25 Settembre 2026
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“Curnutu sì tu” Cannizzaro contro Vannacci, volano gli insulti: cosa si gioca davvero la destra nel voto di Reggio

Domenica e lunedì circa 348mila elettori sono chiamati alle urne in 71 comuni. Vannacci sfida Forza Italia con l’ex azzurro Giannetta, Roscioli difende la continuità, Benedetto cerca spazio per il campo largo. E il confronto finisce tra accuse e insulti

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Il seggio da assegnare è uno. Le partite politiche, almeno tre. Si vota per sostituire Francesco Cannizzaro alla Camera dopo la sua elezione a sindaco di Reggio Calabria; si misura quanto possa pesare, dentro l’elettorato di destra, il primo candidato di Futuro Nazionale; si verifica se il centrosinistra riunito riesca a trasformare la divisione degli avversari in una possibilità di vittoria. Poi c’è una quarta candidatura, quella di Francesco Toscano, che prova a intercettare chi rifiuta tanto la coalizione di governo quanto il campo progressista.

È per questo che una suppletiva, destinata a scegliere un deputato per il tratto finale della legislatura, è diventata un laboratorio politico nazionale. Il collegio uninominale 05 comprende Reggio e altri 70 comuni della città metropolitana, dalla costa ionica all’Aspromonte e all’area dello Stretto. Circa 348mila aventi diritto, 487 sezioni: numeri che rendono il voto assai più largo di un semplice confronto cittadino. Le urne saranno aperte domenica 27 settembre dalle 7 alle 23 e lunedì 28 dalle 7 alle 15.

Quattro nomi sulla scheda, tre domande per la politica

Il centrodestra schiera Fabio Roscioli, avvocato romano e tesoriere nazionale di Forza Italia. La candidatura è sostenuta da Cannizzaro e dalla coalizione che governa a Roma e in Calabria: il suo argomento è la continuità con l’ex deputato e la possibilità di seguire, dai palazzi nazionali, le questioni del territorio.

Domenico Giannetta, medico, già sindaco di Oppido Mamertina e capogruppo di Forza Italia in Consiglio regionale, corre invece con Futuro Nazionale. Per il partito di Roberto Vannacci è il primo banco di prova elettorale; per gli azzurri è la rottura di un uomo che fino a poco tempo fa occupava una posizione di primo piano nelle loro file. L’operazione viene ricondotta, negli ambienti politici, anche a Domenico Furgiuele, ex leghista e coordinatore regionale della formazione vannacciana. È proprio questa provenienza a rendere il caso reggino interessante fuori dalla Calabria: il nuovo partito cerca voti nel perimetro del centrodestra e presenta un candidato che quel perimetro lo conosce dall’interno.

Frank Benedetto, medico, è il candidato del campo largo, sostenuto tra gli altri da Partito democratico, Movimento 5 Stelle e Casa Riformista. Punta a riportare la campagna su sanità, servizi e costo della vita.

Francesco Toscano, per Democrazia Sovrana Popolare, completa la sfida a quattro con una proposta distinta da entrambe le coalizioni. Il suo risultato dirà anche se esiste uno spazio elettorale per chi contesta l’intero quadro politico in campo.

Vannacci attacca il “candidato romano”. Cannizzaro risponde dal palco

La frattura più rumorosa attraversa la destra. Vannacci presenta Giannetta come il candidato radicato nel Reggino e trasforma la provenienza romana di Roscioli in un’accusa politica rivolta a Forza Italia, al presidente della Regione Roberto Occhiuto e al sindaco Cannizzaro. Nel suo appello diffuso sui social, riportato dall’Ansa, definisce le suppletive “l’ultimo treno per la dignità di questa terra” e sostiene che il seggio di Reggio non sia una “succursale di Arcore”. Agli elettori scrive: “Vi trattano come dei servi, dei colonizzati”.

