24 Luglio 2026
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Mimmo Lucano torna sindaco di Riace. La Corte d’Appello sospende la decadenza in attesa della Cassazione

I giudici accolgono il ricorso dei legali e congelano il provvedimento prefettizio per evitare un danno grave e irreparabile all'esercizio del mandato elettorale. L'europarlamentare di Avs riprende la guida del Comune fino alla pronuncia definitiva dei giudici di legittimità.

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Mimmo Lucano riassume la carica di primo cittadino del Comune di Riace. La Sezione Civile della Corte d’Appello di Reggio Calabria, presieduta dal giudice Patrizia Morabito, ha accolto l’istanza presentata dai legali dell’europarlamentare di Alleanza Verdi e Sinistra, gli avvocati Andrea Daqua e Giuliano Saitta, disponendo la sospensione dell’efficacia esecutiva della sentenza che nei mesi scorsi ne aveva confermato la decadenza dalla carica amministrativa. Il collegio giudicante ha congelato il provvedimento nelle more del giudizio dinanzi alla Corte di Cassazione, ribaltando l’orientamento espresso dall’ufficio del Procuratore generale, che si era pronunciato in senso contrario all’accoglimento della richiesta cautelare.

Le motivazioni dei giudici e il rientro al Comune

Alla base dell’ordinanza, adottata in camera di consiglio il 23 luglio, figura il pieno riconoscimento del requisito del danno grave e irreparabile. Secondo quanto rilevato dai magistrati reggini, la sentenza di decadenza aveva già trovato esecuzione formale attraverso la nota della Prefettura di Reggio Calabria che aveva trasferito le funzioni sindacali al vicesindaco. L’impossibilità immediata di svolgere il mandato popolare conferito direttamente dai cittadini costituisce, secondo la Corte, un pregiudizio di natura irreparabile tale da giustificare lo stop temporaneo agli effetti del provvedimento.

Per effetto della decisione, Lucano tornerà ufficialmente alla guida dell’ente locale reggino in attesa del verdetto definitivo della Cassazione sulla decadenza scaturita dall’applicazione della Legge Severino, norma attivata a seguito della condanna a 18 mesi di reclusione per falso, con pena sospesa, rimediata nell’ambito del processo “Xenia” sulle irregolarità nella gestione dell’accoglienza dei migranti.

Lucano: “Il danno non era per me, ma per Riace”

“Sono contento che la Corte d’Appello abbia sospeso l’esecuzione della mia decadenza, riconoscendo l’esistenza del danno grave e irreparabile subito non da me, in quanto sindaco, ma da Riace e dai suoi cittadini, che nel 2024 mi hanno confermato la fiducia chiedendomi di guidare il Comune”, ha commentato Mimmo Lucano. “Questa è l’ennesima occasione per sottolineare le enormi contraddizioni politiche che hanno caratterizzato tutta la mia vicenda giudiziaria. Adesso aspettiamo fiduciosi la sentenza della Cassazione, ma continuerò a lavorare con la solita idea che anche da un piccolo Comune come Riace possano partire contributi per migliorare il mondo”.

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