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22 Giugno 2026
22 Giugno 2026
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Comune Lamezia, il centrodestra è già nelle sabbie mobili: Murone al bivio, Wanda Ferro pronta alla mossa

La maggioranza scricchiola, Fratelli d’Italia pesa e il centrosinistra guarda già oltre. Sul tavolo l’ipotesi di un Murone bis: azzeramento, vertice politico e ripartenza vera. Altrimenti il rischio è il tracollo

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Non possiamo attendere inermi, qui la situazione è seria e rischia di sfuggire di mano anche a noi”. Il centrosinistra lametino non si aspettava un’accelerazione forsennata della crisi politica , e di rapporti umani, in atto, nel gorgo della quale la maggioranza di centrodestra è entrata senza chiedere permesso a nessuno, così, naturalmente. Il quadro delle difficoltà in cui l’amministrazione Murone si muove era da tempo ben conosciuto, ma il rischio implosione ad un anno buono dal suo insediamento, no, quello proprio non era preventivabile.

Per questo, dem e affini riflettono già sul da farsi, alcuni addirittura sulla figura del prossimo candidato a sindaco, che nella politica moderna è la proposta piu’ importante da fare agli elettori; programmi e confronti macchinosi lasciano il tempo che trovano: bisogna andare dritti verso la composizione di una rosetta a tre petali a cui attingere appena la costruzione edificata con l’argilla, lo scorso anno, crollerà. Ora, è bene dirlo: siamo ancora al rango di pozza, ma tutto lascia presagire che la trasformazione in sabbie mobili non disti molto. E, si sa, in certe situazioni piu’ ti muovi ad minchiam, piu’ vai giu’.

Gli occhi su Wanda Ferro

Inoltre, sono ore, queste, dove occhi e orecchie risultano puntati sulle prossime mosse politiche di Wanda Ferro. La potente sottosegretaria agli interni, tradizionalmente abile nelle azioni, anche quelle piu’ improbe, di ricucitura, questa volta non nasconde la propria irritazione sulla dinamica Fratelli D’Italia- sindaco. Si mormora di una suo comunicazione ad horas dove potrebbe decretare l’uscita dal governo cittadino, non si sa se seguita da appoggio esterno o meno, vedremo perché i fratellisti pesano. Non solo perché le consultazioni dello scorso anno gli han consegnato lo scettro di primo partito cittadino, ma per le connessioni ad altissimi livelli che vanta con i governi regionale e nazionale.

Insomma, non te la puoi guastare con Wanda: le devi dare modo e agio di poter dire costruttivamente la sua sulla forma ( e sostanza) del Murone bis. Così come non puoi deludere un certo Emanuele Ionà e quel Giampaolo Bevilacqua che da rappresentanti regionali hanno tutto l’interesse a vedere che la macchina funzioni per poterla eventualmente alimentare di progetti. E di progetti ve ne sono, ma se la giunta è una giuntina-ina-ina, dove vuoi andare?

La nota democristiana e la road map per evitare il tracollo

E non si può neanche derubricare a rimbrotto la durissima nota giunta ieri in redazione dalla sponda democristiana, presidiata da marpioni come Massimo Sdanganelli, Giancarlo Nicotera e Ruggero Pegna, tra gli altri. Sì, perché, le uniche speranze di evitare il tracollo di una maggioranza mai entrata in partita sono affidate ad una rivoluzione del governo locale secondo questa ‘road map’: convocazione vertice di maggioranza (con segretari regionali in primis), azzeramento dell’esecutivo e ripartenza in grande stile.

Un consiglio dato anche dalla Cittadella, a quanto pare, con l’intento di scrollare Mario Murone che però, va detto, in queste lunghe settimane di logoramento, viene fatto passare come il principale colpevole di una fase di rodaggio mai superata. E questa è una ipocrisia bella e buona, che serve a certune forze politiche- comprese Fratelli D’Italia– a nascondere la difficoltà di proporre quadri amministrativi lametini con gli attributi di granito. Perché la giunta della quarta città della Calabria deve essere un super board, non “un postificio” come sussurra qualcuno, irritato, ai piani alti di Germaneto.

Murone, i partiti e il nodo della giunta

Ora, che Murone si sia fidato troppo del materiale umano indicatogli durante tutto il primo anno di falsa partenza, appare abbastanza lapalissiano, ma anche certuni partiti han giocato a fottersi tra loro dando luogo ad invadenze invereconde del potere esecutivo da pate di esagitati che non si accontentano del ruolo pur altissimo di consigliere. Ecco: se vi sarà un Murone bis, non dovrà essere il sindaco, o solo lui, a dire a certi drogati della ‘mmasciata facile’ di starsene a cuccia, ma le forze che li hanno eletti purtroppo…

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