Cosenza prende posizione sulla situazione della comunità LGBTQIA+ in Turchia. Il Consiglio comunale della città ha approvato una mozione promossa dall’associazione Certi Diritti e presentata in aula dal capogruppo del Pd Cosenza, Francesco Alimena, con l’obiettivo di chiedere un intervento delle istituzioni italiane ed europee a tutela delle persone e degli attivisti colpiti dalla repressione. Portata nel Consiglio del 29 settembre, quella di Cosenza è la prima mozione approvata in Italia a sostegno delle persone LGBTQIA+ colpite dalla repressione in Turchia.
Cosenza al fianco delle persone LGBTQIA+ in Turchia
La mozione chiede alle istituzioni di intervenire sulla situazione denunciata in Turchia, dove nelle ultime settimane sono state effettuate operazioni di polizia contro persone, associazioni e attivisti della comunità LGBTQIA+. La questione era stata portata anche all’attenzione del Parlamento italiano, con un’interrogazione parlamentare relativa agli arresti, alle perquisizioni e ai procedimenti avviati dalle autorità turche. A Cosenza, dunque, il tema è arrivato direttamente nell’aula del Consiglio comunale attraverso la proposta illustrata da Alimena.
“Una città che difende i diritti umani non può restare in silenzio“, ha dichiarato il capogruppo del Pd, spiegando le ragioni della propria iniziativa.
Alimena: “La difesa dei diritti umani non può essere a intermittenza”
Nel suo intervento in Consiglio comunale, Alimena ha allargato il ragionamento anche ad altre vicende internazionali, richiamando in particolare i casi di Giulio Regeni e Patrick Zaki, oltre alla situazione delle persone in attesa di giudizio in Egitto. “Ho voluto richiamare anche le vicende di Giulio Regeni e Patrick Zaki e delle migliaia di persone in attesa di giudizio in Egitto perché la difesa dei diritti umani non può essere a intermittenza“, ha spiegato il consigliere. E ancora: “Non può dipendere dalla convenienza politica o dal momento. Egitto o Turchia che sia“.
Un passaggio che Alimena collega direttamente al ruolo che, secondo la sua impostazione, devono avere le istituzioni locali. La scelta di Cosenza è infatti quella di intervenire, attraverso un atto del Consiglio comunale, su una vicenda che riguarda la tutela dei diritti fondamentali al di fuori dei confini italiani.
“Le Istituzioni devono scegliere da che parte stare“
Nel corso del suo intervento, il capogruppo del Pd ha insistito sul principio secondo cui la difesa dei diritti non dovrebbe essere condizionata dalla nazionalità delle persone coinvolte o dalla situazione politica del momento. “Quando vengono calpestati libertà, dignità e diritti, le Istituzioni devono scegliere da che parte stare: dalla parte di chi quei diritti li difende“, ha affermato Alimena.
Il consigliere ha quindi rivendicato il significato della presa di posizione del Comune di Cosenza, sottolineando come anche un Consiglio comunale possa contribuire a mantenere l’attenzione su una questione di carattere internazionale. “Anche dal Consiglio comunale di Cosenza possiamo e dobbiamo far arrivare una voce forte: sui diritti umani non si arretra“, ha detto.
La mozione promossa da Certi Diritti
L’iniziativa nasce dalla mobilitazione di Certi Diritti, che nelle scorse settimane aveva predisposto proposte di mozione da sottoporre alle istituzioni locali italiane sul tema della repressione della comunità LGBTQIA+ in Turchia. L’associazione aveva organizzato anche un presidio a Milano davanti al Consolato generale turco, denunciando l’escalation di arresti, indagini e provvedimenti contro persone e organizzazioni LGBT+.
“La difesa dei diritti umani non ha confini”
Alimena ha infine sottolineato il valore della scelta compiuta dal Consiglio comunale di Cosenza, richiamando anche il percorso già seguito dalla città su altre vicende legate alla tutela dei diritti umani. “La maggioranza tutta ha firmato e votato la proposta nella medesima seduta su proposta del Sindaco e del Presidente del Consiglio“, ha affermato il capogruppo del Pd. E ha concluso con un riferimento diretto alla città: “Perché la difesa dei diritti umani non ha confini, soprattutto a Cosenza, senza eccezioni“.













