, con una presenza dell’opposizione circa doppia. Una situazione che non è passata inosservata al ministro, intervenuto con una battuta sulle assenze prima di lasciarsi andare a una critica più diretta.
“Saluto i parlamentari presenti, molti dei quali hanno già partecipato all’audizione di ieri”, ha esordito Giorgetti, allargando le braccia davanti all’Aula quasi vuota. Ai giornalisti che gli chiedevano conto delle assenze ha risposto: “Io c’ero”. Poi lo sfogo: “Questi non vogliono lavorare di lunedì, ma sembra che nemmeno martedì abbiano tanta voglia”.

Giorgetti avverte: “Nuvoloni all’orizzonte”

Nel suo intervento, durato poco più di dieci minuti, il ministro ha richiamato la necessità di mantenere una linea di prudenza nella gestione dei conti pubblici, evocando “nuvoloni all’orizzonte”. Giorgetti ha definito lo scostamento di bilancio un “passo consapevole”, sostenendo che la misura sia considerata sostenibile dalla Commissione europea e dai mercati. La richiesta al Parlamento è stata quella di condividere la scelta, in un quadro economico caratterizzato dalle incertezze e dalle pressioni sui costi dell’energia.
La relazione prevede un aumento del deficit pari allo 0,6% del Pil nel 2027 e nel 2028, collegato all’attivazione della clausola di salvaguardia nazionale Nec, relativa alle spese per energia e difesa. Dopo l’intervento alla Camera, Giorgetti si è recato al Senato per replicare agli interventi dei parlamentari, prima di tornare a Montecitorio per partecipare alle votazioni.

Scostamento di bilancio, via libera di Camera e Senato

Nonostante le tensioni politiche e le assenze registrate in mattinata, i numeri necessari per approvare i provvedimenti sono arrivati. La risoluzione della maggioranza sul Dpfp punta a sostenere il potere d’acquisto delle famiglie e a rispondere alle difficoltà delle imprese legate al caro energia. Per lo scostamento di bilancio era invece richiesta la maggioranza assoluta. Alla Camera il testo è passato con 219 voti favorevoli e 110 contrari. Al Senato ha ottenuto 109 voti a favore, 61 contrari e due astensioni.
Interpellato sulla soddisfazione per l’esito del voto, Giorgetti ha risposto con una battuta: “Beh, vinto abbiamo vinto”, allontanandosi poi rapidamente dal Transatlantico. Non si è concretizzato, tuttavia, l’auspicio del ministro per una posizione condivisa anche con le opposizioni. Il confronto parlamentare si è sviluppato lungo linee di netta contrapposizione.

Le opposizioni presentano una piattaforma in 21 punti

Il centrosinistra ha presentato una mozione unitaria sottoscritta da Partito democratico, Movimento 5 Stelle, Alleanza Verdi e Sinistra e Più Europa. Il documento raccoglie 21 punti programmatici che spaziano dalla politica sulle armi alla sanità, dal lavoro al congedo paritario, fino al diritto alla casa. Azione ha depositato una risoluzione distinta, chiedendo al Governo una linea improntata alla responsabilità finanziaria e a un impiego selettivo delle risorse rese disponibili dalla clausola di salvaguardia. Il partito ha votato contro il Dpfp e si è astenuto sullo scostamento di bilancio. Contraria a entrambi i documenti anche Italia Viva, mentre Futuro nazionale ha contestato l’indirizzo dell’esecutivo, accusandolo di seguire l’agenda Draghi-Von der Leyen. Per il campo largo, la scarsa partecipazione all’intervento di Giorgetti è diventata un simbolo delle difficoltà interne alla maggioranza, soprattutto nel confronto sulla prossima legge di bilancio.

Il campo largo attacca: “Governo diviso e senza linea”

In una nota congiunta dei gruppi di opposizione alla Camera, le forze del centrosinistra hanno criticato sia i contenuti della relazione sia la presenza ridotta dei deputati durante l’intervento del ministro. “Con la sua relazione sul Dpfp, Giorgetti certifica le difficoltà del Paese senza indicare una strategia per rilanciare la crescita. La maggioranza lo lascia solo, mentre continua a litigare sulla legge di bilancio”, si legge nella dichiarazione attribuita ai gruppi di Pd, M5S, Avs, Italia Viva e Più Europa. Le opposizioni hanno poi insistito sul significato politico dell’Aula semivuota: “Un’aula quasi vuota e un numero esiguo di deputati ad ascoltare il ministro dell’Economia sono la plastica immagine di un governo diviso e senza linea”. La giornata parlamentare si chiude dunque con l’approvazione dei provvedimenti sui conti pubblici, ma senza quell’intesa bipartisan invocata da Giorgetti. Sullo sfondo resta il confronto sulla legge di bilancio, tra le risorse da destinare a famiglie e imprese e la necessità di mantenere sotto controllo la finanza pubblica.

Pubblicità – facebook.com
Pubblicità – scaranogroup.it

ARTICOLI CORRELATI

Pubblicità
Pubblicità – cisal.org
Pubblicità – autobencivenni.com

ULTIME NOTIZIE

Pubblicità – micheleaffidato.it
× Sponsor