Presa di posizione in vista del prossimo appuntamento referendario sulla modifica dello Statuto regionale, accompagnata da una critica severa all’operato della classe politica e da un appello diretto alla cittadinanza. Il vicepresidente del Codacons, Francesco Di Lieto, boccia la proposta di riforma statutaria, contestando le motivazioni ufficiali del provvedimento e definendolo un tentativo di espansione delle cariche di sottogoverno in aperta contrapposizione con le emergenze reali del territorio.
In una nota, il dirigente dell’associazione di tutela dei consumatori ha delineato il quadro politico e istituzionale in cui si inserisce la consultazione. “In vista del prossimo referendum sulla modifica dello Statuto regionale, occorre una mobilitazione forte, consapevole e senza compromessi. Dietro la maschera delle grandi parole e di una presunta riorganizzazione dell’ente, questa bizzarra modifica nasconde la solita vecchia logica: un’operazione di occupazione istituzionale, pensata unicamente per creare nuove poltrone e nutrire un’insaziabile bulimia di potere” ha dichiarato Di Lieto.
Emergenza sanità e l’appello al voto contrario
Nel prosieguo dell’analisi, la rappresentanza del Codacons mette a confronto gli investimenti previsti per l’assetto burocratico con lo stato di sofferenza in cui versano i presidi ospedalieri e i servizi essenziali in Calabria. “Mentre gli ospedali si svuotano di personale sanitario, mentre la medicina territoriale è stata devastata in un inchino ai privati, mentre i pronto soccorso scoppiano e le nostre ambulanze sono costrette a viaggiare senza medici o personale a bordo, la politica risponde con un atteggiamento degno della peggiore Maria Antonietta: a un popolo che chiede assistenza e servizi essenziali, si offrono nuove poltrone e nuovi incarichi di sottogoverno. Le risorse che mancano per la salute pubblica si trovano magicamente per moltiplicare i posti di potere. Nel frattempo, i megafoni di regime tentano di distrarre i cittadini con il teatrino delle liti sotto l’ombrellone, sperando che nessuno si accorga di quello che sta accadendo sulla pelle della collettività” ha denunciato il vicepresidente.
Di fronte a questo scenario, l’associazione individua nella scheda referendaria lo strumento principale per bloccare l’iter di modifica dello Statuto. “La risposta della comunità deve essere una barriera democratica insuperabile. Votare NO significa rifiutare l’ennesimo spreco di denaro pubblico, pretendere che le priorità siano la sanità e i servizi essenziali, e bloccare uno schiaffo intollerabile alla dignità dei cittadini. Il referendum è l’occasione per fermare questo azzardo: difendere la nostra Regione significa dire un NO netto, convinto e definitivo”, ha concluso Di Lieto, aggiungendo una chiosa ironica: “Non vedo l’ora di sentire come ci spiegheranno che con il miracolo della moltiplicazione delle poltrone spariranno d’incanto i problemi della Calabria”.












