Sarà ascoltato a breve dagli inquirenti il compagno di Denise Cosco, la figlia trentacinquenne della testimone di giustizia Lea Garofalo, deceduta nella mattinata di ieri in un ospedale romano per le conseguenze delle gravissime lesioni riportate dopo essersi lanciata dal terzo piano della palazzina in cui risiedeva ad Ariccia. L’uomo, finora non sentito dai magistrati perché in stato di shock, si trovava all’interno dell’abitazione al momento della caduta. La sua deposizione è considerata dagli investigatori un passaggio fondamentale per ricostruire nel dettaglio le ultime ore di vita della donna e chiarire il contesto in cui si è maturato il gesto.
Il fascicolo della Procura e gli accertamenti sui dispositivi
Sulla drammatica vicenda la Procura della Repubblica ha aperto un procedimento penale procedendo per l’ipotesi di reato di istigazione al suicidio contro ignoti. L’inchiesta, guidata dal procuratore capo Carlo Villani e dal pubblico ministero Domenico Vicario, è stata delegata ai carabinieri del Nucleo Investigativo di Frascati. I militari dell’Arma hanno già eseguito il sequestro del telefono cellulare in uso alla trentacinquenne, sul quale verranno effettuati approfonditi accertamenti tecnici ed esami informatici per analizzare chat, chiamate e messaggi scambiati nelle ore precedenti alla tragedia.
L’esame autoptico e il ricordo di Lea Garofalo
Nella giornata di oggi i periti medico-legali eseguiranno l’autopsia sulla salma della giovane donna, disposta dalla magistratura per chiarire ogni aspetto dinamico del decesso. La scomparsa di Denise Cosco giunge tragicamente alla stessa età, 35 anni, in cui la madre Lea Garofalo venne uccisa dopo aver scelto di spezzare il muro di omertà e ribellarsi ai clan della ‘ndrangheta, lasciando un segno profondo nella cronaca e nella memoria civile del Paese.












