Cinque bambini, tutti iscritti allo stesso asilo di Tropea, colpiti da sintomi simili. Quattro ricoverati e poi, per tre di loro, il ritorno a casa. Il quinto, Alessio Pio, appena 18 mesi, non ce l’ha fatta. Un altro piccolo rimane ancora in ospedale a Catanzaro, mentre sulla tragedia si muovono contemporaneamente la Procura di Vibo Valentia e l’Azienda sanitaria provinciale. È questo il quadro, ancora parziale e in evoluzione, della vicenda che ha sconvolto Zungri, il paese d’origine di Alessio Pio, e acceso l’allarme tra le famiglie che frequentano la Family Baby School di Tropea. Al centro degli accertamenti c’è l’ipotesi di un’infezione batterica. Tra i possibili agenti patogeni viene indicato anche il Clostridium difficile, ma al momento non esiste alcuna conferma definitiva né è stato accertato un collegamento diretto tra i diversi casi.
Il peggioramento e la corsa verso Catanzaro
Alessio Pio era stato ricoverato inizialmente in una struttura sanitaria di Vibo Valentia. Le sue condizioni cliniche, però, si erano progressivamente aggravate, rendendo necessario il trasferimento nell’ospedale di Catanzaro, avvenuto nella mattinata di mercoledì 22 luglio. Al suo arrivo nel capoluogo regionale, secondo quanto appreso da fonti sanitarie, il bambino presentava un sospetto quadro di setticemia, una grave risposta dell’organismo a un’infezione. I medici hanno tentato ogni possibile intervento, ma nella serata di mercoledì il cuore del piccolo ha cessato di battere. Una morte arrivata al termine di ore drammatiche e sulla quale adesso la famiglia chiede risposte precise.
Gli altri quattro bambini con sintomi simili
Oltre ad Alessio Pio, altri quattro bambini che frequentano lo stesso asilo di Tropea sono stati ricoverati dopo avere manifestato disturbi analoghi. Tre sono stati successivamente dimessi. Il quarto si trova ancora ricoverato all’ospedale di Catanzaro. Considerata la delicatezza del caso, sulle sue condizioni non sono state diffuse ulteriori informazioni. Il dato che accomuna i cinque piccoli è la frequentazione della medesima struttura educativa. Un elemento sul quale si concentrano le verifiche sanitarie, senza che sia stato ancora dimostrato se i casi siano effettivamente legati da una stessa origine.
L’ipotesi del Clostridium difficile
A parlare della possibile natura dell’infezione è stata Serena Miceli, dirigente della Family Baby School di Tropea. “Stiamo valutando insieme all’Asp quello che potrebbe essere successo”, ha spiegato all’Ansa. Secondo una delle ipotesi prese in considerazione, potrebbe trattarsi di “un batterio entrato dall’esterno all’interno della struttura”. Tra i microrganismi sui quali si starebbero concentrando gli accertamenti viene indicato il Clostridium difficile, batterio associato generalmente agli ambienti sanitari e capace di provocare importanti disturbi intestinali. Si tratta, tuttavia, soltanto di un’ipotesi: saranno gli esami clinici e microbiologici a stabilire quale agente abbia colpito i bambini e se esista una reale catena di contagio.
La segnalazione dell’asilo e il vertice urgente dell’Asp
La dirigente ha riferito che la struttura, dopo l’insorgenza dei primi problemi, aveva inviato una Pec all’Asp di Vibo Valentia per segnalare la situazione e chiedere indicazioni sulle procedure da seguire. L’Azienda sanitaria si è immediatamente attivata. Il commissario straordinario Angelo Vittorio Sestito ha convocato un vertice urgente con i suoi più stretti collaboratori per ricostruire ogni passaggio, verificare le segnalazioni ricevute e individuare l’eventuale origine dei malori. L’obiettivo è comprendere se i casi siano collegati, dove possa essersi sviluppata l’infezione e quali misure adottare per interrompere un’eventuale diffusione.
La denuncia dei genitori e l’inchiesta della Procura
I genitori di Alessio Pio hanno presentato una denuncia in Questura. La Procura di Vibo Valentia ha aperto un’inchiesta per fare piena luce sul decesso e sul percorso sanitario affrontato dal bambino. La cartella clinica è stata sequestrata: al suo interno sono riportati ricoveri, esami, terapie e trasferimenti effettuati prima della morte. La magistratura ha disposto anche il sequestro della salma e nelle prossime ore affiderà l’incarico per l’autopsia.
L’esame medico-legale dovrà accertare la causa precisa del decesso, verificare la natura dell’infezione e ricostruire i tempi della malattia e dell’assistenza ricevuta. Soltanto dopo questi approfondimenti sarà possibile valutare l’eventuale esistenza di responsabilità. Allo stato non risultano contestazioni nei confronti di singoli medici o strutture.
Una comunità in attesa di risposte
Zungri si è stretta nel dolore attorno alla famiglia del piccolo. Il sindaco Serafino Fiamingo ha espresso pubblicamente il cordoglio dell’amministrazione comunale attraverso i canali social dell’ente. Accanto al lutto, però, cresce la richiesta di chiarezza. Le famiglie vogliono sapere cosa abbia colpito i bambini, se esista ancora un rischio e quali misure siano state adottate. Domande alle quali dovranno rispondere gli accertamenti dell’Asp e l’inchiesta della Procura. Perché, in questa vicenda, la priorità è separare rapidamente le ipotesi dalle certezze.











