15 Settembre 2026
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Discarica abusiva e rifiuti pericolosi a Badolato, indagati imprenditore e responsabile comunale dell’area tecnica (NOMI)

La Procura di Catanzaro ha chiuso le indagini con contestuale informazione di garanzia per deposito incontrollato di rifiuti in località Chianti

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Un capannone di 450 metri quadri e un’area scoperta di altri 1.000 metri quadri in località Chianti, nel Comune di Badolato, trasformati in discarica abusiva. Dentro di tutto: batterie al piombo esauste, pneumatici fuori uso, guaina bitumata, residui di pittura, plastica e legno da demolizione, ingombranti, Raee, ceramica, componenti di autoveicoli, bidoni con liquidi. Con due autocompattatori e un autocarro che perdono percolato direttamente sul terreno non pavimentato. Il sostituto procuratore della Repubblica di Catanzaro Domenico Assumma ha chiuso le indagini con contestuale informazione di garanzia nei confronti di Davide Arfuso, 32 anni, di Reggio Calabria, amministratore unico della D.M. Service s.r.l., ditta affidataria del servizio di raccolta rifiuti urbani del Comune di Badolato e Francesco Criniti, del 59, di Badolato e Francesco Criniti, 67 anni, di Badolato responsabile dell’Area Tecnica del Comune di Badolato. Entrambi sono accusati a vario titolo di deposito incontrollato di rifiuti pericolosi e non pericolosi, anche miscelandoli tra loro.

Bomba ecologica

Secondo le ipotesi accusatorie Arfuso nella qualità di gestore del servizio rifiuti e Criniti quale responsabile comunale dell’Area Tecnica, avrebbero depositato in maniera incontrollata rifiuti urbani e speciali, pericolosi e non: nell’area scoperta di mille metri quadrati avrebbero versato batterie al piombo esauste, legno demolizione, pneumatici fuori uso, plastica demolizione, guaina bitumata, residui pittura, ingombranti, più due autocompattatori e un autocarro la cui percolazione dei liquidi si deposita sulla superficie non pavimentata. Nel capannone di 450 metri quadrati: ingombranti, Raee (frigoriferi, scaldini elettrici, televisori), ceramica da demolizione, componenti autoveicoli, bidoni con sostanze liquide. Fatto accertato il 13 novembre, data del controllo che ha fatto scattare l’indagine della Procura.

Il diritto alla difesa

Gli indagati, assistiti dai legali Mary Aiello e Crescenzio Santuori, avranno 20 giorni di tempo per chiedere di essere sentiti o interrogati dal pubblico ministero, depositare memorie difensive, rilasciare dichiarazioni spontanee e compiere ogni altro atto utile per l’esercizio del diritto di difesa prima che il magistrato, titolare del fascicolo proceda oltre con una richiesta di rinvio a giudizio. 

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