I territori montani e i piccoli centri della Calabria rappresentano un patrimonio fondamentale di risorse ambientali, boschi e sorgenti che garantiscono benefici ecologici ed economici a tutto il Paese.
Il portavoce regionale di Europa Verde/Avs, Giuseppe Campana, accende i riflettori sulla proposta di legge avanzata dai parlamentari di Alleanza Verdi e Sinistra, volta a istituire un sostegno economico specifico per i comuni che tutelano l’ambiente. Un’iniziativa che mira a contrastare lo spopolamento e a dare respiro a enti locali spesso schiacciati da costi di gestione insostenibili.
Come ricorda Campana richiamando il senso del provvedimento, “chi vive nei comuni dell’interno calabrese custodisce boschi, sorgenti e versanti, e ne beneficiano le città e le coste a valle”.
Il quadro demografico evidenzia la fragilità e l’importanza di questi centri, dove “in Calabria 324 comuni su 404 hanno meno di 5.000 abitanti e ospitano quasi un terzo dei residenti”. Come osserva la relazione che accompagna la proposta, questi territori sono spopolati e hanno poca capacità amministrativa, ma producono servizi essenziali per tutti. La misura centrale consiste in un Fondo nazionale di perequazione pubblica ambientale da 400 milioni di euro per ciascuno degli anni 2026, 2027 e 2028.
Un fondo nazionale per riconoscere i costi ambientali
La Calabria si conferma una delle regioni più esposte ai rischi idrogeologici del territorio, pur ospitando un immenso patrimonio naturalistico protetto. Il portavoce regionale rimarca che “la Regione Calabria conta tre parchi nazionali, due parchi regionali, 178 zone speciali di conservazione e sei zone di protezione speciale, e i rapporti Ispra la collocano tra le regioni più esposte a frane, alluvioni ed erosione costiera”.
Oggi i costi di questa custodia gravano interamente sui bilanci comunali, ma il nuovo fondo punta a invertire la rotta. Il meccanismo prevede che “il Fondo li riconosce con criteri stabili e dati ambientali verificabili, senza trattative caso per caso, e riserva una quota ai piccoli comuni e a chi lavora in forma associata”.
Inoltre, rispetto al recente riordino dei comuni montani, Campana osserva che “il Governo ha trasmesso a Bruxelles il Piano nazionale di ripristino dopo la scadenza del 1° settembre e con il DPCM 121/2026 ha ridisegnato l’elenco dei comuni montani, portandolo a 3.715 enti, tra le proteste dei territori”, sottolineando che “Avs porta in Parlamento un criterio diverso, che misura ciò che un territorio custodisce”.
La sfida dei progetti e il confronto con la Regione
Per massimizzare l’impatto di questa misura, Europa Verde rivolge un invito diretto alle istituzioni locali e ai rappresentanti politici calabresi. La fase iniziale prevede che “i primi tre anni sono una sperimentazione su territori pilota, scelti dal Ministero dell’ambiente d’intesa con la Conferenza unificata, e il testo non assegna quote regionali: se la proposta diventerà legge, quanto arriverà in Calabria dipenderà dalla qualità dei progetti che i comuni sapranno presentare”.
Da qui l’esortazione alla giunta regionale, affinché “per questo invitiamo la Regione Calabria a fare propria questa discussione: a sensibilizzare comuni e comunità sul valore di ciò che i loro territori custodiscono, ad aprire un confronto con sindaci, enti parco e associazioni e a portare la voce calabrese nel dibattito nazionale”. L’appello finale si estende a tutte le forze politiche presenti in Parlamento: “ai parlamentari calabresi di ogni schieramento chiediamo di sostenere l’esame della proposta alla Camera e al Senato”.














