7 Luglio 2026
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Nel bicentenario di Giuseppe Raffaelli, nasce a Catanzaro un’associazione dedicata alla cultura giuridica

L'iniziativa è stata ufficialmente costituita davanti a un notaio. Obiettivo: promuovere ricerca, formazione e confronto nel campo del diritto e della procedura penale

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Nel bicentenario della scomparsa di Giuseppe Raffaelli, giurista originario di Catanzaro, è stata costituita l’Associazione per gli Studi di Diritto e Procedura penale “Giuseppe Raffaelli”, realtà che si propone di valorizzare il patrimonio culturale e scientifico lasciato dall’illustre studioso e di favorire il confronto tra i professionisti del settore giuridico.

La costituzione dell’associazione e gli organi direttivi

L’atto costitutivo è stato sottoscritto a Catanzaro davanti al notaio Mario Sculco. I soci fondatori sono tutti giuristi catanzaresi. Alla presidenza dell’associazione è stato eletto Marco Grande. La vicepresidente è Adele Manno, mentre Pietro Funaro ricoprirà il ruolo di segretario e Luca Tinello quello di tesoriere. Completano il consiglio direttivo Paolo Carnuccio, Costanza Santimone, Andrea Romeo e Natalina Raffaelli, discendente della famiglia del giurista cui è intitolata l’associazione.

Obiettivo: promuovere la cultura giuridica

L’associazione nasce con l’intento di promuovere la cultura giuridica, la ricerca scientifica e le attività di formazione, con particolare attenzione al diritto penale e alla procedura penale, senza trascurare l’approfondimento storico dell’evoluzione normativa.

Tra le finalità indicate figurano anche la promozione del dialogo tra studiosi, professionisti e istituzioni e la creazione di occasioni di confronto sui principali temi del panorama giuridico. Potranno aderire all’associazione avvocati, magistrati, docenti universitari, notai e laureati in Giurisprudenza.

Chi era Giuseppe Raffaelli

Figura di primo piano della cultura giuridica tra la fine del Settecento e l’inizio dell’Ottocento, Giuseppe Raffaelli è ricordato, tra l’altro, per aver assunto la difesa di Cecilia Faragò nell’ultimo processo per stregoneria celebrato nel Regno delle Due Sicilie. Secondo quanto riportato nel comunicato, quel procedimento rappresentò un momento significativo nel percorso che portò all’abrogazione del reato di stregoneria nella Monarchia borbonica. Raffaelli fu inoltre autore della “Nomotesia penale”, trattato pubblicato in cinque volumi tra il 1820 e il 1826, considerato un importante contributo agli studi penalistici dell’epoca.

Nel corso della sua carriera ricoprì numerosi incarichi istituzionali, tra cui quelli nella Commissione Legislativa e nella Commissione Feudale del Regno di Napoli, oltre al ruolo di Procuratore generale presso la Corte di Cassazione del Regno delle Due Sicilie. Partecipò anche ai lavori per la redazione del Codice penale e del Codice di procedura penale nel periodo successivo alla Restaurazione.

Le iniziative in programma

Secondo quanto reso noto dai promotori, l’associazione intende avviare nei prossimi mesi una serie di iniziative dedicate alla divulgazione della cultura giuridica e all’approfondimento del pensiero di Giuseppe Raffaelli, con l’obiettivo di favorire il confronto tra il mondo accademico, le professioni legali e le istituzioni.

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