16 Ottobre 2026
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Amianto in Calabria, Costa denuncia: “500 scuole e 10 ospedali ancora a rischio”

Cinquecento edifici scolastici, una decina di ospedali e presidi sanitari e circa 15 milioni di metri quadrati di amianto ancora presenti in Calabria. Sono i numeri denunciati dal vicepresidente della Camera, Sergio Costa

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«L’amianto è un’emergenza ambientale e sanitaria», ha dichiarato Costa, richiamando l’attenzione sulla presenza del materiale in numerosi edifici pubblici calabresi.

Secondo i dati citati dal vicepresidente della Camera, circa 500 edifici scolastici e una decina di ospedali o presidi sanitari presenterebbero ancora amianto, mentre la superficie complessiva interessata nella regione ammonterebbe a 15 milioni di metri quadrati.

Numeri che, secondo l’ex ministro, impongono un intervento urgente per individuare le situazioni di rischio e procedere con le necessarie operazioni di messa in sicurezza.

La presenza di amianto non comporta automaticamente un’esposizione pericolosa: il rischio sanitario dipende anche dallo stato di conservazione dei materiali e dalla possibilità che vengano disperse fibre nell’aria. Proprio per questo censimento, monitoraggio e bonifiche rappresentano strumenti fondamentali di prevenzione.

I 43 milioni stanziati nel 2019: Costa chiede spiegazioni alla Regione Calabria

Il punto più duro dell’intervento riguarda le risorse destinate alla Calabria quando Costa era ministro dell’Ambiente nel governo Conte II.

«Nel 2019, quando ero ministro nel Conte 2, assegnammo 43 milioni di euro alla Calabria per il monitoraggio e la bonifica», ha ricordato.

Secondo Costa, quei finanziamenti sarebbero confluiti nel Piano regionale dell’amianto, scaduto nel 2026, senza che siano stati forniti riscontri sufficienti sui risultati ottenuti.

Da qui la domanda rivolta alla Regione: «Questi 43 milioni dati, a cosa sono serviti?».

Il vicepresidente della Camera sostiene che non siano stati realizzati gli interventi necessari e chiede all’amministrazione regionale di spiegare perché, a fronte delle risorse assegnate, continuino a emergere dati così rilevanti sulla presenza di amianto.

Si tratta di contestazioni avanzate da Costa: il quadro effettivo delle somme impegnate, spese e degli interventi completati richiede un riscontro attraverso la documentazione amministrativa regionale.

«Nel frattempo le persone si ammalano e muoiono»: l’allarme sanitario

La questione, per Costa, non può essere affrontata soltanto come un problema di tutela ambientale.

L’amianto è infatti associato a gravi patologie, tra cui il mesotelioma e alcuni tumori dell’apparato respiratorio, che possono manifestarsi anche a distanza di molti anni dall’esposizione alle fibre.

«Nel frattempo le persone si ammalano e ahimè muoiono anche», ha affermato l’ex ministro.

Per il vicepresidente della Camera è necessario considerare insieme la protezione dell’ambiente, la prevenzione sanitaria e la sicurezza degli edifici pubblici, senza lasciare irrisolta la questione delle bonifiche.

La proposta di Costa: un fondo regionale per aiutare i privati a rimuovere l’amianto

Oltre a chiedere chiarimenti sui finanziamenti già assegnati, Costa ha avanzato una proposta per accelerare gli interventi.

L’idea è quella di istituire un fondo di garanzia regionale destinato a favorire le bonifiche degli immobili privati, dove i costi della rimozione e dello smaltimento possono rappresentare un ostacolo economico.

Per gli edifici pubblici, invece, l’ex ministro sollecita l’impiego delle risorse già stanziate.

«Perché non si istituisce un fondo di garanzia regionale per poter favorire i privati a fare le bonifiche?», ha chiesto Costa, ribadendo la necessità di utilizzare i finanziamenti disponibili per affrontare il problema.

Orrico (M5S): «Emergenza sottostimata, serve una coscienza civica»

All’incontro di Lamezia Terme è intervenuta anche Anna Laura Orrico, deputata e coordinatrice regionale del Movimento 5 Stelle in Calabria.

«L’amianto costituisce ancora, soprattutto in Calabria, un’emergenza di salute pubblica e ambientale spesso sottostimata», ha dichiarato.

Per Orrico, la priorità è costruire un sistema capace di individuare le situazioni di rischio, programmare gli interventi e sensibilizzare la popolazione.

«È necessario mappare e prevenire, creare una coscienza civica sulla questione», ha sottolineato la parlamentare.

L’iniziativa del Movimento 5 Stelle riporta così al centro del confronto politico regionale la questione dell’amianto nelle scuole, negli ospedali e negli immobili privati, insieme alla necessità di chiarire l’utilizzo dei fondi pubblici destinati alla bonifica.

Resta soprattutto l’interrogativo sollevato da Costa: quali risultati sono stati ottenuti con i 43 milioni di euro assegnati alla Calabria nel 2019?

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