17 Ottobre 2026
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Occhiuto sfida Tajani e chiude a Vannacci: ma il centrodestra può fare a meno di quei voti?

Il governatore chiede un partito più aperto ai giovani e ai diritti civili, ma lil no al generale rischia di scontrarsi con i numeri e per vincere non bastano i social: salvo un nuovo suicidio politico delle opposizioni

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In questi ultimi giorni il governatore della Calabria Occhiuto è stato al centro del dibattito politico nazionale, poiché le sue prese di posizione su alcune tematiche hanno creato fibrillazioni nella coalizione di centrodestra ed in particolare all’interno di Forza Italia, partito nel quale ricopre la carica di vicesegretario nazionale. Riteniamo che su alcune delle questioni affrontate da Occhiuto sia utile effettuare approfondimenti, e ci riferiamo in particolare a ciò che ha sostenuto in relazione alla situazione attuale ed alle strategie da adottare per incrementare l’attrattività di Forza Italia e sull’opportunità, per la coalizione guidata da Giorgia Meloni, di un’alleanza con il partito del generale Vannacci, Futuro Nazionale.

In ordine al primo punto il pensiero di Occhiuto può essere sintetizzato nei seguenti termini: Forza Italia ha perso la sua forza attrattiva, il partito viene percepito dalle nuove generazioni come qualcosa di ormai “ingiallito”, non più al passo con i tempi. Le soluzioni proposte per fermare il lento decadimento ed invertire il trend seguono due direttive, la prima è quella di cambiare radicalmente la comunicazione, utilizzando al meglio i social, essendo particolarmente complesso comunicare con i giovani adoperando i mezzi di comunicazione tradizionali ed il linguaggio dei loro nonni, la seconda attiene alla necessità di un’apertura del partito sui diritti civili, in quanto se si appare imbarazzati su temi che sono naturali per le nuove generazioni, è chiaro che poi queste guardino altrove. Va aggiunto, per completezza, che Occhiuto ha ripetutamente sottolineato che i propri rilievi critici non mirano ad indebolire la leadership del segretario nazionale Antonio Tajani, verso il cui ruolo non ha alcuna mira, ma tendono esclusivamente al rilancio del partito per riportarlo ai fasti di un tempo.

Le critiche a Tajani e gli attestati di stima

Ciò posto, va detto con chiarezza che il pensiero del governatore calabrese deve essere condiviso in toto; Forza Italia oggi sui giovani ha uno scarso appeal, che continua invece ad esercitare prevalentemente su chi ha vissuto l’epopea degli anni ruggenti del compianto cavaliere. Le nostre riserve riguardano invece profili diversi, attinenti alle modalità ed alle sedi scelte da Occhiuto per le proprie esternazioni, alla scarsa genuinità degli attestati di stima nei confronti di Tajani ed al tentativo di negare l’obiettivo di sostituirlo alla guida del partito.

I social e gli altri mezzi di informazione o i programmi di approfondimento politico sono importanti per stare al passo coi tempi, ma riteniamo che i rilievi critici, il cambio della linea di un partito e la sostituzione del segretario nazionale debbano seguire i percorsi previsti dalle norme statutarie. Sotto questo aspetto le “dure” puntualizzazioni di Tajani sono emblematiche e possono essere così riassunte: la linea del partito non cambia, per chi non la condivide ci sono i congressi dove ci si conta e si stabilisce se cambiarla e chi deve attuarla. Quanto ai profusi “attestati di stima” al segretario nazionale – posto che le aspirazioni di Occhiuto di guidare il partito sono assolutamente legittime – essi si pongono ictu oculi, dopo i severi rilievi mossi a Tajani, sullo stesso piano delle scuse offerte dall’accoltellatore alla propria vittima.

