22 Luglio 2026
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Lamezia Terme scommette sul piano di rientro per evitare il dissesto: approvato il bilancio con 50 milioni di disavanzo

La maggioranza in Consiglio comunale regge all'impatto dei numeri e licenzia il Rendiconto 2025: ok a un piano pluriennale di riequilibrio di oltre dieci anni, mentre l'opposizione e una voce critica interna chiedono chiarezza sui conti

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Il Consiglio comunale di Lamezia Terme ha affrontato uno dei passaggi contabili più complessi della consiliatura in un’aula segnata da forte tensione politica, alla presenza di ventiquattro consiglieri su venticinque. Al centro dell’assise cittadina vi è stato il consuntivo dell’ente, caratterizzato da un disavanzo finanziario pari a 50.077.450,19 euro. La maggioranza consiliare ha tenuto il punto, licenziando con quindici voti favorevoli e nove contrari sia il Rendiconto 2025 sia l’avvio della procedura per il Piano di riequilibrio finanziario pluriennale. Unica assenza registrata tra le fila della coalizione di governo è stata quella del consigliere Davide Mastroianni di Forza Italia. L’illustrazione dei provvedimenti scritti dalla Giunta è stata affidata alla neo-assessora al Bilancio, Maria Nardo, la quale ha dettagliato le correzioni apportate per rispondere ai rilievi formulati dalla Corte dei Conti, precisando che nei successivi novanta giorni l’importo complessivo del disavanzo potrebbe subire ulteriori adeguamenti al rialzo a seguito della quantificazione di nuovi accantonamenti e passività potenziali.

Lo scontro d’aula tra opposizione e maggioranza     

Il dibattito consiliare si è acceso con gli interventi dei gruppi di minoranza. Per il Partito Democratico, il consigliere Gennarino Masi ha richiamato i giudizi espressi dal Collegio dei Revisori dei conti, definendo il Comune un ente strutturalmente deficitario e ponendo l’accento sulla gravità dei debiti fuori bilancio. Sulla stessa linea la consigliera Doris Lo Moro, che ha criticato la gestione amministrativa del primo anno di consiliatura arrivando a sollecitare le dimissioni del sindaco e una piena trasparenza sulla reale situazione finanziaria. Dai banchi del centrodestra, Carolina Caruso di Forza Italia ha difeso la linea dell’esecutivo definendo la scelta condotta: “un atto di responsabilità e rispetto delle norme”

Caruso ha inoltre rassicurato la cittadinanza sul mantenimento delle prestazioni di base, a fronte di un piano di rientro che si svilupperà su un arco temporale superiore ai dieci anni. Sulla sostanza della manovra, Massimo Cristiano di Futuro Nazionale ha prefigurato la necessità di interventi normativi nazionali a supporto dell’ente, mentre Antonio Lorena di Fratelli d’Italia ha spiegato il voto favorevole come scelta obbligata per scongiurare la dichiarazione di dissesto, condizionando il prosieguo della fiducia ai riscontri tecnici previsti per la stesura definitiva del piano.

Le spaccature interne, la replica del sindaco e i prossimi passaggi

La linea dell’esecutivo ha registrato le adesioni di Salvatore Vescio della lista “Lamezia Domani” e di Michele Rosato per “Noi Moderati”. Di segno opposto si è distinta la posizione del consigliere Giancarlo Nicotera dell’Udc, che pur facendo parte della maggioranza ha espresso voto contrario, unitamente alle perplessità di Maria Lucia Raso del Gruppo Bevilacqua sulla tenuta tecnica del percorso intrapreso. Ulteriori contestazioni sono giunte da Lidia Vescio e dal capogruppo dem Fabrizio Muraca, il quale si è concentrato sulle difformità emerse all’interno del Collegio dei Revisori, punto sul quale è intervenuto direttamente il revisore Gabriele Docimo per ribadire la posizione già espressa. Prima della votazione sul Rendiconto, conclusasi sul 15 a 9, il sindaco Mario Murone ha respinto le accuse di inerzia mosse da Nicotera riguardo alle tempistiche di nomina dell’assessore al Bilancio e alla gestione dei contenziosi, rivendicando i passaggi con i giudici contabili e attribuendo le criticità del comparto idrico alle precedenti gestioni, provocando un vivace scambio a distanza con la consigliera Lo Moro. La medesima maggioranza di 15 a 9 ha poi approvato il secondo punto all’ordine del giorno relativo all’avvio del Piano di riequilibrio, nonostante i voti contrari di Bernadette Serratore e di Annita Vitale di Azione, la quale ha richiamato le ripercussioni sui servizi futuri. Con la conclusione della seduta si apre la finestra di novanta giorni entro la quale il Comune dovrà formalizzare e trasmettere la proposta definitiva di rientro alla Sezione regionale di controllo della Corte dei Conti.

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