7 Settembre 2026
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Bufera nel Pd provinciale Cosenza, 32 firmatari contestano il segretario Lettieri per “smantellamento organizzativo”

Sfiducia dopo accuse di violazioni statutarie e gestione opaca; i promotori chiedono una nuova conferenza entro 30 giorni

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Nel cuore del Partito Democratico della provincia di Cosenza si sta consumando una fase di forte tensione politica e organizzativa. Una parte significativa dell’Assemblea provinciale — 32 firmatari, corrispondenti alla maggioranza assoluta degli aventi diritto — ha depositato una mozione di sfiducia contro il segretario provinciale Matteo Lettieri. Secondo gli estensori del documento, citato formalmente nel deposito effettuato nelle settimane scorse, il gruppo dirigente locale avrebbe tradito i propositi di rinnovamento promessi e gestito la Federazione con “incuria e cinismo”. Le critiche non sono solo di tono: il documento punta il dito contro l’assenza di una programmazione politica coerente, ma soprattutto contro una gestione interna che i firmatari definiscono contraria allo Statuto del Partito Democratico.

Accuse di violazione statutaria e “incuria politica”

Nel testo della mozione si legge una dura contestazione alla mancata convocazione dell’Assemblea Provinciale, nonostante la formale richiesta avanzata da 35 membri dell’organismo dirigente. I firmatari sostengono che “tale omissione rappresenti una violazione grave e ingiustificata delle norme interne del partito, con una convocazione avvenuta in ritardo e successivamente rinviata a data da destinarsi”.

Secondo la mozione, questa sequenza di eventi “non solo tradirebbe i tempi richiesti dal dibattito politico, ma indicherebbe anche una Federazione “totally scollata” dall’impegno organizzativo necessario per affrontare scelte e discussioni”.

Il documento attribuisce la responsabilità di tale situazione “a una gestione che favorirebbe una sorta di commissariamento de facto, attraverso iniziative sostenute da gruppi esterni alla Federazione che, a loro avviso, avrebbero assorbito funzioni e ruoli propri delle strutture democratiche del partito”.

“Peggior gattopardismo”: stile di gestione sotto accusa

La mozione utilizza un’espressione di forte critica interna per descrivere lo stile con cui — a detta dei firmatari — è stata affrontata questa fase: “il peggior gattopardismo”, vale a dire il tentativo di apparire innovativi senza cambiare nulla nella sostanza.

Nella ricostruzione dei promotori, “anche la preparazione delle liste elettorali — per le regionali e per le prossime consultazioni provinciali — sarebbe stata gestita senza confronto negli organismi predisposti e dominata da pratiche di correntismo, con riunioni considerate “carbonare” e decisioni prese in autonomia”. Questo, secondo chi contesta, “renderebbe il PD locale politicamente intermittente e istituzionalmente marginale“.

La mozione lamenta inoltre che “l’assenza di confronto stia compromettendo la capacità di proporre una candidatura unitaria del PD per le prossime elezioni provinciali, e che la partecipazione dei sindaci del Partito nelle decisioni venga gestita senza adeguata istruttoria interna”.

Organizzazione interna, tesseramento e piattaforme: le tensioni sul terreno

Particolare attenzione è riservata alla contestazione sulla mancata apertura di una campagna di tesseramento trasparente e inclusiva. I firmatari sottolineano che “i circoli non sarebbero messi nelle condizioni di operare in autonomia, con la conseguenza di un apparato territoriale ovattato e poco partecipativo”.

Nel testo si afferma anche che “l’accesso alla piattaforma nazionale per il tesseramento sarebbe nelle mani di terzi non appartenenti alla Federazione provinciale, un elemento che, nella visione di chi contesta, rafforza l’idea di un partito chiuso e poco incline all’ascolto reale delle base“.

Verso una nuova conferenza provinciale dell’organizzazione e del programma

I promotori della mozione propongono dunque un cambio di passo. Il documento richiede la convocazione, entro 30 giorni dal deposito della mozione di sfiducia, di una Conferenza provinciale dell’Organizzazione e del Programma. L’obiettivo dichiarato è di elaborare un programma di medio e lungo periodo e di avviare una riorganizzazione complessiva del partito a livello provinciale, attraverso strumenti come le Unioni di Zona con poteri decisionali e forum tematici in contatto con realtà del lavoro, dell’impresa e del terzo settore.

La mozione si propone anche di avviare una fase di ascolto capillare sul territorio, con un tesseramento aperto, “in grado di intercettare tutte le forze e le sensibilità politiche che guardano al PD con attenzione e curiosità”.

I firmatari e la situazione attuale

Alla mozione hanno apposto la propria firma trentadue membri dell’Assemblea provinciale. Tra di essi figurano dirigenti locali e rappresentanti territoriali che, secondo il documento, intendono spingere per un cambiamento sostanziale dell’organizzazione del PD nella provincia di Cosenza. Ecco chi sono: Capano Gianluigi; Morelli Vincenza; Argentino Antonio; Leonetti Michele; Lepore Luca; . Vivacqua Roberta; Mirabelli Francesco; Fazio Ramona; De Rango Pierpaolo;  Frassia Fabiola; Vircillo Manuel ; Montalto Franco;  Nociti Grazia;  Diodato Pasqualino; Fulci Giuseppe; D’Ambrosio Anna Teresa; Scarnati Luigi; Castiglione Annarita; Minisci Maria Grazia; Calabrò Teodoro; Muoio Franca; Blumetti Vincenzo; Capristo Francesco; Giancarlo Iannuzzi; Scaramella Silvio; Capalbi Laura; Regina Nicoletta; De Santis Fabio; Cuglietta Franca Rosaria; Raimondo Morena; Francesco Lo Prete; Sara Rizzuti. La situazione resta in sviluppo e aperta ad evoluzioni. Al momento non risultano dichiarazioni ufficiali di Matteo Lettieri in risposta pubblicamente disponibili alla mozione.

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