Ambulanze ferme per mancanza di personale, postazioni scoperte e intere aree del territorio esposte al rischio di non ricevere un soccorso tempestivo. Nel Vibonese l’emergenza del 118 continua ad aggravarsi, mentre da Azienda Zero non è ancora arrivata una risposta sulla possibilità di autorizzare le prestazioni aggiuntive indispensabili per garantire la regolare erogazione del servizio. Il problema era stato portato nei giorni scorsi all’attenzione della Conferenza dei sindaci, durante la quale il direttore sanitario di Azienda Zero, Domenico Minniti, aveva illustrato le difficoltà legate alla riorganizzazione del sistema di emergenza-urgenza.
Prestazioni aggiuntive ancora senza autorizzazione
Secondo quanto riferito durante l’incontro, con la riforma del 118 non sarebbe possibile autorizzare il personale già in servizio a effettuare ulteriori ore di straordinario. Minniti aveva però annunciato che sarebbe stata valutata la possibilità di ricorrere alle prestazioni aggiuntive, attraverso il reclutamento di personale esterno. Una soluzione che, almeno per il momento, non si è concretizzata. I nodi organizzativi rimangono irrisolti e le interruzioni del servizio continuano a ripetersi, con conseguenze particolarmente pesanti per i centri dell’entroterra.
Serra San Bruno e Soriano senza ambulanze
Anche nelle giornate di venerdì e sabato le ambulanze delle postazioni di Serra San Bruno e Soriano Calabro sono rimaste ferme per mancanza di personale. Una situazione che ha lasciato una vasta parte dell’entroterra vibonese priva di un presidio fondamentale per la gestione delle emergenze sanitarie. Il problema, però, non riguarda soltanto le due postazioni. In tutta la provincia si moltiplicano i turni durante i quali il servizio deve fare a meno delle ambulanze.
Nel mese di luglio risultano due turni scoperti a Vibo Valentia, 48 a Pizzo, 25 a Soriano, 10 a Serra San Bruno e 17 a Tropea. Complessivamente, si tratta di oltre cento turni nei quali la presenza dei mezzi di soccorso non può essere garantita secondo la normale programmazione.
L’incognita di agosto e l’arrivo dei turisti
A preoccupare ulteriormente gli operatori è la situazione che potrebbe determinarsi nel mese di agosto, quando una parte del personale già ridotto usufruirà delle ferie e la popolazione presente sul territorio aumenterà sensibilmente per l’arrivo dei vacanzieri. “Non sono ancora stati stabiliti i turni per agosto, ma prospettiamo il peggio”, affermano gli operatori. Il timore è che la carenza di personale possa provocare nuove e più frequenti sospensioni del servizio proprio nel periodo in cui cresce il numero delle persone presenti lungo la costa e nei centri turistici della provincia. La riduzione delle ambulanze disponibili rischia inoltre di aumentare le distanze che gli altri mezzi devono percorrere per raggiungere i luoghi delle emergenze, con un inevitabile allungamento dei tempi di intervento.
Il Comitato “San Bruno” si rivolge alla prefetta
Davanti al protrarsi dell’emergenza, il Comitato “San Bruno” ha deciso di rivolgersi alla prefetta di Vibo Valentia, Anna Aurora Colosimo. L’incontro è previsto per oggi e avrà l’obiettivo di chiedere l’adozione delle iniziative necessarie a garantire la sicurezza sanitaria della popolazione. “La Regione minimizza e non prova neanche a trovare una soluzione”, sostiene Rocco La Rizza, presidente del Comitato, denunciando l’assenza di interventi concreti nonostante le ripetute segnalazioni provenienti dal territorio. Il Comitato chiederà alla rappresentante del Governo di intervenire affinché venga individuata rapidamente una soluzione capace di assicurare la copertura delle postazioni e la continuità del servizio di emergenza.
Il Nursind chiede risposte alla Regione
A sollecitare chiarimenti è anche il sindacato Nursind, che chiede alla Regione Calabria e ad Azienda Zero di spiegare quali provvedimenti intendano assumere per affrontare la carenza di personale e impedire nuove interruzioni. La richiesta è quella di superare rapidamente gli ostacoli amministrativi e organizzativi che stanno impedendo l’attivazione delle prestazioni aggiuntive. Intanto, però, le ambulanze continuano a fermarsi e il territorio vibonese resta alle prese con un sistema di emergenza-urgenza sempre più fragile, mentre l’inizio del periodo di maggiore afflusso turistico rende la ricerca di una soluzione non più rinviabile.











