C’è fermento nel centrodestra catanzarese in vista delle amministrative. Tra i più attivi c’è il consigliere comunale Sergio Costanzo, tesserato di Forza Italia ma con un forte radicamento civico, che non usa giri di parole sul declino della città e sul futuro della coalizione. Lo abbiamo intervistato.
Consigliere Costanzo, nel centrodestra c’è tanta confusione riguardo alle prossime elezioni comunali. Si può sapere a chi spetta la candidatura a sindaco?
“Più che chiedermi a chi spetterà, mi chiederei quali siano le figure di alto profilo in grado di risollevare Catanzaro dal baratro in cui, a mio avviso, è sprofondata negli ultimi cinque anni con Fiorita e la sua amministrazione. Credo serva una personalità autorevole, capace di mettere a disposizione della città esperienza, relazioni e peso politico. Per questo mi augurerei che fosse direttamente Wanda Ferro a scendere in campo, seguendo l’esempio di Reggio Calabria, dove un parlamentare ha scelto di impegnarsi direttamente per la propria terra, forte dei rapporti istituzionali nazionali e regionali. Un altro nome che mi sentirei di citare è Floriano Noto, se si volesse scegliere una via imprenditoriale e civica. Ci possono essere certamente altre figure valide, ma oggi Catanzaro ha bisogno o di una candidatura di grande spessore, o di qualcuno che ami spudoratamente la propria città, con esperienza politica e capace di segnare una vera svolta”.
Senta, nei giorni scorsi Filippo Mancuso dichiarava da questo giornale che il leader debba essere espressione della politica non di associazioni-salotto, concorda?
“Concordo con il vicepresidente della Regione Calabria, l’amico Filippo Mancuso: la scelta deve essere politica, ma soprattutto deve nascere dal territorio. È fondamentale coinvolgere la base e ascoltare chi vive quotidianamente la realtà locale, e su questo si registra un certo fermento in città”.
Lei che farà e con chi eventualmente?
“Sono un tesserato di Forza Italia e, finché farò parte di questa formazione politica, è giusto che io segua le indicazioni della sua dirigenza. Abbiamo fatto un grande lavoro all’interno del partito provinciale e si vive un clima di amicizia e collaborazione con tutta la dirigenza, a partire dal segretario provinciale. Sono sicuro che insieme faremo le migliori valutazioni nell’esclusivo interesse della città. Resta per onestà intellettuale una riflessione da fare: da catanzarese, soffro nel vedere il declino della città che amo e sento il dovere di contribuire al suo rilancio. Mi auguro che si possa individuare una figura di grande spessore e autorevolezza, capace di garantire una vera prospettiva di crescita per Catanzaro. Qualora non dovessero esserci queste condizioni, non escludo di scendere in campo direttamente, da civico, mettendo a disposizione della città la mia esperienza politica. Del resto, sono tanti i cittadini, autorevoli esponenti politici della città, sostenitori e leader di liste civiche che mi stanno chiedendo di partecipare direttamente alla prossima competizione elettorale. E questo è un fatto che politicamente non può che lusingarmi. Chiarisco, però, che il mio slancio non vuole essere distruttivo nei confronti della coalizione di centrodestra, vuole anzi essere, come già detto, uno stimolo ad alzare al massimo il livello della discussione e dei protagonisti. Tutti noi abbiamo il dovere di offrire il meglio alla città che amiamo e contribuire a rilanciarla”.
C’è una candidatura sicura a sinistra, Pitaro. Che ne pensa?
“Guardi, questa domanda la girerei volentieri a Fiorita. Essendo Pitaro nella stessa coalizione, credo che sia proprio lui a conoscerne meglio le qualità umane, professionali ed il percorso e le caratteristiche politiche. Sarebbe quindi interessante sapere direttamente da Fiorita se Pitaro è un nuovo Fiorita”.
Ce lo fa un bilancio su Fiorita?
“Fiorita è stata una grande delusione, non soltanto per chi lo ha votato, ma anche per chi, pur non avendolo sostenuto nel 2022 come il sottoscritto, aveva sperato in un vero cambiamento per la città. La spaccatura del centrosinistra e il fatto che una parte dei suoi stessi sostenitori oggi guardi altrove dimostrano quanto sia profonda la delusione. Dopo quattro anni, il bilancio è sotto gli occhi di tutti: tanti slogan, tante giustificazioni, responsabilità scaricate sul passato, ma nessuna strategia e pochi risultati concreti. Catanzaro ha perso credibilità e opportunità di crescita. Fiorita ha dimostrato, a mio avviso, di non essere all’altezza della sfida, circondandosi di una classe dirigente che non ha saputo dare risposte adeguate. Ma l’aspetto più preoccupante è un altro: Catanzaro ha perso entusiasmo e fiducia nel futuro. E quando una città non crede più nella propria amministrazione, significa che è arrivato il momento di voltare pagina”.