Il no a Vannacci e il consiglio a Meloni

Chiuso questo capitolo e ritornando alle valutazioni del presidente Occhiuto in relazione alla paventata alleanza del centrodestra col partito di Vannacci, va osservato come egli – dopo aver escluso categoricamente che sia già in atto un accordo in tal senso, ipotizzando quella che potrebbe essere la sua reazione (“mi occuperei dei problemi della Calabria…”) nel caso in cui si dovesse concretizzare un’evenienza del genere – ha chiarito i motivi per i quali la ritiene controproducente.

Le argomentazioni del governatore seguono due direttive in parte connesse tra di loro. La prima attiene aIl’apporto reale, in fatto di numeri, di Futuro Nazionale – partito che, secondo Occhiuto, rappresenta un fenomeno mediatico, senza una struttura politica e destinato a sgonfiarsi nel tempo – che sarebbe inferiore al consenso che farebbero perdere le derive populistiche del generale.

La seconda emerge dal tenore del consiglio offerto a Giorgia Meloni sull’opportunità di mantenere in vita il governo fino alla scadenza naturale della legislatura poiché, così facendo, il decorso del tempo, oltre al depotenziamento di Vannacci, consentirebbe all’esecutivo, dopo aver fatto tante cose buone – tra le quali cita la tenuta dei conti ed il contrasto agli scafisti – di assumere altri provvedimenti che, sulla falsariga dell’abolizione del bollo auto, rappresentino delle bandiere facilmente riconoscibili.

Quei voti che possono decidere le elezioni

Anche in questo caso molte delle cose che sostiene Occhiuto vanno condivise, mentre altre necessitano di alcune puntualizzazioni. Non c’è dubbio che Futuro Nazionale ed il suo leader rappresentino un fenomeno mediatico prevalentemente alimentato dalla stampa progressista per valorizzare i potenziali effetti deleteri nei confronti del centrodestra; Il punto, però, è che oggi, stando ai sondaggi più recenti, pur registrando FN qualche battuta d’arresto, il partito si attesta comunque intorno ad una percentuale dell’8% e, pure a voler ipotizzare che da qui ad un anno possa dimezzare i consensi, riteniamo che comunque anche una percentuale del 3/4% – in gran parte frutto del voto proveniente dagli elettori del centrodestra – non potrà essere adeguatamente compensata dal preventivato ipotetico consenso derivante dall’assunzione di nuovi provvedimenti “identitari”. In sostanza, per essere ancor più chiari, quel 3-4% sarà determinante per consentire al centrodestra di rimanere alla guida del paese, e quindi sarebbe opportuna una maggiore cautela nell’escludere a priori ed in modo categorico l’utilità dell’eventuale alleanza.

Il precedente calabrese: Giannetta e i numeri in Consiglio

D’altro canto il presidente Occhiuto questo tipo di “pericolo” lo conosce molto bene, in quanto sta sperimentando in Consiglio Regionale come l’esclusione dal perimetro della sua maggioranza di Domenico Giannetta, ex capogruppo di FI ed oggi esponente di Futuro Nazionale, faccia venir meno il numero necessario per approvare quelle riforme (come ad esempio quella inerente al trasporto pubblico locale) che necessitano della maggioranza qualificata dei due terzi.

L’incognita finale: il suicidio politico delle opposizioni

Stando così le cose, riteniamo opportuno dedicare la chiusura ad un dato che Occhiuto, nella sua “analisi dei benefici” connessi ad un più ampio arco temporale rispetto alla prossime elezioni, non considera e che invece riteniamo dirimente, l’unico in grado di rendere veramente ininfluente l’apporto di Futuro Nazionale.

Ci riferiamo alla circostanza che più tempo intercorre rispetto alla data del voto e maggiori sono le probabilità che PD, M5S e AVS– privi di un leader dotato di un forte ascendente, litigiosi e senza una vera proposta alternativa – riescano a porre in essere un suicidio politico di tale portata da rendere inutile, per la compagine di governo, la scomoda alleanza con Vannacci.

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