La decisione dell’esecutivo sull’abolizione del bollo auto accende uno scontro politico infuocato. A dare battaglia è Pasquale Tridico, capodelegazione del Movimento 5 Stelle al Parlamento europeo, che attacca frontalmente Giorgia Meloni evidenziando l’evidente incoerenza e l’uso propagandistico della misura.
Il precedente in Calabria e l’accusa di ipocrisia
Tridico ricorda come l’idea di cancellare il tributo sulle vetture non sia farina del sacco del centrodestra, bensì un cavallo di battaglia già presentato durante la sua campagna elettorale regionale. “In politica vale tutto e il suo contrario. Quando avevo proposto da candidato Presidente della Regione Calabria l’abolizione del bollo per le auto di media cilindrata, Giorgia Meloni mi aveva denigrato definendomi Cetto La Qualunque. Mi chiedo dunque se la Presidente del Consiglio continui a pensarla alla stessa maniera e se con coerenza definisca la sua proposta una mossa da Cetto La Qualunque“.
Le differenze tra le proposte e l’affondo finale
L’esponente pentastellato sottolinea come l’intervento del governo nasconda un mero calcolo di bottega privo di una vera visione strutturale per i cittadini. “Fra la nostra proposta e la sua c’è però una differenza abissale. Noi l’avevamo concepita per sostenere il ceto medio con una prospettiva di lungo respiro, lei invece lo fa a fine legislatura, per un solo anno, e come mossa elettorale per cercare di coprire tutti i disastri e i fallimenti di quattro anni di governo”.
Tridico conclude prefigurando la reazione degli elettori di fronte alle criticità irrisolte del Paese: “Gli italiani non sono stupidi e le chiederanno conto della pressione fiscale record, dei prezzi di energia e benzina alle stelle, di ospedali colabrodo, scuole fatiscenti, asili nido mancanti e trasporti lumaca e sempre in ritardo”.












