18 Ottobre 2026
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Vibonese, Marsico stavolta non basta: il Gela strappa il pari al “Luigi Razza” e frena l’entusiasmo rossoblù

Il bomber sblocca la partita, un errore di De Simone favorisce il pareggio. Gli ospiti meritano il punto e imbrigliano la squadra di Marra, chiamata a mettere da parte i voli pindarici prima della trasferta di Ragusa

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Diciamolo subito: il match tra Vibonese e Gela, per l’ottava giornata di ritorno di Serie D Girone I, è finito giustamente in pareggio, con un gol per parte, e vogliamo sottolineare, con pieno merito degli ospiti, ai quali va un deciso plauso per la prestazione gagliarda, diligente, tecnicamente notevole. E non ci si può appigliare alla fortunosa rete del pareggio, dovuta alla prima topica stagionale del giovane De Simone, perché i siciliani, forse più di ogni altro complesso, hanno saputo imbrigliare Cerutti e soci, pure andati in vantaggio dopo tanto lavorìo ai fianchi della difesa ospite, con il solito Marsico.

Il pressing del Gela e l’assenza di Semenzin

La Vibonese ha spinto molto nel primo tempo, ma gli uomini di Romano tenevano bene il campo con marcature attente, raddoppi, pressing alto, duelli strenui e con un’applicazione sistematica del fuorigioco. In questi frangenti, si è accusata sensibilmente l’assenza forzata di Semenzin, l’elemento cioè che punta l’uomo, penetra e sa dosare i traversoni giusti per in compagni in area, anche se chi l’ha sostituito, Barile, non ha demeritato, ma non ha le caratteristiche dell’argentino.

Gol annullato a Ledesma, i rossoblù non trovano il varco

La prima frazione di gioco è stata quasi nella sua interezza, appanaggio dei rossoblu, che erano riusciti anche ad andare in gol dopo circa dieci minuti di gioco, con un radente dai venticinque metri di Ledesma, che si era ripetuto dopo la simile segnatura di Caltanissetta, ma l’arbitro annullava per offside. Molti palloni sibilavano dinanzi alla porta di Canino, ma nessun vibonese riusciva a dare la stoccata vincente e i diversi tiri scoccati da Marsico e Ryoko non centravano lo specchio della porta oppure finivano alla portata dell’estremo difensore. Proprio Ledesma, l’uomo d’ordine e organizzatore di gioco, è venuto un po’ meno: troppi palloni persi, in ritardo sul recupero della sfera, insomma in giornata no, tanto che Marra è stato costretto a sostituirlo nel secondo tempo con Piriz.

Dall’altro lato, un avversario non trascendentale, ma che è rimasto costantemente sul pezzo, bravo a intuire puntualmente le giocate dei vibonesi e a spezzarle sul nascere o a vanificarle con la chiusura degli spazi, anche perché – va detto – le manovre dei rossoblu oggi peccavano di una certa prevedibilità e imprecisione.

Marsico colpisce di testa, ma il vantaggio non basta

Forse nell’unica occasione in cui la difesa siciliana ha perso le coordinate, ecco l’avvoltoio Marsico trovarsi puntuale al centro dell’area a raccogliere di testa un preciso cross di D’Onofrio, indirizzando all’angolino sinistro del portiere ospite. Ciò a confermare un’altra caratteristica della squadra targata Marra: non appena si lascia un mezzo spazio, l’attacco rossoblu non perdona.

Di lì, la partita, che ormai sbloccata, sembrava incanalata verso i tre punti per la squadra di casa, registrava un atteggiamento per niente domo degli ospiti che non solo raggiungevano il pareggio, ma esibivano ancora più marcatamente, in tutti i loro effettivi, doti tecniche ed agonistiche di rilievo, sapientemente orchestrate da un consumato conoscitore della categoria come Pippo Romano, mettendo sempre più il bavaglio a Cosendey e compagni e portando a casa un punto, che alla luce del travagliato periodo vissuto dai siciliani, rappresenta un buon viatico per un riassestamento della classifica.

Basta voli pindarici, a Ragusa un nuovo esame

Ovviamente, i tre punti mancati non costituiscono un dramma per la Vibonese, che resta nelle sfere alte della classifica, ma significano anche che, primo bisogna mettere da parte i voli pindarici che un eccessivo entusiasmo aveva già fatto circolare ( ivi compreso quell’ingenuo ottimismo coltivato dopo avere affrontato le squadre del torneo più forti sulla carta); in secondo luogo, non sottovalutare nessun avversario e affrontare tutte le partite con lo spirito e la fame di questo primo scorcio di campionato. A tal proposito, la prossima trasferta di Ragusa sarà un test molto probante.

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