12 Settembre 2026
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Morte Denise Cosco, la Procura cerca risposte: sequestrata la casa e analizzati due cellulari

Sopralluogo nell’abitazione di Ariccia per fare luce sulla morte della donna. Nei prossimi giorni sarà ascoltato anche il compagno, unica persona presente al momento della tragedia

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Proseguono le verifiche sulla morte di Denise Cosco, 35 anni, figlia di Lea Garofalo, la testimone di giustizia assassinata dopo aver deciso di allontanarsi dal contesto della ’ndrangheta.

L’inchiesta, aperta dalla Procura di Velletri per istigazione al suicidio e al momento condotta contro ignoti, si concentra anche sull’abitazione di Ariccia nella quale la donna viveva. L’appartamento è stato posto sotto sequestro e, nella giornata di ieri, il pubblico ministero Domenico Vicario ha effettuato un sopralluogo insieme ai carabinieri del Nucleo Investigativo di Frascati.

Gli accertamenti all’interno dell’abitazione non sono ancora conclusi. Gli investigatori dovranno infatti effettuare ulteriori verifiche per acquisire tutti gli elementi ritenuti utili alla ricostruzione della vicenda.

Rinvenuto un secondo telefono

Durante l’ispezione è emerso un elemento ulteriore: all’interno dell’appartamento è stato individuato un secondo telefono cellulare.

Il dispositivo si aggiunge a quello già acquisito dagli investigatori. Entrambi gli apparecchi saranno ora sottoposti ad approfondimenti tecnici, con l’obiettivo di verificare la presenza di dati o informazioni utili a ricostruire quanto avvenuto nelle ultime ore di vita di Denise.

A coordinare l’indagine è il procuratore capo di Velletri Carlo Villani.

L’autopsia e gli altri accertamenti

Nel frattempo è stata eseguita l’autopsia sul corpo di Denise Cosco, morta a 35 anni. Un dato che assume particolare rilievo è la coincidenza con l’età della madre Lea Garofalo, anche lei 35enne quando venne uccisa.

Tra le attività investigative previste nei prossimi giorni c’è inoltre l’audizione del compagno della donna. L’uomo sarà ascoltato la prossima settimana come persona informata sui fatti.

Si tratta dell’unica persona che si trovava nell’abitazione al momento della tragedia. Per questo motivo, le sue dichiarazioni potrebbero fornire agli investigatori elementi importanti per ricostruire la successione degli eventi e chiarire le ultime ore trascorse da Denise prima della morte.

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