L’ex designatore della Can Gianluca Rocchi ha deciso di intervenire nell’ambito dell’inchiesta che coinvolge il mondo arbitrale italiano, presentandosi spontaneamente davanti ai magistrati della Procura di Milano per fornire la propria versione dei fatti. Rocchi, assistito dai suoi legali, ha ribadito la propria estraneità alle contestazioni investigative e ha negato qualsiasi ipotesi di condizionamento delle decisioni arbitrali o di accordi finalizzati a favorire una squadra.
Il confronto con i magistrati milanesi
L’ex arbitro internazionale ha scelto di abbandonare la linea del silenzio adottata nei mesi precedenti e ha risposto alle domande degli inquirenti. Secondo quanto riferito, Rocchi avrebbe respinto con decisione l’ipotesi di una frode sportiva, sostenendo che non vi sarebbe stata alcuna combine a favore dell’Inter né alcuna pressione nei confronti degli operatori del Var. La sua posizione punta quindi a chiarire il ruolo avuto nelle vicende oggetto dell’indagine.
Le ipotesi investigative sulle designazioni arbitrali
L’inchiesta della Procura di Milano riguarda presunte irregolarità nella gestione delle designazioni arbitrali relative ad alcune partite della stagione 2024/2025. Gli investigatori stanno analizzando, tra gli altri aspetti, alcune scelte effettuate per gare considerate rilevanti e il presunto condizionamento delle valutazioni della sala Var di Lissone.
Tra gli episodi oggetto di approfondimento figurano la designazione di Andrea Colombo per una gara del Bologna e la gestione delle designazioni relative a Daniele Doveri, oltre al caso relativo a un possibile rigore non assegnato all’Udinese nella sfida contro il Parma. Si tratta di elementi al vaglio degli inquirenti e inseriti nell’ambito dell’attività investigativa.
Gli altri nomi coinvolti nell’indagine
Il procedimento, nato dopo un esposto presentato nell’autunno del 2024, coinvolge anche altri esponenti del mondo arbitrale. Tra le persone iscritte nel registro degli indagati figurano l’ex supervisore Andrea Gervasoni e alcuni arbitri Var, tra cui Paterna, Nasca e Di Vuolo. Nel corso degli accertamenti sono state inoltre raccolte le testimonianze di diversi rappresentanti del mondo calcistico e arbitrale, tra cui l’ex presidente dell’AIA Alfredo Trentalange, il presidente federale arbitrale Antonio Zappi e il manager dell’Inter Giorgio Schenone.
Attese le prossime decisioni della Procura
La fase istruttoria dell’inchiesta è arrivata a un passaggio decisivo. La Procura di Milano dovrà valutare i prossimi sviluppi del fascicolo, tra le ipotesi di una richiesta di rinvio a giudizio o di un’eventuale archiviazione. Le decisioni sono attese nelle prossime settimane e potrebbero riguardare anche il procedimento parallelo destinato agli organi della Figc.










