Si interrompe in anticipo l’esperienza amministrativa alla guida del comune di Sant’Eufemia d’Aspromonte. Nella giornata di oggi, 17 settembre 2026, i consiglieri di opposizione appartenenti ai due gruppi consiliari, unitamente all’ex vicesindaco, hanno rassegnato contestualmente le proprie dimissioni irrevocabili ai sensi dell’articolo 38 del TUEL.
Il gesto ha decretato l’immediato scioglimento del Consiglio Comunale, mettendo la parola fine a una lunga scia di tensioni politiche e criticità gestionali. A ricostruire il percorso che ha condotto alla crisi definitiva sono i due capigruppo di opposizione, Giuseppe Polimeni e Caterina Martino, che tracciano un quadro severo sugli ultimi quattro anni di gestione della città.
Le ragioni di Polimeni: “Servizi essenziali al crollo e maggioranza ballerina”
I rappresentanti delle minoranze sottolineano come la scelta di rassegnare le dimissioni sia maturata a seguito di un lungo percorso d’analisi sulla gestione pubblica. Il capogruppo Giuseppe Polimeni evidenzia infatti che “la nostra è una decisione importante, ma maturata e ponderata in questi quasi quattro anni di amministrazione”.
L’esponente chiarisce poi le motivazioni di merito legate alla qualità dei servizi pubblici offerti alla cittadinanza: “Non si tratta di una scelta presa dall’oggi al domani: ci siamo assunti la grande responsabilità di restituire alla nostra comunità quella voce che per troppo tempo le è stata sottratta. In questi anni abbiamo assistito al costante venir meno dei servizi essenziali, a partire dall’emergenza idrica che da oltre due anni penalizza i nostri cittadini senza che l’amministrazione abbia mai chiarito lo stato reale delle condotte e delle sorgenti, affrontando il problema con superficialità”.
Polimeni rivendica inoltre il forte senso delle istituzioni dimostrato nel tempo dalle forze di minoranza, evidenziando il contrasto tra il proprio operato e la condotta dell’esecutivo uscente. Il capogruppo osserva come “abbiamo assistito a un continuo ‘tirare a campare’, con una maggioranza ballerina ricucita offrendo poltrone. Noi non abbiamo mai fatto da stampella a nessuno, pur dimostrando sempre un senso di responsabilità esemplare: sfido chiunque a trovare un’opposizione che vota favorevolmente il bilancio di previsione o, come fatto solo una settimana fa, una variazione urgente approvata dalla Giunta pur di non bloccare i servizi ai cittadini. Oggi diciamo basta: di fronte al crollo definitivo della maggioranza, la scelta più seria e di buon senso è rimettere il mandato ai cittadini e dare loro la possibilità di scegliere da chi farsi rappresentare”.
L’affondo di Martino: “Quattro anni di retrocessione, ora serve una svolta”
Sulle cause strutturali del crollo politico interviene la capogruppo Caterina Martino, ripercorrendo le varie tappe della progressiva disgregazione della compagine di maggioranza originaria.
L’esponente dell’opposizione richiama i fatti antecedenti spiegando che “la crisi esplosa lo scorso 11 agosto, con la restituzione delle deleghe da parte del vicesindaco Violani è stata solo l’ultima tessera di un mosaico già compromesso. Ricordo che già a febbraio 2023 si era verificata una scissione, quando con il consigliere Gentilomo avevamo preso le distanze dal gruppo di maggioranza in cui siamo stati eletti, costituendo il gruppo misto. Da allora abbiamo sempre denunciato le difficoltà nel garantire i servizi essenziali e la mancanza di una vera programmazione”.
Martino delinea quindi un bilancio impietoso dei disagi subiti dalla popolazione durante l’intero mandato amministrativo. La capogruppo ribadisce che “in questi quattro anni di amministrazione Violi abbiamo assistito a una retrocessione del paese su ogni fronte: aumento delle tariffe, emergenza idrica perdurante, disservizi nel trasporto scolastico e nella raccolta differenziata, fino alla perdita di finanziamenti ereditati e all’incapacità di intercettare nuovi fondi regionali o nazionali. Nell’ultimo consiglio, alla nostra richiesta su come intendeva procedere di fronte alla paralisi, il sindaco ha risposto con un vago ‘vediamo cosa succede la prossima settimana’. Questa superficialità ha caratterizzato l’intera consiliatura”.
Gestione commissariale e prospettive per la comunità eufemiese
L’interruzione anticipata del consesso civico apre la strada al commissariamento dell’ente, organismo chiamato a gestire la fase di transizione istituzionale. Martino conclude indicando la prospettiva politica futura e la disponibilità del proprio gruppo nei confronti della cittadinanza: “Le dimissioni comuni rappresentano la volontà di dare al paese una nuova possibilità e di consentire a una nuova amministrazione competente e unita di spendersi per il bene della comunità eufemiese. La gestione commissariale garantirà la continuità procedurale, mentre noi rimaniamo a disposizione dei cittadini per un confronto aperto e trasparente”.












