23 Ottobre 2026
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Dal Festival del Sud a Vibo, Conte annuncia la linea del M5S: “Primarie aperte, ma prima un programma condiviso”

Dal superamento dei decreti sicurezza al riconoscimento della Palestina, il presidente M5S illustra i provvedimenti che vorrebbe adottare in caso di ritorno a Palazzo Chigi

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Prima un programma condiviso, poi le primarie aperte a tutti per scegliere il candidato alla guida del centrosinistra. È la linea indicata da Giuseppe Conte, presidente del Movimento 5 Stelle, intervenuto a Vibo Valentia al Festival del Sud – Valentia in Festa, la kermesse promossa da Fondazione Valentia. L’ex presidente del Consiglio ha presentato il suo libro Una nuova primavera. La mia storia, i nostri valori, la sfida progressista per l’Italia, intervistato dal giornalista del Fatto Quotidiano Luca De Carolis. Al centro del confronto, il futuro dell’opposizione, la possibilità di costruire un’alternativa al governo guidato da Giorgia Meloni e le principali questioni politiche nazionali e internazionali. “Chi è insoddisfatto del Governo Meloni si attende da noi, con urgenza, di conoscere quali sono le nostre proposte alternative per risolvere i problemi dell’Italia”, ha dichiarato Conte, spiegando che le forze di opposizione hanno lavorato alla definizione delle rispettive proposte e che il Movimento 5 Stelle ha coinvolto 17mila cittadini per individuare le priorità del Paese.

Il percorso, secondo il leader pentastellato, deve ora concentrarsi sulla definizione di un programma dettagliato. Solo successivamente si dovrà procedere alla scelta del candidato attraverso le primarie. “Sono la formula più democratica per scegliere il candidato e chi rispetta le regole può partecipare. Chi sono io per dire che mi devo candidare solo io, o solo Elly Schlein? Se sono uno strumento democratico, allora le primarie devono coinvolgere più candidati. Però, via Renzi. Su Renzi abbiamo già dato. Andiamo oltre”, ha affermato Conte.

L’attacco a Meloni: “Rischiamo altri cinque anni“

Il presidente del Movimento 5 Stelle ha insistito sulla necessità di accelerare il confronto tra le opposizioni, indicando nel programma comune la condizione per presentarsi agli elettori con una proposta politica riconoscibile. “Se non ci mettiamo d’accordo su un programma condiviso e non ci sbrighiamo a consentire che questo popolo insoddisfatto possa riconoscersi in una figura di un unico candidato che parli e rappresenti tutti, rischiamo di trovarci Meloni altri cinque anni”, ha dichiarato.

Conte ha quindi contestato all’esecutivo l’andamento del costo della vita, citando una serie di aumenti relativi a carburanti, assicurazioni, affitti, bollette, pedaggi autostradali, spesa alimentare e canone televisivo. Le percentuali indicate durante l’intervento sono state utilizzate dal leader pentastellato per criticare i risultati economici del governo. “Meloni dice: stiamo facendo la storia di questo Paese. Ma sapete come la sta facendo? Con carburante al +25%; assicurazioni al +30%; affitti al +20%; bollette al +60%; pedaggi autostradali al +15%; spesa alimentare al +30%; canone tv al +15%: è questa la storia che stanno facendo”, ha attaccato. Da qui il richiamo alla linea politica del Movimento: «La nostra radicalità è necessaria, questo Paese lo dobbiamo trasformare».

Decreti sicurezza, Conte: “Il governo ha fallito“

Tra i passaggi più duri dell’intervento quello dedicato ai disordini di Milano e alle politiche sulla sicurezza. Conte ha condannato i danneggiamenti ai danni delle proprietà, sostenendo però che per perseguire questi comportamenti esistono già strumenti normativi.
“Se distruggi le proprietà di un povero lavoratore, ovviamente ne devi rispondere. Ma c’è già il reato, sono già previsti i risarcimenti. C’è addirittura una norma che impone ai genitori di rispondere dei danni causati dai figli minorenni. Ma è del 1942, non ci dobbiamo inventare nulla”, ha detto.

Il leader pentastellato ha rivendicato la necessità di contrastare la violenza, invitando anche le forze di sinistra a non sottovalutare il problema. La critica si è poi concentrata sull’azione dell’esecutivo, accusato di non aver garantito i risultati promessi sul fronte della sicurezza. “Dobbiamo contrastare la violenza, certo, e se a sinistra ci sono problemi ad ammetterlo, allora non ci siamo capiti, perché questo riguarda tutti i cittadini. Allo stesso modo, però, dobbiamo riconoscere che un governo che doveva garantire sicurezza come bene primario, non l’ha fatto”.

Conte ha definito “una grande oscenità” gli otto decreti sicurezza emanati dal governo, contestando l’introduzione di nuovi reati e aggravanti e l’inasprimento delle pene. “Se introduci otto decreti, 50 nuovi reati, 47 aggravanti, inasprimenti di pena, ecc., vuol dire che sei inadeguato, perché ad ogni decreto dimostri la tua incapacità. Il governo Meloni deve andare a casa”, ha concluso sul tema.

Guerra in Ucraina, l’appello alla comunità internazionale

Nel corso dell’incontro a Vibo Valentia, Conte ha affrontato anche il conflitto russo-ucraino, sostenendo la necessità di intensificare gli sforzi diplomatici per arrivare a una soluzione negoziata. “Le guerre finiscono o con un trattato di pace o con la resa definitiva di uno dei due guerreggianti: vogliamo arrivare a questo?”, ha chiesto il presidente del M5S. Secondo Conte, la difesa dell’Ucraina deve passare da un’iniziativa diplomatica capace di coinvolgere l’intera comunità internazionale, compresi i Paesi del gruppo Brics, per spingere Vladimir Putin ad accettare condizioni che garantiscano un accordo dignitoso per Kiev.

“Se vogliamo difendere l’Ucraina, la possiamo difendere solo in un modo che andava fatto da tempo: chiamando tutta la comunità internazionale, Brics compresi, attorno a un tavolo e costringendo Putin ad accettare condizioni che siano dignitose per l’Ucraina”, ha dichiarato. L’ex premier ha inoltre accennato alla possibilità di individuare un mediatore per il conflitto, senza però rivelarne il nome: «Non farò ora il nome di un mediatore per il conflitto, significherebbe bruciarlo. Mandateci al governo e quel nome lo faremo».

Palestina e Israele, i primi provvedimenti annunciati da Conte

Nel finale dell’incontro, sollecitato dall’intervistatore sulle prime decisioni che adotterebbe in caso di ritorno alla guida del governo, Conte ha delineato una serie di provvedimenti in materia di giustizia, sicurezza e politica estera. Il primo decreto, nelle intenzioni illustrate dal leader del Movimento 5 Stelle, riguarderebbe l’abrogazione delle norme sulla giustizia introdotte dall’attuale esecutivo e dei decreti sicurezza. Il secondo intervento annunciato avrebbe invece come obiettivo il riconoscimento dello Stato di Palestina da parte dell’Italia, accompagnato dall’interruzione unilaterale dell’accordo di cooperazione militare con Israele.

Conte ha inoltre prospettato l’adozione di sanzioni economiche contro lo Stato israeliano, il premier Benjamin Netanyahu, i ministri e gli altri responsabili che ha indicato in relazione al genocidio a Gaza. Posizioni che delineano la linea politica rivendicata dal presidente del Movimento 5 Stelle: una netta discontinuità rispetto all’attuale governo, sul piano interno e internazionale, e la costruzione di un’alternativa progressista attraverso un programma condiviso e primarie aperte.

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