Il panorama politico italiano ed europeo perde uno dei suoi riferimenti più autorevoli e intransigenti. Emma Bonino si è spenta all’età di 78 anni, lasciando un vuoto incolmabile nell’alveo delle battaglie per le libertà individuali e lo Stato di diritto.
A dare la notizia è stata la formazione politica Più Europa, realtà da lei promossa negli ultimi anni di impegno pubblico. Nel comunicare il grave lutto, il partito ha affidato a una nota ufficiale un accorato omaggio alla propria figura guida, ricordando che “Emma ci ha lasciati ma non ci lascerà mai”.
L’addio alla storica esponente segna la fine di un’era per la cultura liberale del Paese. Nel messaggio diffuso dalla comunità politica si sottolinea la portata storica del suo percorso umano e istituzionale, evidenziando che “Oggi non ci lascia soltanto la nostra leader, ci lascia una delle protagoniste più lucide, coraggiose e libere della storia politica del nostro Paese e del mondo libero”. Nata a Bra, in provincia di Cuneo, il 9 marzo 1948, Bonino era stata “scelta dalla politica radicale” in giovane età a seguito di un evento personale che ne avrebbe indirizzato per sempre la traiettoria: da quel momento in poi, l’attivista piemontese scelse di consacrare ogni sforzo affinché nessuna donna dovesse più subire limitazioni ai propri diritti fondamentali, mantenendosi per tutta la vita "Sempre radicalmente libera".
Dalle battaglie radicali con Pannella ai vertici delle istituzioni internazionali
La parabola politica di Emma Bonino prende il via negli anni Settanta al fianco di Marco Pannella e del Partito Radicale, periodo in cui si impone come la protagonista assoluta delle stagioni di riforma civile in Italia. A lei si devono le storiche mobilitazioni per la legalizzazione dell’aborto e l’introduzione del divorzio, oltre a un’incessante attività parlamentare e di piazza orientata alla riforma del sistema penitenziario e alla tutela dei diritti dei detenuti.
La sua statura politica l’ha portata successivamente a ricoprire incarichi di primissimo piano a livello nazionale e sovrannazionale. Come Commissaria Europea tra il 1995 e il 1999, ha gestito i portafogli della Politica dei consumatori, della Pesca e degli Aiuti umanitari d’emergenza (ECHO), affrontando in prima linea le emergenze belliche e umane nei Balcani e nel continente africano. Nel percorso di governo in Italia, Bonino ha guidato il Ministero per il Commercio internazionale e le Politiche europee sotto l’esecutivo Prodi II ed è stata titolare del Ministero degli Affari Esteri nel governo Letta, rappresentando per decenni le istituzioni italiane anche dai banchi della Camera, del Senato e del Parlamento Europeo.
L’impegno per gli Stati Uniti d’Europa e il testamento politico
Negli anni più recenti, la leader radicale ha continuato a profondere le sue energie nella difesa delle minoranze, nella promozione della moratoria universale contro la pena di morte e nel sostegno alle popolazioni rifugiate.
Con la nascita di +Europa, la sua visione si è concentrata sul rafforzamento del progetto comunitario in chiave federale. Ricostruendo la vastità dei suoi interventi, la nota di Più Europa sottolinea come “La sua vita è stata una lunga lotta contro tutto ciò che nega le libertà: contro l’aborto clandestino, contro la fame nel mondo, contro la partitocrazia, contro l’infibulazione, contro il giustizialismo, contro i genocidi, contro ogni forma di autoritarismo”.
Il profilo tracciato dai suoi compagni di viaggio individua una tensione ideale costantemente proiettata al futuro. La sua azione si è mossa infatti “per la democrazia, per lo Stato di diritto, per la giustizia internazionale, per i diritti e i doveri di ogni persona e ogni famiglia, per l’autodeterminazione delle donne, per la libertà di scegliere, fino alla fine.
E per l’Europa unita, democratica e federale: gli Stati Uniti d’Europa”. È proprio nel valore politico della costanza di fronte alle sconfitte temporanee che risiede la sua eredità intellettuale: il movimento ha ricordato infatti come il suo insegnamento fondamentale risieda nell’idea che “non è importante quante volte occorra perdere prima di riuscire a vincere e conquistare una libertà per tutti”. Il messaggio si chiude con un impegno alla memoria attiva e alla prosecuzione delle battaglie garantiste e libertarie: “Da domani proveremo a trovare le parole giuste per trasformare la gratitudine che proviamo per aver potuto lottare al suo fianco nel coraggio di continuare a batterci come ci ha insegnato. Grazie Emma, dal profondo del cuore”.












