1 Ottobre 2026
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Ospedale di Soverato, Alecci tuona: “Il grido d’allarme degli infermieri conferma le difficoltà della Chirurgia”

Il consigliere regionale evidenzia: "Chi doveva occuparsi delle soluzioni probabilmente si è preoccupato più di rispondere sui giornali invece di affrontare la situazione”

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“Leggere la nota del Nursind (Sindacato infermieri) di Catanzaro che denuncia le difficili condizioni di lavoro del personale infermieristico all’interno del reparto di Chirurgia dell’ospedale di Soverato e chiede all’Azienda Sanitaria Provinciale interventi immediati non fa che confermare i dubbi che avevo sollevato quasi un mese fa”. E’ quanto afferma il consigliere regionale Ernesto Alecci.

Le voci rassicuranti

Che aggiunge: “Allora, la comunicazione ufficiale del reparto di Chirurgia Generale ai responsabili del Pronto Soccorso e al Direttore Generale che chiedeva di “sospendere tutti i ricoveri, ordinari e urgenti, in considerazione della già nota grave carenza di personale infermieristico” aveva posto ancora una volta l’attenzione sulla carenza di personale e sulla necessità di procedere con interventi strutturali e non “tappabuchi”. Dopo il mio intervento pubblico da più parti si erano sollevate voci rassicuranti sul pieno controllo della situazione senza alcuna sospensione delle attività del reparto. Rassicurazioni che, però, oggi si scontrano con il grido d’allarme degli infermieri su cui, testualmente dalla nota, “vengono scaricate, sebbene già allo stremo, le responsabilità di coprire (i turni) con straordinari e prestazioni aggiuntive che la stessa Azienda (tra l’altro…) dichiara non attivabili per mancanza del regolamento adeguato”.

“Restano le magagne”

Siamo, quindi, mi pare chiaro, punto e capo! Al di là del sempre prezioso lavoro che svolge il personale sanitario, che non smetteremo mai di ringraziare, tra difficoltà e sacrifici, quello che manca, ancora una volta, è la programmazione. Come ho sempre detto non è possibile rincorrere sempre le emergenze. Nella sanità calabrese cambiano i manager, in un paradossale scambio di ruoli con le stesse pedine, ma restano i nodi, restano i dubbi, restano le magagne. E a pagarne le spese sono sempre i pazienti e il personale che continua a lavorare in condizioni precarie. Nel mio intervento avevo espressamente dichiarato la necessità diutilizzare tutti gli strumenti disponibili per garantire più personale, maggiore continuità e la sicurezza ai cittadini, evitando di ritrovarci tra qualche settimana esattamente allo stesso punto.

“Chi doveva risolvere …”

Alecci conclude: “Ebbene, chi doveva risolvere ciò probabilmente si è preoccupato più di rispondere sui giornali, affermando che tutto era a posto, invece di affrontare la situazione in modo definitivo. Forse in futuro bisognerebbe parlare di meno e agire di più per tutelare l’attività dei nostri Ospedali”.

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