14 Ottobre 2026
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Sanità calabrese sotto i riflettori, Bertolaso punta il dito sulla gestione: “I dializzati non possono fare la fila al pronto soccorso”

La vicenda del San Giorgio di Pellaro in diretta nazionale su Rai 3. Al centro i disagi per chi ha bisogno di trattamenti salvavita regolari

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Il caso dei pazienti dializzati di Reggio Calabria arriva al centro del dibattito televisivo nazionale. Durante la trasmissione Filorosso, in onda su Rai 3 e condotta da Antonino Monteleone, l’assessore al Welfare della Lombardia Guido Bertolaso è intervenuto sulla situazione della sanità calabrese, soffermandosi sulle difficoltà affrontate da circa 30 pazienti rimasti senza il centro dialisi San Giorgio di Pellaro, dopo il mancato accreditamento della struttura.

Una vicenda che riporta l’attenzione sull’organizzazione dei servizi sanitari territoriali e sulle conseguenze che le carenze assistenziali possono avere sulle persone affette da patologie croniche. Il problema, secondo quanto riportato nell’intervento televisivo, riguarda pazienti costretti a cercare una soluzione alternativa in ospedale, con il rischio di dover ricorrere al pronto soccorso o affrontare turni notturni per ricevere un trattamento indispensabile.

Il caso dei dializzati di Pellaro finisce su Rai 3

Nel corso della trasmissione, Bertolaso ha richiamato l’attenzione sulle difficoltà organizzative che, a suo giudizio, continuano a pesare sul sistema sanitario calabrese. Al centro del confronto c’è la situazione dei pazienti che facevano riferimento al centro dialisi San Giorgio di Pellaro, la cui attività è stata bloccata dal mancato accreditamento. Per chi necessita regolarmente di emodialisi, la continuità delle cure rappresenta un’esigenza essenziale. L’interruzione di un servizio territoriale, in assenza di un’alternativa facilmente accessibile, può infatti tradursi in ulteriori disagi per persone già sottoposte a trattamenti complessi. La vicenda dei circa 30 pazienti reggini diventa così un caso emblematico del confronto sull’efficienza della sanità pubblica, sulla disponibilità dei servizi e sulla necessità di garantire risposte adeguate ai cittadini più fragili.

Bertolaso critica la gestione della sanità calabrese

Nel suo intervento a Filorosso, l’assessore lombardo ha collegato le difficoltà attuali alle criticità che, secondo la sua valutazione, avrebbero caratterizzato negli anni l’organizzazione del sistema sanitario regionale. Bertolaso ha richiamato in particolare il peso di una gestione che ha descritto come frammentata e poco attenta alla programmazione dei fabbisogni, sottolineando l’importanza di criteri fondati su competenza e trasparenza. L’assessore ha inoltre puntato il dito contro le interferenze delle dinamiche politiche nelle nomine dei vertici delle aziende sanitarie, sostenendo che in passato non sempre sarebbero state privilegiate le competenze necessarie per amministrare strutture complesse come quelle del servizio sanitario. Secondo Bertolaso, gli sforzi per correggere le criticità esistenti non cancellano automaticamente le conseguenze delle scelte compiute negli anni precedenti, che continuerebbero a ripercuotersi sull’assistenza ai cittadini.

Il nodo della continuità assistenziale per i pazienti più fragili

La vicenda riporta in primo piano una questione concreta: assicurare ai pazienti dializzati un accesso regolare alle cure senza costringerli a percorsi assistenziali più complicati o a ricorrere impropriamente ai servizi di emergenza. Il caso di Reggio Calabria pone quindi interrogativi sull’organizzazione dell’offerta dialitica e sulla capacità di garantire un’alternativa efficace quando una struttura territoriale non può più operare. Per i pazienti che necessitano di trattamenti periodici, la disponibilità di posti, gli orari delle sedute e la vicinanza dei servizi incidono direttamente sulla gestione quotidiana della malattia. La questione non riguarda soltanto l’accreditamento di una singola struttura, ma anche la necessità di assicurare una presa in carico adeguata e continuativa.

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