16 Settembre 2026
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Scontro totale sul bollo auto: l’opposizione esulta per l’idea di Tridico, la maggioranza rivendica lo “storico taglio”

Polemica infuocata in Calabria dopo l'annuncio del Governo Meloni: per M5S e Tridico Presidente è il plagio di una misura derisa, per Fratelli d'Italia un cambio di paradigma a favore delle famiglie

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L’annuncio dell’imminente cancellazione del bollo auto per le vetture di piccola e media potenza e per i motocicli sta scatenando un violento scontro politico. La misura interesserà oltre il 70 per cento delle vetture in circolazione, pari a circa 14,5 milioni di veicoli su scala nazionale. Se da un lato il centrodestra celebra la cancellazione di un tributo storicamente inviso ai contribuenti, dall’altro l’opposizione rivendica con forza la primogenitura dell’iniziativa, ricordando le feroci critiche ricevute in passato quando la proposta venne presentata per la prima volta.

L’attacco di M5S e Tridico Presidente: “Derisi come populisti, oggi ci copiano”

A sparare a zero contro la maggioranza sono i capigruppo regionali Enzo Bruno (Tridico Presidente) ed Elisa Scutellà (Movimento 5 Stelle), che ricordano la genesi della proposta avanzata nell’ottobre 2025.
“Pasquale Tridico aveva ragione: abolire il bollo auto non era una proposta folle o populista, ma una misura concreta per alleggerire il peso fiscale sulle famiglie. Oggi lo riconosce, con i fatti, proprio quel centrodestra che aveva deriso e attaccato la sua proposta”.
I due esponenti d’opposizione ripercorrono le tappe degli attacchi ricevuti dai vertici del centrodestra. “Quando, durante la campagna per le elezioni regionali, Pasquale Tridico propose di sospendere in Calabria il pagamento del bollo per i cittadini con un Isee fino a 25mila euro e per importi fino a 250 euro, il centrodestra reagì con scherno. Roberto Occhiuto bollò quella proposta come populista e la accostò alle promesse di Cetto La Qualunque. Tridico venne descritto come un visionario lontano dalla realtà, quasi un irresponsabile. Oggi è lo stesso centrodestra nazionale a rivendicare l’abolizione del bollo come una risposta concreta alle esigenze delle famiglie”.
I capigruppo sottolineano inoltre il cambio di rotta sia a livello romano che della giunta regionale. “Persino Giorgia Meloni, dal palco di Atreju, nel dicembre 2025, aveva ironizzato sulla proposta avanzata da Tridico. Oggi è proprio il suo Governo ad annunciare quella misura come una conquista e a presentarla come la cancellazione di una delle tasse più odiate dagli italiani. La coerenza imporrebbe almeno di riconoscere che quell’idea, allora ridicolizzata, era tutt’altro che folle”. Bruno e Scutellà evidenziano che lo stesso presidente Occhiuto ha poi cambiato radicalmente posizione a giugno 2026, concludendo che “Non rivendichiamo primogeniture per puro spirito di parte, ma pretendiamo rispetto per le proposte che mirano ad alleggerire il peso fiscale sulle famiglie. In Calabria l’automobile non è un lusso, ma spesso una necessità, soprattutto a causa delle carenze del trasporto pubblico e delle difficoltà dei collegamenti interni. Il presunto folle visionario Tridico lo aveva semplicemente compreso prima”.

La difesa di Fratelli d’Italia: “Un cambio di prospettiva tra fisco e cittadini”

Di segno opposto la lettura di Angelo Brutto, capogruppo di Fratelli d’Italia in Consiglio regionale, che promuove a pieni voti il provvedimento dell’esecutivo nazionale. “Per anni il bollo auto è stato percepito dai cittadini come l’ennesimo appuntamento obbligatorio con il fisco, una spesa da mettere in conto ogni anno senza che a essa corrispondesse una reale percezione di beneficio. La scelta del Governo Meloni di intervenire sul bollo auto segna un cambio di prospettiva nel rapporto tra fisco e cittadini: non soltanto chiedere, ma anche ridurre il peso della fiscalità e restituire risorse alle famiglie”.
Secondo Brutto, l’intervento va ad impattare in modo diretto sulla quotidianità dei lavoratori e dei nuclei familiari, alleviando la pressione economica sui bilanci reali della popolazione. “È una misura che parla soprattutto alla quotidianità delle persone. L’automobile, per tantissime famiglie, non è un bene superfluo: è lo strumento con cui si raggiunge il posto di lavoro, si accompagnano i figli, si affrontano gli impegni familiari e si tengono insieme territori nei quali il trasporto pubblico non sempre riesce a garantire collegamenti adeguati. Ridurre il costo legato al possesso di un’auto significa quindi intervenire su una voce concreta del bilancio familiare”.
Il capogruppo di FdI conclude ribadendo l’impegno politico della maggioranza per una progressiva riduzione della pressione fiscale complessiva. “C’è poi un principio politico che ritengo importante sottolineare: una politica fiscale seria non può consistere soltanto nell’introdurre nuove entrate. Deve saper individuare anche gli spazi per diminuire il peso dello Stato sui cittadini, soprattutto quando si interviene su costi che incidono sulla vita di tutti i giorni. Come Fratelli d’Italia continueremo a sostenere una linea fondata sulla responsabilità, sulla riduzione della pressione fiscale e sulla capacità di trasformare le risorse disponibili in benefici tangibili. Il provvedimento sul bollo manda un messaggio preciso: quando si governa con una visione, il rapporto di fiducia con il cittadino può rafforzarsi anche attraverso una tassa in meno”.

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