“Sono una garantista, per formazione e anche per esperienza professionale”. Parte da qui la riflessione della sindaca di Villa San Giovanni, Giusy Caminiti, sull’indagine avviata dalla Procura di Roma che coinvolge il dossier del Ponte sullo Stretto, uno dei temi più discussi del dibattito pubblico nazionale negli ultimi anni.
Secondo la prima cittadina, gli elementi emersi finora — tra cui un avviso di garanzia e una perquisizione — rappresentano passaggi investigativi rilevanti, ma non consentono di parlare di responsabilità già accertate.
“Nessun reato conclamato”
“Le notizie trapelate fanno certamente pensare all’ipotesi di reati che dovranno essere verificati – osserva Caminiti -. Ma siamo ancora molto lontani da un conclamato fatto di reato”.
Una distinzione che la sindaca considera fondamentale, soprattutto in una fase delicata delle indagini. Da qui l’invito a mantenere equilibrio nei giudizi e a rispettare il lavoro degli inquirenti.
Trasparenza e responsabilità politica
Per Caminiti, il tema centrale resta quello della trasparenza. “Per una questione di etica pubblica è necessario che tutto venga chiarito nel modo più rapido e trasparente possibile” afferma, sottolineando però che tale esigenza deve conciliarsi con il rispetto delle procedure e dei tempi della magistratura.
“La trasparenza tanto invocata deve accompagnarsi al rispetto delle fasi investigative che l’autorità giudiziaria sta portando avanti”, aggiunge.
Il nodo del Ponte
La sindaca richiama poi il peso politico e strategico della vicenda: “Parliamo del dossier più importante dell’Italia negli ultimi tre anni. Dal novembre 2022 il dibattito nazionale ruota in larga parte attorno al Ponte sullo Stretto”.
Proprio per questo, sostiene, ogni valutazione sulle eventuali ipotesi di reato deve restare nelle mani della magistratura: “Sono aspetti che dovranno essere verificati e valutati dagli organi competenti. Noi non possiamo assumere posizioni su fatti penalmente rilevanti che, allo stato attuale, sono ancora oggetto di indagine”.
La distinzione tra politica e giustizia
Caminiti invita infine la politica a riflettere sul proprio atteggiamento nei confronti delle inchieste giudiziarie: “La politica dovrebbe interrogarsi sulle posizioni che assume quando si parla di fatti di reato accertati. Oggi, però, quella condizione non esiste”.
Il giudizio dell’amministrazione locale, conclude, può riguardare esclusivamente gli aspetti amministrativi e istituzionali della vicenda: “Possiamo esprimere valutazioni su atti e fatti amministrativi, non certo su presunti reati che attendono ancora di essere accertati”.











