È scontro a Vibo Valentia sull’iniziativa dedicata alla sicurezza nei locali e negli esercizi pubblici. A sollevare la polemica è la consigliera comunale Antonella Petracca, che contesta la gestione dell’appuntamento promosso il 5 ottobre dall’amministrazione comunale e dall’assessore al Commercio Ketty De Luca.
Il punto centrale della critica riguarda la natura dell’iniziativa. Il Protocollo d’intesa per la prevenzione degli atti illegali e delle situazioni di pericolo negli esercizi pubblici era infatti già stato sottoscritto il 22 luglio 2025 presso la Prefettura di Vibo Valentia. A firmarlo erano stati la Prefettura, la Provincia, i Comuni di Vibo Valentia, Briatico, Mileto, Nicotera, Parghelia, Pizzo, Ricadi, Serra San Bruno, Tropea e Zambrone, la Camera di Commercio e le principali associazioni di categoria, tra cui Confcommercio Calabria Centrale, Confesercenti, Confartigianato e Cna.
L’accordo punta alla prevenzione degli episodi illegali e delle situazioni di rischio dentro e nelle immediate vicinanze degli esercizi pubblici, attraverso una collaborazione tra istituzioni, forze dell’ordine, Polizia locale e operatori economici.
Il 5 ottobre la fase operativa con gli esercenti
L’appuntamento del 5 ottobre 2026 ha avuto in realtà una funzione diversa rispetto alla sottoscrizione del protocollo originario. Nella sala consiliare del Comune di Vibo Valentia, infatti, numerosi commercianti ed esercenti hanno formalizzato la propria adesione individuale all’intesa. All’incontro hanno partecipato il sindaco Enzo Romeo, l’assessore Ketty De Luca, il questore Rodolfo Ruperti, il dirigente della Sezione Anticrimine Domenico Lanzaro, il vicecomandante della Polizia locale Pasquale De Caria e rappresentanti di alcune organizzazioni di categoria. L’adesione dei singoli operatori resterà aperta anche successivamente. È dunque questa fase di adesione individuale e attuazione operativa a essere stata avviata in Comune, mentre il protocollo generale era già in vigore dal 2025.
Petracca: “Un clamoroso pastrocchio istituzionale”
La consigliera Petracca contesta tuttavia proprio la comunicazione dell’iniziativa e sostiene che l’amministrazione avrebbe presentato l’appuntamento come una nuova sottoscrizione. “Risulterebbe annunciata per la giornata di ieri, 5 ottobre, presso il Palazzo Comunale di Vibo Valentia, la firma di un protocollo d’intesa tra il Comune, la Prefettura e Confcommercio Calabria Centrale per la sicurezza nei locali e la prevenzione dei rischi nel contesto urbano”, afferma Petracca, definendo l’operazione un “clamoroso pastrocchio istituzionale”.
Secondo la consigliera, sarebbe stata trascurata la precedente sottoscrizione del 22 luglio 2025, alla quale avevano partecipato diverse realtà istituzionali e associative del territorio.
La critica alla scelta delle associazioni
Petracca concentra parte delle sue contestazioni anche sulla rappresentanza delle categorie commerciali. La consigliera sostiene che l’iniziativa avrebbe coinvolto in modo particolare Confcommercio Calabria Centrale, mentre il protocollo originario era stato sottoscritto da una platea più ampia di associazioni. “Ci troviamo davanti a una politica di ‘figli e figliastri’? O c’è la volontà di strizzare l’occhio a determinati ambienti a scapito di un’intera categoria rappresentata da più sigle?”, domanda la consigliera.
La documentazione della Prefettura conferma che nel 2025 avevano aderito al protocollo Confcommercio Calabria Centrale, Confesercenti Vibo Valentia, Confartigianato Vibo Valentia e CNA Vibo Valentia, oltre agli enti territoriali coinvolti.
“Prima di annunciare bisognava verificare”
Petracca richiama quindi una precedente dichiarazione dell’assessore De Luca, secondo cui sarebbe preferibile “concentrarsi a realizzare le cose, non ad annunciare”, ovvero annunciare dopo averle realizzate. Da qui l’ironia della consigliera: “Se avesse prima ‘fatto’ le dovute verifiche, prima di annunciare in pompa magna, si sarebbe accorta che non c’era proprio alcun protocollo d’intesa da sottoscrivere ex novo tra Comune, Prefettura e Confcommercio Calabria Centrale”. La ricostruzione ufficiale dell’incontro del 5 ottobre chiarisce però che non è stato sottoscritto un nuovo protocollo generale, bensì sono state raccolte le adesioni individuali degli esercenti all’accordo già sottoscritto nel 2025.
I dubbi sulle modalità degli inviti
L’ultima parte della contestazione riguarda le modalità di coinvolgimento delle associazioni e degli operatori economici. Petracca chiede di conoscere quali siano stati i canali utilizzati dall’amministrazione per invitare le diverse categorie e sostiene che alcune associazioni non sarebbero state coinvolte attraverso comunicazioni formalizzate. “Ad onor del vero, ad oggi le altre sigle associative non risulterebbero affatto invitate tramite canali formalizzati, mentre pare che per alcuni commercianti si sia ricorsi a semplici telefonate informali”, afferma la consigliera.
Petracca conclude chiedendo maggiore rigore nei rapporti istituzionali e nella gestione delle iniziative rivolte al tessuto commerciale della città, contestando quella che considera una gestione poco trasparente ed esclusiva della vicenda. Sul fronte dell’amministrazione, invece, l’iniziativa del 5 ottobre viene presentata come l’avvio della fase pienamente operativa del protocollo, con la partecipazione diretta degli esercenti e la possibilità per altri operatori di aderire successivamente.















