Nuovi e inquietanti dettagli emergono dalle indagini sull’omicidio di Vittorio Boiocchi, lo storico capo ultrà dell’Inter ucciso sotto casa nel 2022. I verbali depositati dai pm della Dda di Milano Paolo Storari, Stefano Ammendola e Giovanni Musarò riportano le rivelazioni di Gianfranco Ferdico, padre dell’ex leader nerazzurro Marco, che insieme al figlio e ad Andrea Beretta ha deciso di collaborare con la giustizia.
Le sue dichiarazioni puntano il dito su Mauro Nepi e sulla sanguinosa scalata ai vertici del direttivo di San Siro.
Il ruolo di Nepi e il messaggio per far scattare l’agguato
Secondo quanto messo a verbale da Ferdico, Nepi avrebbe avuto un ruolo attivo nella pianificazione dell’agguato per poi pretendere una quota dei guadagni della curva. “Nepi aveva l’aspettativa di entrare a far parte di coloro che avrebbero gestito la curva dopo l’omicidio Boiocchi. Con l’avvento di Antonio Bellocco ciò non si è verificato e in qualche modo Nepi è stato estromesso anche dalla suddivisione degli introiti della curva”.
Le rivelazioni descrivono un clima di continua pressione economica e rivendicazioni all’interno della tifoseria. Nepi “era continuamente alla ricerca di denaro, riteneva di meritarsi dei compensi derivanti dalla gestione della curva e più volte riferiva sia a mio figlio che a Beretta che se loro erano arrivati lì era merito anche suo”. Il motivo di tali pretese risiederebbe proprio nel supporto fornito la sera del delitto: secondo Ferdico, infatti, Nepi diceva “di essersi reso disponibile a mandare il messaggio quando Boiocchi partiva dallo stadio per andare a casa”. Per questo motivo “reclamava la sua parte”.
I 25mila euro della Champions e le minacce al direttivo
I rapporti con i vertici della curva si sarebbero poi deteriorati definitivamente dopo i grandi eventi sportivi. Dopo la finale di Champions League nel 2023, i flussi di denaro verso Nepi si sarebbero interrotti bruscamente: “dopo la finale di Champions del 2023 a Nepi non è stato dato più denaro” mentre “in occasione di questa finale ha ricevuto 25mila euro”.
L’esclusione dai guadagni avrebbe spinto Nepi a lanciare avvertimenti sinistri agli altri leader. In un’occasione, Nepi “disse che lui faceva più paura da morto che da vivo”, frase che Marco Ferdico, Andrea Beretta e Antonio Bellocco – l’esponente della ‘ndrangheta poi ucciso nel 2024 – intesero “come una minaccia velata”, ipotizzando che avesse lasciato uno scritto compromettente pronto a emergere in caso di sua scomparsa.
Le responsabilità del pentito nell’inchiesta della Dda
Nell’ennesimo verbale reso ai magistrati antimafia, Gianfranco Ferdico ha fatto luce anche sulla propria posizione personale all’interno delle dinamiche criminali della Curva Nord. L’uomo ha ammesso di essere stato in parte trascinato dagli eventi ma senza cercare scuse sulla sua colpevolezza, definendosi “succube di mio figlio”, ma precisando al contempo di esserne “parte in causa totalmente”. La posizione di Nepi, intanto, si avvia alla riunione in Corte d’Assise nell’ambito del processo per l’assassinio del capo ultrà.












