I deputati calabresi del Movimento Cinque Stelle, Anna Laura Orrico, Vittoria Baldino e Riccardo Tucci, hanno espresso profonda preoccupazione per le notizie emerse dalle indagini, sottolineando come la vicenda stia assumendo contorni sempre più preoccupanti.
“L’ipotesi di corruzione e rivelazione di segreto d’ufficio ipotizzate dalla Procura di Roma riguardo il presunto illegittimo interessamento che alcuni soggetti avrebbero avanzato affinché la Corte dei Conti approvasse il progetto definitivo per la realizzazione del Ponte sullo Stretto ci restituisce un quadro desolante – dicono i parlamentari pentastellati -. Ovviamente non spetta a noi individuare condotte rilevanti dal punto di vista giudiziario, tuttavia, l’inchiesta racconta che per la realizzazione dell’opera c’è chi sarebbe stato disposto a passi falsi pur di vederla nascere”.
Gli esponenti del M5S pongono l’accento sulla gestione politica dell’opera, definendola un progetto che dovrebbe essere fermato. “Un progetto bocciato da organismi europei, nazionali e dalla Corte dei conti, il cui iter è macchiato da questi presupposti, dovrebbe essere bloccato anziché portato avanti con questo furore ideologico da parte del governo nazionale e da quelli locali delle regioni interessate – sottolineano -. Nel frattempo stiamo assistendo ad un balletto di nomine politiche nella società concessionaria del Ponte e dunque ad uno sperpero di danaro pubblico, così come denunciato dal M5s in una interrogazione parlamentare poche settimane addietro, in attesa della terza posa della prima pietra di un’opera che probabilmente non vedrà mai la luce. Le stesse risorse che potrebbero essere impiegate a favore degli italiani contro il carovita e i prezzi alle stelle dell’energia”.
La richiesta del PD: “Situazione insostenibile, il Governo riferisca in Aula”
Anche dal Partito Democratico arrivano segnali di forte critica. Il presidente dei senatori del PD, Francesco Boccia, ha puntato il dito contro quella che definisce una gestione opaca e propagandistica del progetto da parte dell’attuale esecutivo.
“Siamo di fronte ad una inchiesta della magistratura per corruzione. Vedremo come andrà l’indagine della Procura di Roma. Ma è del tutto evidente che intorno alla vicenda del Ponte sullo Stretto si addensano nuvole e c’è un alone di forzature del governo che spesso si traducono in opacità – dichiara il presidente dei senatori del Pd Francesco Boccia -. Fare chiarezza diventa sempre più urgente. Dietro l’ennesima bandiera di propaganda di questo governo proliferano situazioni equivoche su cui bisogna assolutamente far luce”.
Boccia ha inoltre ribadito le critiche riguardanti il metodo seguito dal governo per accelerare la realizzazione dell’infrastruttura, a discapito della trasparenza e degli investimenti sul territorio.
“Per accelerare i tempi dell’opera, nel frattempo, così come abbiamo sempre denunciato, in Parlamento sono state calpestate regole e trasparenza. Oltre ad aver sottratto, senza alcun confronto, risorse economiche a Calabria e Sicilia. È il caso che il governo venga al più presto in aula a riferire su quanto sta accadendo, perché la situazione sta diventando insostenibile”, conclude Boccia.












