La Calabria resta ferma, mentre le risorse ci sono ma non vengono spese. È il filo rosso che attraversa l’intervento di Pasquale Tridico, che nella conferenza stampa di fine anno lancia un atto d’accusa frontale contro la gestione regionale. Fondi europei utilizzati appena al 13%, sanità ancora in emergenza, ospedali chiusi o fantasma, infrastrutture al rallentatore e un futuro già compromesso se non cambia il metodo di governo. Tridico rivendica il ruolo di opposizione intransigente, annuncia battaglie politiche e ricorsi, denuncia conflitti di interesse potenziali e respinge le accuse di disfattismo: «Denunciare è un atto d’amore». Un messaggio netto al centrodestra e al presidente della Regione: senza programmazione e scelte strutturali, la Calabria continuerà a pagare il prezzo dell’immobilismo.
Fondi europei: “Spesa ridicola, Calabria penalizzata”
Pasquale Tridico apre il dossier più pesante affrontando il tema dei fondi europei. «A pagina 75 del Def triennale vediamo un livello di spesa effimero, addirittura sotto la media nazionale: meno del 13% su oltre 3 miliardi di euro». Il giudizio è netto: «È gravissimo, considerando lo stato di bisogno della Calabria in viabilità, infrastrutture, Alta velocità, sanità e lavoro». E avverte: «Continuerò a essere un pungolo continuo. È intollerabile che una regione con risorse europee e nazionali per 3 miliardi ne spenda il 13% nel periodo 2021-2027».
Sanità: “Basta emergenze, servono mille medici”
Sul fronte sanitario Tridico non cambia registro. «Abbiamo bisogno di un piano serio, non di soluzioni emergenziali». La ricetta è chiara: «Servono mille medici, reclutati con una soluzione strutturale: incentivi alla mobilità e alla casa per convincerli a trasferirsi e lavorare in Calabria». Poi l’elenco delle ferite aperte: «Vanno riaperti gli ospedali di Praia, Cariati, che resta un presidio fantasma, e San Giovanni in Fiore, oltre alle case di comunità».
Verso il 2026: “Opposizione dura e senza sconti”
Lo sguardo è già alle prossime Regionali. «Il 2026 dovrà vedere un’opposizione seria e forte, un pungolo continuo». E aggiunge: «Noi economisti facciamo previsioni sulla base di investimenti e programmazione. Per questo la nostra sarà un’opposizione che continua a denunciare».
Commissione Sanità, lo scontro interno
Il caso più spinoso resta la presenza di Filomena Greco nella Commissione Sanità.
«Vedo un conflitto di interessi potenziale. Non è una parolaccia, è un principio elementare». Tridico chiarisce: «Ho parlato con i leader regionali e con i capigruppo dell’Intergruppo: tutti sostengono che il conflitto potenziale esiste». Conclusione secca: «Si è creato un cortocircuito e va risolto».
Regole calpestate e ricorsi pronti
Altro affondo politico: «Il centrodestra non ha rispettato i gentleman agreement sulla Commissione Vigilanza, che spettava all’opposizione». E sulle modifiche statutarie: «Sull’aumento di assessori e sottosegretari daremo battaglia. A iter concluso presenteremo ricorso: c’è un vizio di legittimità».
Occhiuto sotto accusa: “Nessun cambio di passo”
Il bersaglio politico è diretto. Il presidente Roberto Occhiuto viene chiamato in causa senza giri di parole: «Ogni intervento sulle infrastrutture va avanti a rilento e le tragedie si contano giorno dopo giorno». E rincara: «Non c’è alcun cambio di passo, nonostante la Calabria meriti un’attenzione totale».
Alta Velocità e Ponte: “Risorse sottratte”
Sul fronte degli investimenti strategici: «Abbiamo speso solo 200 milioni su 3 miliardi di fondi europei». Poi l’affondo: «Nessuna traccia dei contributi per ripopolare i borghi e delle borse di studio. Gravissimo lo spostamento dei 10 miliardi dell’Alta Velocità e dei 14 miliardi del Ponte sullo Stretto, sottratti e non reindirizzati a Calabria e Sicilia».
Meloni e il commissariamento dimenticato
Nel mirino anche le promesse nazionali. «È calato il sipario sulle parole di Giorgia Meloni a Lamezia sull’uscita dal commissariamento della sanità». Secondo Tridico, il tutto è «ovattato da una comunicazione istituzionale che non accetta il dissenso».
“Denunciare è un atto d’amore”
La chiusura è una risposta a chi lo accusa di remare contro la sua terra. «Dire che non amo la Calabria è un’accusa ridicola». E conclude: «La gente muore negli ospedali, manca l’acqua nelle case. Denunciare è un atto d’amore purissimo. Senza una gestione oculata non arriveranno multinazionali né fondi miracolosi: possiamo contare solo sulle nostre forze e sulle eccellenze che già esistono».
La replica di Mancuso
Filippo Mancuso, vicepresidente della Regione Calabria, ha commentato le dichiarazioni di Tridico, definendolo un “villeggiante” tornato in Calabria solo per brevi periodi. Mancuso ha evidenziato la differenza tra chi lavora per la crescita del territorio e chi, secondo lui, preferisce pessimismo e insulti.
“I calabresi hanno scelto la luce del futuro, lasciando a lui e ai suoi compagni della sinistra il monopolio del pessimismo cosmico. Se avanza tempo tra un attacco e l’altro, provi anche a fare qualcosa di utile per la Calabria in Europa”, ha concluso il vicepresidente.









