In merito al brutale episodio di sfruttamento e morte avvenuto nel Cosentino, il titolare del Viminale ha evidenziato nel corso del question time alla Camera come il fatto non sia direttamente imputabile alle criticità della legge Bossi-Fini.
“Non posso non evidenziare subito che la critica mossa alla Legge Bossi-Fini, qualsiasi giudizio se ne voglia dare, non ha alcun rilievo rispetto ai tragici accadimenti di Amendolara – dice il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi -. Infatti, tutti i cittadini stranieri coinvolti erano in possesso di un titolo di soggiorno che consentiva loro di prestare comunque un’attività lavorativa regolare”.
Secondo il ministro, l’episodio sottolinea invece una necessità di ordine superiore: “Il gravissimo delitto di Amendolara dimostra anche, una volta di più, l’importanza di un saldo controllo dell’immigrazione quale condizione preliminare e indispensabile per garantire che le esigenze del mercato del lavoro si realizzino nel rispetto, e non a scapito, della legalità, della sicurezza e dei diritti fondamentali dei lavoratori”.
Un piano d’azione contro il caporalato
Il ministro ha annunciato un’imminente intensificazione dei controlli sull’intero territorio nazionale per prevenire e reprimere i fenomeni di sfruttamento. “E’ imminente l’avvio di un’attività di vigilanza straordinaria su tutto il territorio nazionale nel quadro delle attività di prevenzione e repressione dei fenomeni di sfruttamento del lavoro – dice Piantedosi – Il metodo seguito da questo Governo è più controlli sul rispetto dei diritti dei lavoratori, più lotta ai trafficanti di esseri umani, più controllo delle frontiere. E continueremo a investire su queste priorità”.
Il contesto dell’ingresso in Italia
Piantedosi ha inoltre voluto chiarire la posizione dei presunti autori del reato, precisando i tempi del loro arrivo nel Paese: “Voglio solo annotare che i presunti autori sono entrati in Italia dal confine orientale nel 2018 e nel 2022, cioè prima che l’attuale Governo operasse la sospensione della libera circolazione di Schengen al confine orientale, in considerazione della situazione internazionale”.











