2 Ottobre 2026
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Processo Baiardo, Giuseppe Graviano torna ad accusare: “Mio nonno fece una società con Berlusconi”

Nuove dichiarazioni del boss di Cosa Nostra al processo contro Salvatore Baiardo in corso a Firenze. Graviano sostiene che il nonno avrebbe investito miliardi di lire con Silvio Berlusconi nel settore edilizio

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Nuove dichiarazioni di Giuseppe Graviano riaccendono il dibattito processuale al Tribunale di Firenze, dove è in corso il procedimento nei confronti di Salvatore Baiardo. Il boss di Cosa Nostra, collegato in videoconferenza dal carcere di Cagliari, ha sostenuto che il nonno materno avrebbe avviato una società con Silvio Berlusconi alla fine degli anni Sessanta per investimenti nel settore edilizio, parlando anche dell’esistenza di una presunta scrittura privata che documenterebbe quei rapporti.

Si tratta di dichiarazioni rese da Graviano nel corso della sua deposizione e inserite nel dibattimento processuale.

Le dichiarazioni di Graviano in aula

Ascoltato come testimone dai pubblici ministeri Leopoldo De Gregorio e Lorenzo Gestri, Giuseppe Graviano, detenuto da oltre trent’anni per numerosi reati di mafia, ha dichiarato che il nonno materno Filippo Quartararo avrebbe costituito una società con Silvio Berlusconi tra il 1969 e il 1970.

Secondo il boss, il nonno avrebbe investito tra i 4 e i 5 miliardi di lire, all’interno di un’operazione immobiliare che, a suo dire, avrebbe avuto un valore complessivo di circa 20 miliardi di lire. Graviano ha inoltre sostenuto che il nonno avrebbe detenuto il 20% dell’investimento.

Il presunto incontro a Milano

Nel corso della deposizione, Graviano ha raccontato di avere appreso dell’esistenza di questi rapporti d’affari dopo l’uccisione del padre Michele Graviano, avvenuta nel gennaio del 1982.

Ha quindi riferito che, tra il 1982 e il 1983, il nonno gli avrebbe organizzato un incontro a Milano con Silvio Berlusconi, al quale, secondo il suo racconto, avrebbero partecipato anche il cugino Salvatore Graviano e lo stesso Filippo Quartararo.

Sempre secondo Graviano, esisterebbe una presunta scrittura privata che documenterebbe i rapporti economici tra il nonno e altri imprenditori palermitani con il futuro fondatore di Fininvest.

Le stesse accuse già formulate in passato

Le dichiarazioni rese oggi non rappresentano una novità assoluta. Lo stesso Giuseppe Graviano aveva già fatto riferimento a questa ricostruzione nel 2020, durante il processo ‘Ndrangheta Stragista celebrato a Reggio Calabria.

Nel corso della testimonianza ha inoltre sostenuto che, dopo la morte del nonno, lui e il cugino Salvatore Graviano avrebbero preso in mano quei rapporti e che un incontro avvenuto nel dicembre 1993 a Milano con Berlusconi sarebbe servito, secondo la sua versione, a “sistemare tutto”.

Il processo a carico di Salvatore Baiardo

Le dichiarazioni sono state rese nell’ambito del processo che vede imputato Salvatore Baiardo.

L’uomo è chiamato a rispondere di calunnia aggravata per alcune dichiarazioni rese, tra gli altri, al giornalista Massimo Giletti e a Giancarlo Ricca, ex sindaco di Cerasa. Tra i fatti contestati figura anche la vicenda di una presunta fotografia che, secondo l’accusa, Baiardo avrebbe mostrato a Giletti e che ritrarrebbe Giuseppe Graviano, Silvio Berlusconi e l’ex generale Francesco Delfino, salvo poi negare di averla esibita.

Baiardo è inoltre imputato per favoreggiamento personale aggravato dall’agevolazione mafiosa. Secondo la Procura, alcune sue dichiarazioni avrebbero ostacolato o indebolito le indagini sui presunti rapporti tra i fratelli Graviano, Silvio Berlusconi, Marcello Dell’Utri e Cosa Nostra.

Le affermazioni di Giuseppe Graviano costituiscono parte della sua deposizione processuale e saranno oggetto di valutazione nell’ambito del procedimento in corso.

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