Meglio perdere il “sostegno” degli intellettuali che quello degli amministratori d’area. Non è la sentenza del singolo, ma il riflesso di uno stato d’animo che si fa insistemente largo nell’area progressista dopo la disponibilità data dal giornalista Carmine Fotia a correre alle suppletive reggine per il Campo Largo.
Navigando nell’ arcipelago delle variegate sensibilità di sinistra si coglie un diffuso senso di rispetto verso la determinazione di Fotia a farsi parte diligente in un turno elettorale che può dire molto sul futuro della coalizione di centrosinistra, almeno qui in Calabria. Ma ciò non basta per farne un candidato condiviso.
“È giunto il tempo di dare la parola ai sindaci”
E non solo per il provincialismo e la tamarraggine di chi va a cercare personale politico, possibilmente vip, oltre i confini ‘patrii ’ , come se alle nostre latitudini non avessimo altre dignitosissime scelte, ma per il semplice fatto che il sentire è cambiato, e che è giunto il tempo di dare la parola all’unica vera comunità politica di cui il centrosinistra disponga in questo delicato frangente: i suoi sindaci, la sua folta base di amministratori locali, o perlomeno quella parte consistente che
(ancora) resiste alle sirene occhiutiane.
È tempo loro, non di paracadutati, non importa da quale elicottero, se quello di un grumo di potere o di un gruppo di intellettuali.
È per questo che il principio della scelta fatta sul cranio di chi regge fisicamente l’area progressista non può essere accettato.
L’occasione storica del centrosinistra
Il centrosinistra ha l’occasione storica di dimostrare agli elettori già alle prossime suppletive dell’area metropolitana che, a differenza della controparte, può privilegiare le istanze del territorio interessato dalla consultazione indicando uno dei suoi interpreti amministrativi.
Il centrosinistra può quindi vincere prima dando una lezione, anche etica se vogliamo, a quelle burocrazie partitiche più interessate a regalare una poltrona ad un alieno che a garantire una rappresentanza reale di una comunità complessa e delicata.
Questo limite fortissimo e imbarazzante che il centrodestra allo stato attuale ha, non può essere pareggiato dal versante progressista con una candidatura che piova dall’empireo intellettuale.
Uno “zappatore” del Campo contro il candidato di palazzo
Esso deve essere sfruttato, massimizzato contrapponendo al possibile raccomandato di palazzo che andrà a candidare l’alleanza di governo, uno ‘zappatore’ del Campo, possibilmente largo.
È questa la ragione per la quale settori importanti dei Cinque Stelle non mostrano alcun entusiasmo per una eventuale candidatura di Fotia, così come non zompano di felicità i dem che zappano e dissodano ogni giorno, non solo quando si affacciano elezioni di livello nazionale, il terreno duro dell’amministrazione comunale.












