Giocate di classe cristallina, un assist da applausi che ha messo fuori causa due difensori e una prestazione di puro carattere al fianco del capitano Pietro Iemmello. È ripartita da Catanzaro la parabola di Simone Pafundi, ventenne trequartista e talento precocissimo del calcio italiano, pronto a rilanciarsi in Serie B dopo l’esperienza all’Udinese, la parentesi al Losanna e il recente passaggio alla Sampdoria. In una piazza storicamente capace di valorizzare i giovani talenti e proiettarli sul palcoscenico nazionale, il fantasista di proprietà dei friulani ha subito preso in mano le chiavi della trequarti nella formazione guidata da Giorgio Gorgone, confermando le qualità che a soli 16 anni lo portarono al debutto sia in Serie A sia in Nazionale maggiore sotto la gestione di Roberto Mancini.
Il recupero dall’infortunio e l’esordio contro la Carrarese
Il debutto casalingo contro la Carrarese ha mostrato sprazzi di altissimo livello, coronati da una prova di sacrificio dopo un periodo lontano dai campi di gioco. “Alla fine ero morto ed avevo chiesto il cambio, ho dato tutto quello che avevo in campo – confessa il numero 20 giallorosso – E’ stata una partita tosta, come tutte quelle di B e prima di questa la fortuna non ci era girata”. Il calciatore ha ripercorso anche le prime settimane trascorse in Calabria e le difficoltà legate ai problemi fisici iniziali: “Spero di riuscire a dimostrare il mio valore qui a Catanzaro, per me non è stato un bell’inizio di stagione, l’infortunio non ci voleva anche perché l’anno scorso mi ero infortunato più volte. Ora sto bene e spero di dare un contributo importante al Catanzaro, anche se abbiamo tanto da migliorare, ma i compagni più grandi ci stanno aiutando a inserirci. Mi trovo molto bene con tutti”.
La maturità, le aspettative e l’emozione del ritorno a Marassi
Etichettato da tempo come uno dei profili più promettenti del panorama calcistico nazionale, Pafundi dimostra di aver maturato la giusta corazza per gestire l’attenzione dei media e dei tifosi. “Sento un peso importante da quando avevo 15 anni. Cerco di restare il più sereno possibile: so che vogliono tanto da me, ma io penso solo a dimostrare il mio valore e a vincere con la squadra”. Il calendario propone ora l’immediato incrocio con il suo recente passato nella trasferta contro la Sampdoria: “Sarà bello tornare lì, loro hanno un tifo incredibile ma lo abbiamo anche noi, sarà una bellissima partita e per me un’emozione grande”.












