Le indagini sulla morte del piccolo Alessio Pio, il bimbo di 18 mesi di Zungri (Vibo Valentia) morto all’ospedale di Catanzaro per una sospetta infezione da Clostridium difficile, sono in corso e resta da chiarire dove e come il piccolo abbia contratto l’infezione che ha colpito anche altri 4 bambini dell’asilo nido frequentato dalla vittima a Tropea.
Le parole dell’esperto
Come riportato da Adnkronos Salute, spiega in un video sui social Matteo Bassetti, direttore della Clinica di Malattie infettive dell’Irccs ospedale policlinico San Martino di Genova: il C. difficile “è un batterio che si trasmette molto facilmente attraverso i pannolini, soprattutto attraverso le feci”. Un germe a trasmissione oro-fecale che in genere “viene quando si prendono gli antibiotici. Tipicamente, se si prendono degli antibiotici, soprattutto alcuni antibiotici, questo è il cosiddetto ‘omino nero’ nell’intestino”. Nella flora batterica indebolita può aprirsi una breccia e il C. diff attacca.
“Può anche dare delle forme davvero gravi nelle persone più fragili come i bambini molto piccoli, o anche le persone anziane. Molto spesso si dice che è un’infezione ospedaliera: certamente si può prendere in ospedale, ma si può prendere anche fuori dall’ospedale”, precisa il medico. “E quando arriva bisogna curarla in maniera adeguata, facendo l’esame delle feci, facendo l’esame per la ricerca della tossina, facendo una terapia specifica antibiotica specifica. Ma la cosa più importante – ammonisce Bassetti – è attenzione sempre agli antibiotici”, a usarli bene, quando servono.











