11 Ottobre 2026
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Reggina-Vibonese, il Granillo incorona i rossoblù: la squadra di Marra mette alle corde la capolista e si candida alla promozione

Il pareggio per 1-1 certifica la forza della Vibonese, capace di imporre il proprio gioco anche in inferiorità numerica. La Reggina soffre, mentre il Sambiase vola in vetta: il girone I ha tre grandi protagoniste

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Dal big-match del “Granillo” si attendevano due responsi: se la Reggina fosse l’ammazzacampionato, incappata in un mero incidente di percorso e se ovvero la Vibonese si poteva e si può proporre come l’antagonista più pericolosa degli amaranto, per come il campionato diceva alla vigilia della settima giornata di andata. Senza trascurare tuttavia il grande campionato del Sambiase stasera in vetta alla classifica assieme alla stessa Reggina, grazie alla vittoria di misura sul Trapani, così da essere ormai annoverato nell’aristocrazia del girone I. Comunque il manto erboso di Reggio Calabria,al 95′ di gioco, ha decretato i rossoblu di Marra come primo avversario che ha messo in serie difficoltà la capolista, a tratti dominandola con un gioco sempre più fluido, sicuro, qualitativo, intelligente.

La Vibonese parte all’attacco, Toscano colpisce alla mezz’ora

Cerutti e compagni, infatti, impostano una gara a viso aperto, senza timori reverenziali, finanche arrembante e pericolosa nei primi dieci minuti. Ma la Reggina ha uomini abituati al primato e agli scontri di alta classifica ed è evidente che una squadra costruita per stravincere il campionato non poteva solo subire, peraltro in casa, e assestatasi con il passare dei minuti, dimostrava tutta la sua forza e la sua qualità, sicché dopo avere sfiorato il gol in un paio di occasioni, perveniva al vantaggio alla mezz’ora, con un pallone raccolto al limite da Toscano e indirizzato radente tra una selva di gambe, all’angolino destro di De Simone, che verosimilmente non l’ha neppure visto partire. La Vibonese non si disuniva e riorganizzandosi con lucidità, conteneva efficacemente i successivi tentativi degli uomini di Marchionni di portarsi sul 2-0. Nel susseguirsi delle azioni, eccellevano le rispettive difese, piene di elementi di esperienza, arcigne e difficilmente permeabili, anche se gli avanti vibonesi apparivano più mobili e alla ricerca dell’uno contro uno.

Due filosofie di gioco a confronto: la qualità dei rossoblù

Il secondo tempo approfondiva ancora di più le differenze tecnico-tattiche delle due squadre e soprattutto di approccio e interpretazione della gara. L’una si affidava più alle giocate estemporanee dei singoli, con improvvise verticalizzazioni e repentini accentramenti; l’altra faceva del gioco manovrato, del palleggio e dell’uno-due, le sue prerogative più spiccate. Specie nel primo tempo, l’attacco vibonese insisteva un po’ troppo nel palleggio, fino a diventare decisamente lezioso nei 16 metri avversari. Ma i rossoblu si conoscono, si cercano, dialogano continuamente e nello stesso tempo mettono in mostra, in ogni fase e in ogni azione di gioco, notevoli attributi fisici e caratteriali.

L’espulsione di Castro, il pressing e la solidità difensiva

I portatori di palla e le punte reggine, specie nella seconda frazione di gioco e in superiorità numerica per l’espulsione di Castro, si vedevano sistematicamente aggrediti da un pressing asfissiante dei vibonesi, così come la difesa ospite chiudeva ogni spazio, proteggendo il sempre più sicuro De Simone, intervenuto saltuariamente con parate di routine e bravo a scegliere con il giusto tempismo i momenti delle varie uscite, che frustravano i traversoni avversari.

Il verdetto del Granillo: la Vibonese è una candidata protagonista

Insomma, se alla vigilia della gara, oggi al “Granillo” erano attese a confrontarsi le due squadre più in salute del torneo, l’1-1 finale ha legittimato a pieno titolo la candidatura della Vibonese ad un torneo da protagonista.

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