16 Settembre 2026
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Arghillà riparte, accordo in Prefettura e ritorno del presidio di Polizia: “Così cambia il volto della periferia”

La firma del protocollo alla presenza del ministro Matteo Piantedosi riaccende i riflettori su Arghillà. Il Siulp chiede però un rafforzamento stabile degli organici.

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Arghillà torna al centro dell’agenda istituzionale di Reggio Calabria con un piano di interventi da 5 milioni di euro destinato alla riqualificazione e al rilancio del quartiere.

La sottoscrizione dell’accordo in Prefettura, alla presenza del ministro dell’Interno Matteo Piantedosi, rappresenta uno dei passaggi centrali del progetto che punta a rafforzare la presenza dello Stato nella periferia nord della città.

Tra gli interventi previsti assume particolare rilievo la riapertura del Posto di Polizia di Arghillà, insieme agli interventi sulla videosorveglianza, sul decoro urbano e alla riapertura della scuola.

Per Giuseppe Barbaro, candidato al Consiglio comunale e primo dei non eletti nella lista “Insieme si può”, si tratta dell’attuazione di un impegno assunto durante la campagna elettorale.

Barbaro: “La parola data ai cittadini ha ancora un valore”

“La firma del piano straordinario per Arghillà e la visita del Ministro Piantedosi dimostrano che la parola data ai cittadini ha ancora un valore”, afferma Barbaro.

“In campagna elettorale, insieme a Francesco Cannizzaro, avevamo assunto un impegno solenne: togliere Arghillà dall’isolamento e farne una priorità dell’agenda politica cittadina. Oggi quel patto è stato onorato dal Sindaco Cannizzaro”.

Secondo Barbaro, la presenza coordinata delle istituzioni può rappresentare un passaggio decisivo per un territorio che attende da anni interventi strutturali. “Solo la presenza forte della ‘Squadra Stato’ poteva imprimere una svolta reale e strutturale a un territorio che per troppi anni ha atteso risposte concrete. I 5 milioni di euro stanziati non sono promesse future, ma risorse immediate per cambiare il volto della periferia nord”.

Sicurezza e scuola al centro del rilancio

Nel piano, secondo Barbaro, ci sono due interventi dal particolare valore simbolico: il ritorno del presidio di Polizia e la riapertura della scuola. “L’apertura del posto fisso di Polizia direttamente nel quartiere e la riapertura della scuola sono due passaggi dall’immenso valore simbolico e pratico. Non esiste riscatto sociale senza legalità, e non esiste futuro senza istruzione”.

Il ritorno delle istituzioni e dei presidi educativi viene quindi indicato come uno degli elementi fondamentali per rafforzare il tessuto sociale di Arghillà, restituendo servizi e punti di riferimento alle famiglie e ai giovani del quartiere.

La firma dell’accordo in Prefettura e il piano economico da 5 milioni di euro, aggiunge Barbaro, “rappresentano una svolta storica”, pur non costituendo un punto d’arrivo.

“È solamente l’inizio di una nuova fase di rinascita per il quartiere. Questo è il modello di buon governo che si era prospettato e che, grazie alla filiera istituzionale attivata dal Sindaco Francesco Cannizzaro, si sta realizzando”.

Il Siulp: “Una risposta concreta per il territorio”

Sulla riapertura del Posto di Polizia di Arghillà interviene anche il Siulp, che accoglie favorevolmente la sottoscrizione del protocollo e la delibera della Giunta comunale.

Per Giuseppe De Stefano, Segretario Generale Provinciale del Siulp di Reggio Calabria, si tratta di “un passaggio atteso, strategico e di fondamentale importanza per la prevenzione e la legalità nella città di Reggio Calabria”.

“La presenza sul campo e il ritorno costante delle Forze dell’Ordine ad Arghillà sono la risposta concreta che i cittadini onesti attendevano da tempo”, dichiara De Stefano.

Il sindacato sottolinea la necessità di una presenza continuativa sul territorio, collegando la riapertura del presidio agli interventi di videosorveglianza e decoro urbano.

“Come organizzazione sindacale abbiamo sempre sostenuto che la sicurezza non si garantisce con interventi spot, ma attraverso la continuità, il controllo capillare del territorio e il rafforzamento della presenza dello Stato nelle periferie”.

Il nodo degli organici: “Servono nuove unità”

Accanto alla soddisfazione per il progetto, il Siulp pone però l’accento sulle risorse umane necessarie per garantire il funzionamento del presidio. “Auspichiamo che al ripristino della sede corrisponda un adeguato e stabile potenziamento dell’organico della Polizia di Stato sul territorio reggino”, sottolinea De Stefano.

Il timore del sindacato è che la riapertura della struttura possa tradursi in un ulteriore carico di lavoro per il personale già in servizio. “L’apertura del posto fisso ad Arghillà non deve tradursi in un sovraccarico di lavoro per il personale già in servizio, ma deve essere sostenuta con l’assegnazione di nuove unità, per garantire ai poliziotti di operare in condizioni di massima sicurezza e con la massima efficacia operativa”.

Il precedente del 2009 e il nuovo progetto

Il Siulp richiama anche la storia del precedente presidio di Arghillà, inaugurato nell’estate del 2009 presso il Centro Polifunzionale della circoscrizione.

L’ufficio era stato concepito come un vero e proprio avamposto di legalità, con l’obiettivo di garantire il controllo del territorio ma anche una serie di servizi per la cittadinanza.

Tra le funzioni previste figuravano la ricezione di denunce ed esposti, uno sportello Urp, il rilascio della modulistica per i passaporti, le pratiche relative alla cessione dei fabbricati e la gestione delle manifestazioni pubbliche.

Il progetto originario prevedeva inoltre la possibilità di arrivare all’istituzione di un vero e proprio Commissariato Sezionale, dotato di risorse umane e strumentali adeguate.

Dopo i primi anni, tuttavia, quell’esperienza venne abbandonata. Il Siulp auspica quindi che il nuovo progetto possa avere una continuità diversa e trasformarsi in una presenza stabile dello Stato nel quartiere.

“Il Siulp auspica fortemente che questa volta le promesse vengano mantenute e che il piano rappresenti un’effettiva occasione di rilancio per l’intero quartiere”, conclude De Stefano.

“Continueremo a monitorare con attenzione l’evoluzione del progetto, offrendo la massima collaborazione istituzionale affinché questo impegno congiunto tra Governo e Amministrazione locale si traduca in un beneficio permanente per la cittadinanza e per i lavoratori della Polizia di Stato”.

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