Nuovo sviluppo processuale nell’ambito della maxi inchiesta denominata “Jerocarni”. Il Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale di Catanzaro, Gilda Romano, ha disposto la sostituzione della misura cautelare degli arresti domiciliari, precedentemente concessa dal Tribunale del Riesame, con la meno afflittiva misura dell’obbligo di dimora nel comune di residenza nei confronti di Gianluca Serrao. L’indagato è chiamato a rispondere dei reati di detenzione di armi e minaccia aggravata, in entrambi i casi con l’aggravante di aver agito con metodo mafioso e al fine di agevolare una consorteria criminale.
La perizia sulle intercettazioni e il quadro difensivo
L’alleggerimento della posizione di Serrao trae origine da una determinazione del Pubblico Ministero, giunta a margine dell’istanza presentata dai legali di fiducia dell’indagato, gli avvocati Salvatore Sorbilli e Diego Brancia. La difesa ha depositato una consulenza tecnica di parte basata sul riascolto analitico delle captazioni ambientali effettuate a bordo di un’autovettura: gli esiti del perito hanno contestato l’interpretazione fornita dagli inquirenti, secondo cui il dialogo captato avrebbe riguardato la cessione di armi da fuoco. Il quadro indiziario a carico di Serrao comprendeva altresì le dichiarazioni rese dal collaboratore di giustizia Bartolomeo Arena in merito alla presunta disponibilità e detenzione di armamenti.














