1 Settembre 2026
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Michele Affidato, dalla bottega ai Papi: Bianco celebra il maestro orafo calabrese (VIDEO)

Una serata nella Vecchia Pardeasca per celebrare il talento dell'artigiano crotonese, protagonista di importanti eventi internazionali

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Una serata dedicata all’arte, alla Calabria e a uno dei suoi interpreti più conosciuti nel panorama internazionale. È quella organizzata nella Vecchia Pardeasca, l’antico borgo di Bianco, che ha fatto da suggestiva cornice alla celebrazione di Michele Affidato, maestro orafo crotonese ormai conosciuto anche oltre i confini italiani.

Tra ruderi secolari e la storica chiesa del Quattrocento, il borgo antico ha ospitato un appuntamento che ha voluto rendere omaggio a un artista capace di portare la propria terra nelle sue creazioni e nel proprio percorso professionale.

Affidato, conosciuto come “l’orafo dei Papi”, è oggi interlocutore referente della Pontificia Accademia di Teologia e membro della Chiesa degli Artisti di Roma. Un riconoscimento che si affianca a una produzione artistica caratterizzata da gioielli e opere uniche, nelle quali tradizione, arte sacra e ricerca creativa si incontrano.

Bianco accoglie il maestro orafo

All’appuntamento hanno partecipato numerosi esponenti delle istituzioni e della società calabrese. Tra loro il sindaco di Bianco Giovanni Versace e l’assessore comunale alla Cultura Catanzariti, che ha avuto un ruolo centrale nell’organizzazione della serata. Presenti anche la senatrice Tilde Minasi, l’assessore regionale alla Pubblica Istruzione Eulalia Micheli e i consiglieri regionali Domenico Giannetta e Orlandino Greco.

Greco ha preso parte all’iniziativa anche nella veste di delegato del presidente Roberto Occhiuto per i Calabresi nel mondo. La relativa Consulta tornerà a riunirsi dopo la prima settimana di settembre, con l’obiettivo di procedere all’elezione del direttivo e alla definizione di un nuovo programma di attività.

Il legame con i calabresi nel mondo

Proprio il rapporto tra Calabria e comunità calabresi all’estero è stato uno dei temi emersi durante la serata. Un legame che Affidato conosce direttamente grazie ai numerosi viaggi compiuti fuori dall’Italia. Nei suoi incontri internazionali, ha raccontato, capita frequentemente di incontrare calabresi che continuano a mantenere un forte rapporto con la terra d’origine.

La presenza dei calabresi nel mondo è stata sottolineata come una risorsa culturale e umana di grande valore per la regione. Un patrimonio che continua a rappresentare un ponte tra la Calabria e il resto del mondo.

L’iniziativa è stata promossa dal Brutium – I Calabresi nel mondo, con la presidente Gemma Gesualdi, presente durante la manifestazione e impegnata nell’organizzazione dell’evento.

Dalla bottega ai grandi palcoscenici

A condurre la serata è stata Maria Teresa D’Agostino, che ha accompagnato Affidato nel racconto della propria storia personale e professionale. Un percorso cominciato quando era ancora bambino, con una passione precoce per i gioielli e la scelta di entrare in bottega per imparare direttamente i segreti dell’arte orafa.

Gli inizi, come ha ricordato il maestro, non sono stati semplici. Tra sacrifici e difficoltà, un passaggio simbolico della sua formazione è rappresentato dall’acquisto dei primi 100 grammi d’oro, effettuato quando era ancora molto giovane.

Da quel momento la capacità creativa e un talento naturale hanno trovato progressivamente una direzione precisa, alimentati da nuove conoscenze, esperienze e competenze. Alla base della sua crescita professionale, Affidato ha indicato soprattutto la curiosità e la volontà di continuare a imparare, esplorando continuamente strade nuove.

L’arte sacra e i riconoscimenti internazionali

La produzione di Affidato comprende anche il settore dell’arte sacra, un ambito che richiede competenze specifiche, studio e una particolare attenzione ai dettagli. Parallelamente, il maestro ha costruito negli anni una presenza significativa anche nel mondo dello spettacolo, realizzando opere e premi destinati a importanti manifestazioni cinematografiche e musicali.

Le sue creazioni sono state protagoniste in numerose edizioni del Festival di Sanremo e in importanti festival del cinema italiani e internazionali. Nel corso della sua carriera ha inoltre avuto modo di confrontarsi con personalità di primo piano del mondo dello spettacolo, tra cui Sophia Loren e Francis Ford Coppola.

Un percorso che ha portato l’orafo calabrese a trasformare la propria arte in un vero strumento di rappresentazione della Calabria nel mondo.

Un talento che resta legato alla Calabria

Accanto ai successi professionali, durante la serata è emersa anche la dimensione più personale di Affidato: quella di un artista che ha mantenuto un rapporto diretto con le proprie origini. La sua attività nel campo della solidarietà ne è un’altra espressione. Affidato è infatti ambasciatore UNICEF e nel corso degli anni ha affiancato alla propria attività artistica una particolare attenzione alle situazioni di fragilità.

A rendere significativo il suo percorso, oltre ai riconoscimenti ottenuti, è anche la capacità di conservare un rapporto umano diretto con le persone.

Anche i figli seguono la strada dell’arte

La passione per la creatività non si è fermata a una sola generazione. Affidato ha infatti trasmesso ai propri figli l’amore per l’arte e per la ricerca espressiva. Tra loro c’è Antonio Affidato, docente universitario e scultore, che nei primi giorni di settembre presenterà una propria mostra al Museo dei Bronzi. Un appuntamento che punta a valorizzare un linguaggio contemporaneo capace, allo stesso tempo, di mantenere un dialogo con la tradizione classica.

“Orgogliosamente figlio della Calabria”

Il filo conduttore della serata di Bianco è stato dunque il rapporto tra talento, identità e territorio. Michele Affidato ha costruito una carriera internazionale senza interrompere il legame con la Calabria. Anzi, proprio il rapporto con la propria terra continua a rappresentare uno degli elementi distintivi del suo racconto.

Un successo che lo ha portato sui palcoscenici più prestigiosi, ma che non sembra aver modificato il rapporto con le proprie origini. La sua storia parte infatti da una bottega e arriva oggi ai grandi eventi internazionali, mantenendo al centro quella curiosità che, fin dagli esordi, lo ha spinto a conoscere, studiare e sperimentare.

È anche attraverso storie come quella di Affidato che la Calabria racconta se stessa nel mondo: attraverso l’arte, il lavoro, la creatività e il talento dei suoi figli.

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