Per rafforzare l’attacco, il leader di Futuro Nazionale ha pubblicato anche un’immagine artificiale che raffigura Roscioli, la sottosegretaria Matilde Siracusano e il senatore Claudio Lotito davanti a una torta con la scritta “Calabria”: una rappresentazione polemica, non la fotografia di un incontro realmente avvenuto. Il messaggio è netto: secondo Vannacci, la scelta del candidato sarebbe stata imposta da centri di potere esterni al territorio. È la tesi dei suoi avversari interni al centrodestra, non un fatto accertato.

Dal palco lo scontro è scivolato sul terreno dell’insulto. Al comizio nel Reggino Vannacci ha parlato di elettori che sarebbero stati “cornuti in passato” e rischierebbero di essere “mazziati per il futuro”. La replica di Cannizzaro, in dialetto, è stata altrettanto aspra: “Curnutu sì tu e cu nun t’u dice”. Il filmato è circolato sui social, spostando l’attenzione dalle ragioni della candidatura alla durezza del confronto.

Cannizzaro: “Sono positivo”. E su Vannacci lascia uno spiraglio condizionato

Il sindaco rivendica la decisione politica da cui nasce questa prova. In un colloquio con Adnkronos ha detto di aver lasciato il seggio nei tempi utili proprio perché si tenessero le suppletive e di voler dare continuità al lavoro svolto alla Camera. Sull’esito si è dichiarato “molto positivo”: Roscioli, a suo giudizio, è “qualificato” e potrà dare una mano al territorio. A Vannacci rimprovera “qualche urlo e insulto”, senza proposte sufficienti.

La distanza riguarda anche il dopo voto. Interpellato su un possibile rientro del leader di Futuro Nazionale nel centrodestra, Cannizzaro ha risposto: “A oggi io mi sento di dire assolutamente no”. Motiva il giudizio richiamando le divergenze su Europa e politica estera e contestando affermazioni che attribuisce a Vannacci sulle persone con disabilità. Non chiude tuttavia ogni scenario futuro: se il leader cambiasse linea politica, osserva il sindaco, “tutto può succedere”.

Il Pd prova a riportare al centro bollette, carburanti e sanità

La polemica tra Cannizzaro e Vannacci offre al Partito democratico l’occasione per attaccare entrambi. La federazione metropolitana guidata da Peppe Panetta parla di “spettacolo indecoroso” e accusa gli esponenti del centrodestra di scambiarsi offese mentre famiglie e imprese affrontano rincari di carburanti, energia e beni quotidiani. Panetta contesta anche il racconto positivo della Calabria attribuito a Cannizzaro e Occhiuto e richiama i problemi di trasporti e servizi.

Il messaggio politico è evidente: Benedetto vuole contendere il seggio su ciò che gli elettori vivono ogni giorno, a cominciare dalle difficoltà della sanità. La divisione della destra può aprirgli uno spazio, ma non gli consegna automaticamente i voti necessari. In un collegio uninominale a turno unico vince chi prende più voti: contano tanto la capacità dei candidati di convincere gli indecisi quanto l’affluenza e la distribuzione dei consensi fra tutti e quattro.

Che cosa dirà davvero il risultato

Se Roscioli conserverà il seggio per il centrodestra, Cannizzaro potrà rivendicare la tenuta della coalizione anche dopo la rottura con Giannetta. Se Futuro Nazionale otterrà un risultato consistente, Vannacci avrà un argomento da spendere nei rapporti con i partiti della maggioranza, anche senza conquistare il collegio. Una vittoria di Benedetto dimostrerebbe invece che il campo largo sa approfittare di una frattura avversaria. Domenica e lunedì gli elettori sceglieranno prima di tutto chi mandare alla Camera. Solo dopo, con i voti comune per comune e il dato dell’affluenza, si potrà capire quale lezione Reggio Calabria consegni ai partiti nazionali. Per ora la campagna racconta già qualcosa: un seggio lasciato libero dal nuovo sindaco è diventato il luogo in cui il centrodestra discute i propri confini e il centrosinistra prova a dimostrare di saperli attraversare.

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