In Italia la quasi totalità dell’Irpef continua a gravare su una stretta minoranza di cittadini. Su una popolazione di 58 milioni di abitanti si contano 42 milioni di contribuenti, ma coloro che versano effettivamente le imposte sono poco più di 34,1 milioni. Questo significa che circa 24 milioni di italiani non versano un solo euro al fisco.
È la fotografia scattata dal nuovo Report di Itinerari previdenziali sulle dichiarazioni dei redditi, dal quale emerge come nei primi tre scaglioni di reddito, fino a 20mila euro annui, si concentri quasi la metà del totale dei contribuenti.
La forbice dei redditi e la concentrazione del prelievo fiscale
I dati mostrano un sistema fortemente sbilanciato, dove la maggioranza della popolazione contribuisce in minima parte alle entrate tributarie. Il 47% dei contribuenti, pari a circa 20,2 milioni di persone, versa in media appena il 5% dell’Irpef complessiva. Al contrario, le fasce di reddito più elevate sostengono quasi interamente la fiscalità generale.
I cittadini che dichiarano oltre 35mila euro sono soltanto il 18,78% del totale, ma arrivano a versare il 65% di tutta l’Irpef. Salendo ancora nella scala dei redditi, chi supera i 55mila euro rappresenta il 6,25% dei contribuenti e paga il 40,63% dell’imposta. Guardando ai redditi più alti, coloro che dichiarano almeno 200mila euro sono appena lo 0,3% e versano quasi il 10% del totale, mentre sopra i 100mila euro si colloca l’1,75% dei contribuenti (745.615 persone) che garantisce il 22,25% del gettito.
“Il 47,13% dei contribuenti con redditi fino a 20mila euro paga il 5% dell’Irpef totale ed è a totale carico di altri contribuenti; il 69,78% dei contribuenti con redditi fino a 29mila euro paga il 21,33% del totale dell’Irpef mentre il 30,22% dei contribuenti paga il 78,67 dell’Irpef”.
Redditi stagnanti ed esplosione della spesa assistenziale
Lo studio mette in luce anche un profondo squilibrio tra l’andamento dei redditi e l’aumento della spesa pubblica nell’arco degli ultimi diciassette anni. Tra il 2008 e il 2024 i redditi dichiarati sono rimasti sostanzialmente stagnanti, crescendo di 270 miliardi di euro (+34,54%), con un ritmo appena superiore all’inflazione del periodo (+32,17%) e in linea con la crescita del Prodotto Interno Lordo (+34,31%).
Nello stesso arco temporale, tuttavia, la spesa pubblica è aumentata a un ritmo decisamente più sostenuto, passando da 789,45 miliardi nel 2008 a 1.108,4 miliardi nel 2024, con un incremento del 40,4% dopo il picco di 1.150 miliardi toccato nel 2023. A guidare questa corsa è stata soprattutto la spesa per l’assistenza sociale, impennata del 146,5% e passata da 73 miliardi a 180 miliardi di euro.













