9 Settembre 2026
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Aggressioni ai sanitari, a Vibo nasce il nuovo Osservatorio: alleanza tra sanità e criminologia

Un Comitato Tecnico-Scientifico coordinerà le attività per tre anni. I dati confluiranno anche nella valutazione dei rischi aziendali e negli adempimenti verso l'Onseps

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Asp di Vibo Valentia, Ordine dei Medici e Istituto di Criminologia hanno sottoscritto un Protocollo d’Intesa tripartito per istituire il nuovo organismo scientifico e operativo. L’obiettivo è prevenire e analizzare il rischio di aggressioni ai danni di medici, odontoiatri, personale sanitario e socio-sanitario.

Nasce l’Osservatorio per la prevenzione della violenza

È stato sottoscritto a Vibo Valentia il Protocollo d’Intesa tripartito tra l’Azienda Sanitaria Provinciale di Vibo Valentia, l’Ordine dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri della provincia di Vibo Valentia e l’Istituto di Criminologia di Vibo Valentia.

L’accordo istituisce l’Osservatorio per la Prevenzione e la Profilassi del Rischio di Violenza sul Personale Sanitario e Socio-Sanitario, un nuovo organismo con funzioni scientifiche e operative.

L’iniziativa nasce sia per rispondere a un obbligo di legge, sia per affrontare concretamente il fenomeno delle aggressioni nei confronti degli operatori sanitari.

Il monitoraggio previsto dalla normativa

Il Decreto Ministeriale 13 gennaio 2022, attuativo della Legge 14 agosto 2020, n. 113, impone alle Aziende Sanitarie il monitoraggio sistematico delle aggressioni al personale, la rilevazione dei fattori di rischio presenti negli ambienti di lavoro e la trasmissione periodica dei dati all’Osservatorio Nazionale sulla Sicurezza degli Esercenti le Professioni Sanitarie e Socio-Sanitarie (ONSEPS), istituito presso il Ministero della Salute.

Si tratta di adempimenti che le Aziende Sanitarie possono incontrare difficoltà a sostenere esclusivamente con le proprie risorse, soprattutto per la carenza di tempo, personale e competenze specialistiche in ambito criminologico e sociologico.

L’Osservatorio nasce proprio con l’obiettivo di colmare questo divario.

Audit nei presidi a maggiore rischio

L’organismo metterà a disposizione dell’Asp di Vibo Valentia le competenze scientifiche del Dipartimento di Ricerca sulle Minacce Ibride dell’Istituto di Criminologia.

Tra le attività previste ci saranno gli audit criminologici sul campo nei presidi considerati maggiormente esposti al rischio, a partire da Pronto Soccorso, Continuità Assistenziale e Cup.

Gli esperti dell’Istituto analizzeranno gli elementi ambientali e relazionali che possono favorire l’escalation della rabbia da parte dell’utenza, con l’obiettivo di individuare preventivamente le situazioni potenzialmente critiche.

È prevista inoltre la redazione di un Report Scientifico Annuale, destinato anche al Ministero della Salute nell’ambito degli adempimenti previsti dall’Onseps.

I dati raccolti saranno integrati nel Documento di Valutazione dei Rischi (DVR) aziendale. L’Osservatorio lavorerà inoltre allo sviluppo di modelli di comunicazione trasparente nelle sale d’attesa, pensati per ridurre la percezione dei tempi di attesa e, di conseguenza, la tensione nei rapporti tra utenti e personale sanitario.

Il ruolo delle tre istituzioni

Il Protocollo assegna alle tre realtà coinvolte compiti distinti e complementari.

L’Istituto di Criminologia metterà a disposizione, a titolo interamente gratuito, il proprio Dipartimento per gli audit sul campo e la redazione dei report scientifici.

L’Asp di Vibo Valentia autorizzerà l’accesso ai presidi, fornirà in forma anonima e aggregata i dati relativi agli eventi avversi e utilizzerà le analisi dell’Istituto per adempiere agli obblighi normativi.

L’Ordine dei Medici garantirà invece la tutela deontologica e professionale della categoria, raccordando l’attività dell’Osservatorio con le linee guida della FNOMCeO, oltre a co-promuovere le iniziative di sensibilizzazione rivolte alla cittadinanza.

Un Comitato Tecnico-Scientifico per coordinare le attività

Il coordinamento dell’Osservatorio sarà affidato a un Comitato Tecnico-Scientifico, composto su base paritetica dai vertici delle tre istituzioni. Il Protocollo d’Intesa avrà una durata triennale e sarà stipulato senza alcun onere finanziario a carico delle parti.

Sestito: “Un modello per rafforzare la prevenzione”

“Con l’Osservatorio mettiamo a sistema competenze che da sole le Aziende Sanitarie difficilmente riescono a sostenere. È un modello che permette all’Asp di rispondere agli obblighi ONSEPS con un supporto scientifico qualificato, orientando in modo più efficace le proprie strategie di prevenzione”, dichiara il Direttore Generale dell’ASP di Vibo Valentia, Angelo Vittorio Sestito.

Natale: “Tutelare la dignità e la sicurezza dei professionisti”

“L’Ordine partecipa a questo percorso per tutelare la dignità e la sicurezza di medici e odontoiatri, ma anche per ricostruire un rapporto di fiducia con i cittadini che negli ultimi anni si è progressivamente incrinato”, afferma il Presidente dell’Ordine dei Medici Chirurghi e Odontoiatri della provincia di Vibo Valentia, Vincenzo Natale.

Fortunato: “Aumentare le pene non basta”

Per il Rettore dell’Istituto di Criminologia di Vibo Valentia, Saverio Fortunato, la risposta al fenomeno della violenza contro gli operatori sanitari deve partire soprattutto dalla prevenzione. “Aumentare le pene non basta: la sanzione punisce la violenza quando il danno è ormai compiuto. Per tutelare davvero gli operatori sanitari dobbiamo individuarne e neutralizzarne in anticipo le cause. È questa la linea del realismo preventivo che l’Istituto promuove nell’Osservatorio”, dichiara Fortunato.

L’obiettivo: un modello replicabile in Calabria e in Italia

Le tre istituzioni considerano la prossima presentazione pubblica dell’Osservatorio come un’occasione per illustrare nel dettaglio il Protocollo e proporlo come modello territoriale replicabile a livello regionale e nazionale. L’obiettivo è costruire uno strumento stabile di analisi e prevenzione capace di intervenire sulle cause del fenomeno, affiancando al monitoraggio degli episodi di violenza un’attività di prevenzione dei fattori di rischio negli ambienti sanitari.

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