26 Ottobre 2026
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Agguato a Cassano, il sindaco rilancia: “Locali comunali per nuovi presidi di sicurezza”

Teatro comunale gremito per l’iniziativa promossa dal sindaco Iacobini e da monsignor Savino. Istituzioni, Chiesa e cittadini chiedono una risposta concreta contro la paura e la rassegnazione

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La risposta istituzionale alla situazione di Cassano allo Ionio passa anche dal rafforzamento della presenza delle forze dell’ordine. Per giovedì mattina è stato convocato in Prefettura, a Cosenza, il tavolo per l’ordine e la sicurezza pubblica, dove il sindaco Gianpaolo Iacobini intende portare le richieste della comunità e proporre la disponibilità di immobili comunali per nuovi presidi sul territorio. “Chiederò maggiore attenzione per Cassano e, soprattutto, metterò a disposizione dello Stato dei locali di proprietà comunale per l’istituzione di ulteriori presidi sul nostro territorio, come un posto di Polizia o un Gruppo di carabinieri forestali”, ha annunciato il primo cittadino.
La proposta arriva in un momento segnato dalla preoccupazione per l’agguato e dalla volontà di rafforzare la presenza dello Stato. L’eventuale attivazione di nuovi presidi dovrà essere valutata nelle sedi istituzionali competenti.

Teatro gremito per l’assemblea “Giù le mani dalla città”

L’annuncio è arrivato durante l’assemblea pubblica “Giù le mani dalla città”, organizzata per volontà dello stesso Iacobini e del vescovo di Cassano allo Ionio e vicepresidente della Cei, monsignor Francesco Savino. Il teatro comunale ha accolto una partecipazione ampia e trasversale, con cittadini, giovani, rappresentanti delle istituzioni, esponenti delle forze dell’ordine, associazioni, mondo scolastico e sportivo. All’incontro hanno preso parte, tra gli altri, don Ennio Stamile e don Marcello Cozzi, i consiglieri regionali Rossellina Madeo e Ferdinando Laghi e diversi sindaci della provincia, compresi quelli di Cosenza, Corigliano-Rossano, San Fili, Amantea e Amendolara. Una presenza che ha riunito realtà diverse attorno a un messaggio comune: la necessità di reagire e di non lasciare che la paura o la rassegnazione prendano il sopravvento.

Iacobini: “Non è il momento del silenzio”

Aprendo i lavori, il sindaco ha richiamato le istituzioni al dovere di assumere una posizione chiara di fronte alle difficoltà del territorio. “Questa non è l’ora di chi si rifugia nella rassegnazione e nel silenzio”, ha affermato Iacobini, sottolineando la necessità di dare un segnale pubblico e condiviso. “Abbiamo il dovere di testimoniarlo quali rappresentanti delle istituzioni e faremo un po’ di rumore perché questo sia chiaro innanzitutto a noi stessi, ancora prima che a chi è più lontano rispetto a questi luoghi”. Il primo cittadino ha così collegato la mobilitazione della comunità alla necessità di un impegno concreto da parte degli enti pubblici, con l’obiettivo di mantenere alta l’attenzione sulle esigenze di sicurezza di Cassano allo Ionio.

Monsignor Savino: “È l’ora del coraggio e della responsabilità”

Nel suo intervento, monsignor Francesco Savino ha posto l’accento sulla responsabilità individuale e collettiva, invitando la comunità a superare ogni atteggiamento di neutralità. “Questa è l’ora di reagire, questa è l’ora del coraggio. Oserei ancora di più dire che questa è l’ora della responsabilità, della corresponsabilità”, ha dichiarato il vescovo. Savino ha poi richiamato la necessità di una scelta netta: “Questa è l’ora in cui dobbiamo dire da che parte stiamo, perché in questo momento ogni atteggiamento neutrale dice complicità e dice continuità a chi si serve di questo territorio, più che mettersi al servizio di questo territorio”. Parole che hanno dato il tono all’assemblea, trasformando l’incontro in un appello rivolto non soltanto alle istituzioni, ma all’intera cittadinanza.

Dalla mobilitazione alle risposte istituzionali

L’appuntamento di giovedì in Prefettura rappresenterà il prossimo passaggio del confronto sulla sicurezza. Il sindaco porterà al tavolo la richiesta di maggiore attenzione per Cassano e la disponibilità del Comune a mettere a disposizione spazi per eventuali nuovi presidi. La proposta si affianca alla mobilitazione promossa con il coinvolgimento della Chiesa, delle amministrazioni locali e delle diverse componenti della società civile.

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